Venezia 27/5/2018 
Cronaca di Carlo  e Umberto

Luci ed ombre della Velalonga.

Mia moglie è all’ospedale, quest’anno non ci vado… Ma sta benino…allora ci vado!

Domenica mattina alle 5 sono in macchina, alle 8 al circolo, armo e alle 10 sono in acqua. Purtroppo il vento latita, e arrivo alla partenza 5 minuti dopo le 11. Dietro me ci sono almeno altre 50 barche, ma la giuria ha già dato la partenza (sono svizzeri???) .Vabbè, andiamo.

Il vento si fa un po’più allegro e Barlafus va che è un piacere. Dopo un po’ vedo Cesare. Ha scelto la vela latina che gli avevo fatto io, una vela da passeggio più che una da regata, e non è velocissimo. Non metto molto a superarlo, e mi lancio all’inseguimento di Umberto e Riccardo, che so essere avanti. Dopo un poco li inquadro, prima Riccardo poi, davanti, Umberto. Siamo di bolina, un lungo bordo mure a dritta, e raggiungo Riccardo, una virata e, mure a sinistra lo sorpasso: Barlafus riesce a stringere di più, sempre restando veloce. Affrontiamo il canale delle boline strette. Umberto è parecchio avanti, ma io conto molto sul lungo lato di lasco, quello finale, in cui tradizionalmente ho sempre recuperato posizioni…

Faccio un bordo, poi un secondo, poi…sbaglio una virata…strano… ci riprovo e mi trovo la barra del timone in mano! Un'altra volta! Timone nuovo, già rotto. Tiro quattro accidenti, e considero la situazione: che faccio? Cerco soccorso e mi ritiro o…? Allungo il braccio, provo, riesco a timonare con la mano, e riparto. Intanto arriva Riccardo e mi sorpassa. Faccio ancora tre bordi di bolina e sono fuori, nel tratto di lasco.

Qui è più facile, ma la posizione è scomodissima, la barca così appoppata non è veloce, ma, insomma, va. Incasso signorilmente un applauso da un gruppo di tedeschi, che mi gridano un “ bravo!” sorridendo e salutando, e continuo. Dopo più di un'ora di passione arrivo al traguardo. C’è l’ho fatta.

Vengo a sapere che Riccardo ha recuperato e battuto Umberto, ma per la classifica non conta, dato che non è iscritto. Mario, il nostro segretario, invece ha preferito prendersela comoda, fare una bella colazione, partire con calma, ultimo, ed arrivare, con calma, ultimo.

Approdo, mi aiutano i ragazzi volontari ( grazie!!!) disarmo e stanco, dolorante e affamato vado al ristoro. Finalmente si mangia! Ottengo la mia “razione” un piattino con circa 40 grammi (ma forse 30) di pasta, condita con due filetti di peperoni sott’olio, e accompagnata da 2 pezzetti di formaggio grandi quanto una mia falange…ah, e una bottiglietta d’acqua!

Il circolo Casanova si distingue sempre per la qualità e l'abbondanza del rinfresco!

Disgustato, me ne vado prima della premiazione.

Normalmente qui vengono i complimenti e i ringraziamenti al circolo. Io sarò poco “politically correct” ma non li faccio.

A parte i volontari non pagati che si sono dati un gran daffare, a cui va la mia riconoscenza, tutti il resto è stato scadente.

  • La partenza data senza coordinamento con le operazioni di varo, lasciando indietro un terzo dei partecipanti, l’assistenza inesistente (o almeno io non l’ho vista), il pranzo ridicolo, mi confermano nell’idea che dovremmo abbandonare la Velalonga. Ovviamente la bellezza della laguna e il panorama di Venezia sono tali da farmi dimenticare anno per anno, l’incazzatura dell’anno precedente, che però puntualmente si rinnova. Vedremo l’anno prossimo…

Carlo
 


Riesco a partire bene nonostante la mia preoccupazione, col trimarano con tante barche non è facile come con un mono.

Alla boa di disimpegno mi passa davanti Riccardo che riesco poi a raggiungere e navighiamo appaiati per un po', poi mi sposto più sopravento e poco a poco lo distacco arriva più vento ed è veramente bello.
Prima del canale della bissa sono di fianco ad un R18 quando mi blocco di colpo due prue sott'acqua, vedendomi, sento loro gridare “tira su tira su”.

Credevo di aver spaccato la deriva, non ho strisciato ma proprio bloccato, la tiro su e c'è una bella ammaccatura ma non si è rotta  (la mia deriva è vuota) proseguo entro nel canale e mi diverto tantissimo bolina bene e nelle virate guadagno anche su altre barche.

Comincia il rientro e nel primo tratto vado anche bene, per alcuni minuti sono di fianco a un 470 con spinnaker e siamo sulla stessa velocità, c'è un piccolo calo di vento e lui va via purtroppo non solo lui, mi raggiunge anche Riccardo e mi sorpassa, se solo ci fosse un nodo in più.
Raggiungo l'arrivo a fianco del pattino catalano (senza derive senza timone) ci siamo conosciuti il giorno prima, ed avevo forti dubbi sulla sua manovrabilità specialmente in laguna, mi saluta, mette un piede in acqua, la barca vira e taglia la linea prima di me.

L'organizzazione secondo me non è male, il ristoro dovrebbe essere migliore come quantità, il problema è anche un unico scivolo, al rientro mi passavano davanti i monoscafi arrivati dopo di me, col trimarano ci deve essere qualcuno che ti prende la cima, alla fine stufo, sono entrato tra un 470 e il molo che ho strisciato e se non fosse per una persona che mi ha preso per una sartia sarebbe stato anche peggio di semplici graffi.
Basterebbe munirsi di megafono e chiamare i numeri in base all'arrivo.

Umberto
 

Galleria fotografica
foto dal sito del Circolo Velico Casanova
Risultati della giornata