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F O R U M    1 0 ' - Epossidica: reazione di calore
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 Epossidica: reazione di calore
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


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Inserito il - 24/07/2013 : 07:36:18  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Phil,
credo che qui nessuno abbia dubbi sulla distinzione tra materiali teneri e duri, problema, peraltro, assai diffuso nelle lavorazioni in composito.
Si tratta solo di trovare soluzioni tecniche capaci di farli interagire al meglio.

Per quanto mi riguarda pensavo di aver trovato una soluzione razionale, che coniugasse robustezza, leggerezza, semplicità ed economicità del lavoro (compresa anche un po' di esetica...).
Questo dovrebbe essere lo schema di distribuzione degli sforzi (in teoria).
Tutto è concentrato nel nodo, irrobustito da uno stratificato supplementare e da un sottostante spessore di resina addensata, che garantisce l’ancoraggio superiore e distribuisce lo sforzo su tutta la struttura dello scafo.
Poi c’è l’ancoraggio inferiore che sfrutta la capacità del foam di reggere sollecitazioni a compressione.

Immagine:

65,66 KB

Credo che per i carichi di un 10 piedi sia sufficiente.
L’esperienza mi dirà se avrò sbagliato.

Purtroppo ho avuto problemi in fase esecutiva con l’improvvisa reazione di calore che non avevo considerato.
Altrimenti non avrei apeerto questa discussione

Poi capelizzari ha voluto fare un passo indietro, utilissimo per approfondire l’argomento sotto il profilo generale affinché sia utile per chi si appresta (o si appresterà) ad eseguire costruzioni analoghe.

Comunque grazie anche per il tuo contributo


Modificato da - luca10ft in data 24/07/2013 08:21:25
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 24/07/2013 : 20:17:32  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Se non ricordo male, l’avevamo già affrontata la discussione sulle qualità di noi romagnoli
Ricordo anche che mi avevi parlato di quei tuoi conoscenti e parenti, che ci portò poi ad affrontare la tematica dei confini territoriali della Romagna perché io non ero molto convinto (e lo sono tuttora) che gli imolesi siano romagnoli (tutti quelli che conosco guardano infatti più verso Bologna che verso il mare).
Poi mi ci metto con calma e cerco di ritrovarla.

Comunque non è del tutto vero che sono insensibile ai suggerimenti
Avevo esordito su questo forum con un progetto di monoscafo, ma poi qualcuno mi suggerì di costruire un trimarano…. e così feci… anzi...ci provai...
Purtroppo presi il consiglio troppo alla lettera senza considerare la quantità di lavoro necessaria e, soprattutto, dove mettere poi quei tre scafi con tutta l’attrezzatura
E così ripiegai, in corso d’opera, sul catamarano, giusto per avere uno scafo in meno da gestire... e non buttare nella spazzatura quanto già realizzato

Buona estate anche a te

PS. Se non sei già in stand-by, potresti spiegarmi cosa intendi per “impossibile” in questa discussione.
La possibilità di affogare quel golfare nella resina evitando la reazione di calore?
oppure
La robustezza di quella soluzione (ovviamente qualora eseguita come da progetto e senza incidenti di percorso)?


Modificato da - luca10ft in data 24/07/2013 20:20:22
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 26/07/2013 : 06:15:28  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ecco la discussione sui romagnoli (pag. 4 verso il fondo)

http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=258&whichpage=4

Forse ti sembrerà strano, ma sulle interrelazioni tra materiale duro e tenero mi hai proprio convinto, anzi, ne ero convinto anche prima, tanto è vero che ho dedicato parecchio tempo alla ricerca del modo (relativamente) migliore per farli andare d’accordo.
Certamente una soluzione è quella di aumentare la superficie di interfaccia (es. allungare la profondità dell’incastro come ho fatto io e come suggeriva anche Marco), ma ovviamente il problema resta in teoria, perché in pratica occorre poi verificare se l’interfaccia che abbiamo dimensionato è sufficiente per il garantire risultato che vogliamo raggiungere.
Caratteristiche romagnole a parte….. credo sia tutto qui il problema di cui stiamo discutendo

*************

Grazie poi ai vostri suggerimenti, l’inserimento del secondo golfare è andato a buon fine.
Come detto in precedenza, questa volta la tecnica prevedeva distinte colate (per evitare eccessivo volume di resina all’interno del foro), oltre al raffreddamento forzato dell’ambiente e del pezzo attraverso condizionatore (fuori c’erano quasi 30° e fortunatamente avevo l’opportunità di posizionarmi esattamente sotto il getto dell’aria).

Durante la prima colata (circa 50 gr di miscela, ossia resina e microfibre) si è però verificato un principio di reazione di calore, forse dovuto ad una mia leggerezza.
Tutto procedeva bene, e dopo circa un’ora e mezzo, quando la resina rimasta nel barattolo (lasciato vicino al foro) sembrava avesse raggiunto un livello di gelidificazione piuttosto elevato (ma, in realtà, forse sono stato fuorviato anche dall’aumento di viscosità dovuto alla bassa temperatura), decisi di orientare diversamente il getto d’aria e di alzare un po’ la temperatura, che era intanto scesa a circa 19° (temevo l’effetto contrario, cioè che una temperatura troppo bassa influisse negativamente sulla catalizzazione).
Dopo 10-15 minuti (eravamo risaliti a 22°), notai alcune bollicine emergere dalla superficie della miscela. Si percepiva, inoltre, un sensibile aumento di calore sul golfare e sulla pelle superiore dello scafo.
Rimisi tutto come prima, con l’aggiunta di pinza e due piastre congelate. In freezer ne avevo altre 4 pronte per ogni evenienza.
Trascorsero altri 10 minuti di ansia, poi il calore scese e si ristabilizzò.
All’interno del foro il livello della miscela si era alzato di qualche millimetro (forse 5-6).

La chiusura definitiva avvenne attraverso altre due colate (30 e 20 gr) senza problemi.
In pratica tutta la miscela inserita nel foro è rimasta dentro (circa 100 gr).

Ora non saprei dire se si tratta della soluzione migliore o se avessero retto di più gli altri sistemi suggeriti in questa discussione (il cuneo di Marco o la tavoletta di Mario), però sono convinto che quel golfare non lo sfilerà più nessuno, a meno ché non strappi via anche buona parte dello scafo, spaccandolo praticamente in due (circostanza che potrebbe peraltro verificarsi anche sotto il tiro del cuneo o della tavoletta).


Pronti per la prima colata

Immagine:

51,33 KB

Prima colata eseguita – Vediamo che succede

Immagine:

52,19 KB

Misure straordinarie per fronteggiare la reazione di calore

Immagine:

74,93 KB

Dopo 8 ore dalla prima colata – Possiamo organizzarci per la seconda

Immagine:

64,24 KB

Finito


Immagine:

59,1 KB

Immagine:

45,51 KB


Modificato da - luca10ft in data 26/07/2013 06:36:12
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 28/07/2013 : 09:12:42  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Preso di petto anche le lande per le sartie.
Qui l’operazione “al fresco” è semplificata essendo praticamente a murata.
Anche la tenuta dovrebbe aumentare, avendo più materiale “duro” a disposizione per l’ancoraggio.

Prima colata eseguita quasi un’ora fa.
Tutto procede bene.
Ma meglio restare vigili

Immagine:

62,38 KB

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marco casavecchia
deleted



476 Messaggi

Inserito il - 28/07/2013 : 11:24:27  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=the%20gougeon%20brothers%20on%20boat%20construction&source=web&cd=1&cad=rja&sqi=2&ved=0CDIQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.westsystem.com%2Fss%2Fassets%2FHowTo-Publications%2FGougeonBook%2520061205.pdf&ei=7eH0UYn2Ocmm4ATrpoGABg&usg=AFQjCNFAHsGMeNCMNsdI2vJdqvGPIWF5aA&bvm=bv.49784469,d.bGE

Per chi fosse interessato c'è un capitolo dedicato all'argomento hardware bonding.
Su legno, beninteso.
Comunque interessante.
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 29/07/2013 : 08:26:41  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie per la segnalazione.
Uno stralcio di quel capitolo (con i disegni riguardanti i prigionieri) è riportato anche nella guida west system reperibile in italiano.
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