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Pella 22/05/2022 di Luigi Chirico

Arrivo per ultimo, cosa che succede spesso, siamo 7 barche, si decide di fare prima il picnic e partire a stomaco pieno, mi sembra giusto.
 

Io e Carlo siamo gli ultimi a scendere in acqua, uno tiene le barche, l’altro parcheggia il carrellino, entriamo e subito ci incastriamo tra amas e scotte, vabbè, arietta leggera, ne usciamo, il piano è fare tre prove, la prima da Pella a Goozano, seconda da Gozzano a Orta e la terza da Orta a Pella, pronti via, arrivati a s.Giulio andiamo a destra, ma noto dietro di me la vela di Carlo troppo inclinata, colpo di fischietto, torniamo ad aiutare.
 

Rimorchiato Carlo al circolo velico di Pella, sempre gentilissimi e simpatici, riprendiamo il cammino, lasciando il lettore col fiato sospeso…cosa è successo a Carlo? Tenete il fiato sospeso, ve lo racconterà lui…

Ma tre dei nostri sono andati a Gozzano, il vento sta calando, a fatica arriviamo a Gozzano, ricompattiamo l’esercito e si opta per un’unica prova, Gozzano Pella lasciando s.Giulio a sinistra.
 

Con arietta leggera, siamo prima un plotone allineato, poi Massimo perde terreno, Riccardo guadagna, Fabrizio, Cesare, Leonardo ed io ci giochiamo nel mezzo.

A 50 metri da Pella, avevo già scritto l’ordine di arrivo, pensando di mettere primo Riccardo, secondo a parimerito io e Fabrizio, affiancati da s. Giulio senza differenza di velocità, terzo Cesare e quarto Leonardo, con Massimo a chiudere al quinto posto.
 

Invece, poco prima dell’arrivo, Cesare ci supera e accaparra il secondo posto, Fabrizio si stacca e mi precede al terzo posto, io mi devo accontentare del quarto, Leonardo del quinto e Massimo del sesto.

Complimenti a Riccardo, porta la barca da vero fuoriclasse ed è un onore averlo tra noi, grande piacere mi ha dato vedere Leonardo camminare bene, rimasto sempre nel gruppo, peccato per Massimo, di solito brillante, ma una prova tutta in poppa con ariette lo ha penalizzato.

Per fortuna avevo premi per tutti, quindi tutti stanchi ma felici.

Ritorno quasi accettabile con poca coda.

Seguirà racconto di Carlo…ho sempre sentito dire che…quel che non c’è, non si rompe, eppure la vita dimostra che, se c’era, non si sarebbe rotto.

Mistero…
 

Alla prossima, Luigi

 

 

 

 

 

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