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heritage1340
Utente Attivo
  

Prov.: Brescia
Città: Darfo Boario Terme
116 Messaggi |
Inserito il - 20/08/2013 : 21:56:24
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| Phil Masnagh ha scritto:
| heritage1340 ha scritto:
vi dico semplicemente che io ho tribolato per parecchio tempo per risolvere il problema derive, praticamente con le derive piazzate poco a poppa del centro velico, il cat a ogni virata, soprattutto di bolina, tendeva ad orzare, mettere le prue al vento e piantarsi per minuti senza darti scampo, ne agendo di boma ne soprattutto di timone, addirittura avvolte andava letteralmente a retromarcia mentre gli altri scapopavano via: disperazione. nella tappa di porto ceresio ho definitivamente risolto il problema adottando delle casse di deriva provvisorie ed esterne agli scafi fissate a questi tramite cinghie a cricchetto così da poterle spostare a piacimento lungo l'asse longitudinale, è stata buona la prima, praticamente ho definitivamente risolto piazzando le derive subito a poppa della traversa anteriore e quindi dell'albero, un po come gli ac72 di coppa america, il cat si comporta un po come un muletto, ruota come un combasso sulla deriva sottovento e accellera subito
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Allontanando la deriva dal timone si aumenta il braccio di leva. Cioè si aumenta l'autorevolezza del timone in virata. Ma non è tutto. Un cat classico con derive sugli scafi è un'imbarcazione che si ritrova il centro velico più o meno a centro-barca, ma i centri di deriva spostati lateralmente. Cioè la deriva non è sotto alla vela, come su un monoscafo o un trimarano, ma di fianco.
Guardando il cat dall'alto vedremo che il punto di applicazione della forza propulsiva della vela e il punto di applicazione della resistenza idrodinamica della deriva possono essere anche molto distanti fra loro, nel senso della larghezza. La cosa potrebbe comportare un momento, cioè una coppia di forze, tendente a far ruotare la barca alla puggia o all'orza, secondo i casi.
A tal proposito mi piacerebbe chiedere a Heritage 1340 e a FABIOS quale deriva utilizzavano durante le virate difficoltose o addirittura fallite di cui hanno qui parlato, se la deriva sopravvento o quella sottovento. 
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sempre quella sottovento, nel senso io mi trovo sullo scafo sopravento con deriva su e quella sottovento giu, poi naturalmente quando il boma/randa passa all'altro lato io tiro giu la deriva passo sull'altro scafo e tiro su l'altra, praticamente lavora sempre la deriva sottovento, credo sia un classico, il problema era non che il cat non virasse ma che non ripartiva, stallava prue al vento e stop. il problema era cronico con venti deboli, ma anche con venti discreti facevo molta molta fatica, problema risolto a porto ceresio anche con pochissimo vento, il dilemma era spostare traversa e albero o spostare le derive, ho scelto la seconda, a quel punto avanti o indietro? la teoria diceva indietro, a quel punto ho deciso di fare delle prove con delle casse posticce ma che potevo spostare a piacimento lungo gli assi longitudinali, a quel punto da dove dovevo cominciare tutto avanti o tutto indietro tra le due traverse? prendendo spunto da una vecchia discussione sulle derive dove tu stesso dichiaravi che con una certa barca uscendo da solo preferivi fare il randista e non utilizzavi il fiocco e ti trovavi assai bene col centro velico molto arretrato, volendo in futuro provare sul prossimo progetto qualcosa di diverso ho deciso di partire col tutto avanti, appena messa la barca in acqua a porto ceresio ho subito capito che tutto era cambiato, sono passato da una carriola srda e scorbutica ad un giocattolo sincero e nonostante due cassettoni in acqua che facevano un attrito pazzesco ho finalmente regatato per la prima volta, fino ad allora non riuscivo neanche a prendere il via della seconda manche, li nonostante i miei tantissimi errori una scampata scuffia e le prime maldestre regolazioni della vela ho battagliato e mi sono divertito con gente come jacopo, alla fine le ho prese anche ma e stato bello prenderle cosi, sempre meglio che rimanere fermo piantato in balia degli eventi, almeno adesso posso cominciare a imparare qualcosa. adesso non dico che la mia soluzione sia la migliore ne che possa andare bene per tutti, ma avere la la possibilità di fare delle prove prima di rendere tutto troppo definitivo è meglio, in sintesi adesso mi titrovo con due casse per scafo e vari rattoppi, forse avrei potuto pensarci prima. |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 20/08/2013 : 23:12:46
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| heritage1340 ha scritto: ... il problema era non che il cat non virasse ma che non ripartiva, stallava prue al vento e stop. il problema era cronico con venti deboli, ma anche con venti discreti facevo molta molta fatica, problema risolto a porto ceresio anche con pochissimo vento, il dilemma era spostare traversa e albero o spostare le derive, ho scelto la seconda, a quel punto avanti o indietro? la teoria diceva indietro, a quel punto ho deciso di fare delle prove con delle casse posticce ma che potevo spostare a piacimento lungo gli assi longitudinali, a quel punto da dove dovevo cominciare tutto avanti o tutto indietro tra le due traverse? prendendo spunto da una vecchia discussione sulle derive dove tu stesso dichiaravi che con una certa barca uscendo da solo preferivi fare il randista e non utilizzavi il fiocco e ti trovavi assai bene col centro velico molto arretrato, volendo in futuro provare sul prossimo progetto qualcosa di diverso ho deciso di partire col tutto avanti, appena messa la barca in acqua a porto ceresio ho subito capito che tutto era cambiato, sono passato da una carriola srda e scorbutica ad un giocattolo sincero e nonostante due cassettoni in acqua che facevano un attrito pazzesco ho finalmente regatato per la prima volta, fino ad allora non riuscivo neanche a prendere il via della seconda manche, li nonostante i miei tantissimi errori una scampata scuffia e le prime maldestre regolazioni della vela ho battagliato e mi sono divertito con gente come jacopo, alla fine le ho prese anche ma e stato bello prenderle cosi, sempre meglio che rimanere fermo piantato in balia degli eventi, almeno adesso posso cominciare a imparare qualcosa.
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Ma pensa te alle volte... Uno racconta una cosa sua e un'altro ne fa tesoro per risolvere un suo problema.
In effetti col Tipsy, una deriva a spigolo di 4 metri, me ne andavo qualche volta in giro da solo con la sola randa. Così mi godevo la navigazione senza l'assillo di dover regolare anche il fiocco. L'assetto probabilmente ne risultava sbilanciato, ma era certo meglio così che avere la rottura di dover armeggiare con la vela di prua. E poi senza il peso del prodiere la barca era molto più veloce e reattiva anche con qualche metroquadro di tela in meno. Andava via come una spina e riuscivo a fare ogni cosa, compresi giri e giri a 360° rimanendo praticamente fermo sul posto. Bei tempi... Adesso con la trippa non so se riuscirei più a passare sotto al boma...
Resta da capire cosa sia successo veramente alla tua barca portando avanti le derive. Sono molto contento che sia migliorata, ovviamente, ma perché? In teoria sarebbe dovuta aumentare la tendenza orziera...
Ultima domanda: quando eri in stallo dopo una virata, la deriva abbassata era già quella del nuovo bordo o ancora quella del vecchio? Probabilmente per evitare lo stallo avresti dovuto tenere alzate tutte e due le derive per qualche istante. La barca avrebbe fatto perno sui timoni e si sarebbe messa alla puggia, anche aiutandola un po' spingendo il boma sopravvento con le mani. A quel punto la barca avrebbe cominciato a prendere velocità, quindi giù la deriva e ripartenza orzando per tornare in rotta. Lo dico così a occhio, non prenderlo come un dogma.  |
Modificato da - Phil Masnagh in data 21/08/2013 00:13:50 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 01:51:47
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Ho trovato queste cose qui:
 18,56 KB
Forze agenti su un monoscafo di bolina. Come si vede ad ogni forza ne corrisponde una uguale e contraria. La forza generata dalla vela (Sail Force) è contrastata dalla portanza generata dalla deriva (Reaction Force). Se queste due forze sono allineate, come nel disegno, la barca avrà un comportamento neutro (non poggero e non orziero).
Passiamo ora ad un cat (in effetti non è un cat ma un tri con le derive sugli scafi laterali, però il discorso non cambia):
 25 KB
Per allineare la Sail Force e la Reaction Force, e avere quindi un comportamento neutro della barca, occorre spostare in avanti la deriva. Nella realtà bisogna considerare anche la resistenza dei timoni e degli scafi, per cui la deriva alla fine dovrà essere portata ancora più avanti rispetto al punto teorico indicato nel disegno.
Ultima nota circa il punto di applicazione della Sail Force: solitamente si assume nel centroide geometrico della superficie velica. In realtà la vela di bolina si comporta come un'ala e il punto di applicazione della Sail Force si collocherà ben più avanti, all'incirca al 25% della corda alare media. Lo stesso dicasi per la deriva. Vedi disegni.
A tal proposito ho trovato questa tavola relativa alle vele + deriva del 29er (che credo di aver già postato in un'altra discussione):
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CoA è il centroide geometrico della superficie delle singole vele mentre CoE è il punto di applicazione delle Sail Force prodotte dalle vele. In questo caso, randa di circa 8.6 metri quadrati, la distanza tra CoA e CoE randa è 246 mm.
Notare che anche la deriva segue la stessa legge, dove la dicitura CoE è sostituita da CLR. La distanza fra centroide geometrico della deriva e il CLR è circa 59 mm.
Notare infine che per la determinazione della posizione della deriva non si prende in considerazione il CoA ma il CoE. In questo caso il Combined CoE (randa + fiocco) si colloca 61 mm davanti al CLR della deriva.
E dire che avevo solennemente dichiarato di voler interrompere le mie chicchierate nel forum per dedicarmi totalmente al restauro del mio cat... Promessa da marinaio... 
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Modificato da - Phil Masnagh in data 21/08/2013 02:59:47 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 07:25:44
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Interrompere le chiacchierate? No, ti (e vi) prego. Continuate pure così, che per me è (e non solo) sono tutte informazioni utilissime.
Io avevo sempre ragionato come se fosse un monoscafo, dove tutto (albero, deriva, timone) è allineato sull’asse longitudinale. In effetti nel catamarano gli assi longitudinali sono tre, uno centrale e due laterali (speculari tra loro). Se la teoria (dell’avanzamento della deriva) applicata al Baby si dimostrerà giusta (anche se mi sembra attenga maggiormente al problema della stabilità di rotta, ossia l'allineamento tra CV e CD), la cosa giocherebbe anche in mio favore (almeno in parte), perché la cassa verrebbe a cadere (all’incirca) di fianco alla landa, lasciando così liberi i due spazi della coperta, a pruavia e a poppavvia della stessa, per appoggiarci le mie chiappette piuttosto ingombrati…. 
Questo però esclude la possibilità di inserirla lungo la murata esterna come aveva suggerito Marco Casavecchia nell’altra discussione (http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=395 ). Quindi andrebbe al centro dello scafo (cosa che non mi dispiacerebbe, anche se di non facile realizzazione), o nella murata interna (cosa che potrebbe essere forse più compatibile con la sartia che ci passa sopra).
Intanto prendo spunto dall’idea delle casse mobili di Heritage1340 per aggiungere, al mio programma di lavoro, la realizzazione di due derivette spostabili pivottanti tipo questa, sempre indicata da Marco (http://www.diy-tris.com/2012/articles/1-leeboards-why.htm ). Se avremo un bel settembre forse potrei anche riuscire a fare delle prove in mare, così quest’inverno possono dedicarmi alla realizzazione definitiva. Questo potrebbe essere lo schemino di massima
Immagine:
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Scusa Heritage1340, se non ricordo male gli scafi del tuo cat sono pieni. Come hai realizzato la seconda cassa di deriva? Hai qualche foto del lavoro? Grazie.
****************
Ragionando da profano sulla tecnica di virata, mi verrebbe più logico pensare che questa dovrebbe avvenire intorno allo scafo sopra vento (al momento della virata) perché compie un arco minore (avendo un raggio minore di rotazione), per cui andrebbe alleggerito al massimo (o portato fuori dall’acqua) quello sottovento. Ovviamente la deriva deve fare da perno per lo scafo principale di rotazione. Ma è pura teoria, per cui la vendo (anzi la regalo) così.
Heritage1340, se dopo la virata la barca ti andava in stallo prua al vento, forse facevi una rotazione troppo corta senza uscire dall’angolo morto (o stando al limite di esso). Normalmente dopo la virata (specie con poco vento) si dovrebbe poggiare un pochino lasciando le vele leggermente lasche (all’occorrenza anche sbandando lo scafo sottovento), al fine di riprendere subito l’abbrivio, per poi rimettere a segno appena la barca riparte. Sul monoscafo io faccio sempre così e non ho mai sbagliato una virata, neanche con le bavette di vento. Sul multi, bè, ancora non zo….
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Modificato da - luca10ft in data 21/08/2013 07:39:45 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 10:35:24
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Vedo con piacere che ti sei convertito all'idea di avere delle derive a bordo...
Però non ho capito perché dedicare tanto tempo per costruire delle derive e relativi supporti esterni posticci, tutta roba che poi sasserai nel rusco. Potresti costruire direttamente le derive e le relative casse definitive, quelle da infilare poi negli scafi, ma che utilizzerai inizialmente fissate all'esterno per le sperimentazioni. Finite le sperimentazioni squasserai gli scafi e ce le inserirai.  |
Modificato da - Phil Masnagh in data 21/08/2013 13:49:28 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 14:35:47
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Bè, le derive erano giá nel progetto... mentre io spero solo che alla fine non servano 
quanto a quelle sperimentali... ribè...perchè dovrei fare un lavoro parzialmente definitivo con tanti punti interrogativi....quando con pochi euri di legnaccio posso sperimentare tutto (posizione, altezza, larghezza, spessore e forma delle derive)? Comunque nel rusco non finirá nulla... ma casomai nel camino 
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Modificato da - luca10ft in data 21/08/2013 14:52:54 |
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
Città: Milano
1559 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 15:30:38
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| Una riflessione mi veniva spontanea: perchè lavorare sulla posizione delle derive per potere virare quando è così conveniente spostare avanti o indietro l'albero? Sinora non ho mai sbagliato un progetto ragionando in questo modo. L'importante é progettare alberi che non siano incastrati allo scafo o alla traversa ma soltanto poggiati su una cerniera e tenuti in posizione con strallo e sartie da regolare per rendere all'occorrenza più poggiero o orziero l'assetto. nei wind surf si governa così portando indietro o a avanti il boma perché non hanno timoni. Interessanti le informazioni di Phil sul fatto di avanzare Cv e Cd al 25% della corda, ne terró conto sui miei prossimi calcoli. |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 16:28:25
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Credo che nei casi in esame le derive fossero decisamente troppo appoppate per intervenire solo sull'albero... Poi ci è piaciuto capire che se la deriva sta sopravvento alla vela (monoscafo per esempio) la posizione del suo Centro di Spinta Laterale dev'essere più arretrata rispetto al Centro di Spinta Velico Dinamico (CoE). Se invece la deriva è posizionata sottovento alla vela (catamarano, tri con derive sugli amas, ecc) il Centro di Spinta Laterale della deriva va posizionato davanti al Centro Velico Dinamico. E' una cosa che non sapevo, che abbiamo scoperto assieme, chi sperimentando sulla propria barca chi cercando su internet.
Quanto al CV Dinamico: ho scritto 25% della corda media alare perché solitamente nei calcoli degli aeromobili si assume quel valore, ma da una verifica fatta sul disegno della randa dei 29er direi che in questo caso invece è circa il 33%. Infatti 469 mm è circa il 33% di 1429 mm. Per calcolare la corda media basta dividere la superficie per l'altezza della vela. Io ho posizionato la corda media a cavallo del Centro Velico Statico, cioè il centroide geometrico della superficie della vela (CoA), metà a destra e metà a sinistra.
La vela del 29er ha una forma un po' strana... Probabilmente tutta quella "proboscide" in basso a destra non genera una gran portanza... Con una vela diversa e più "normale" avremo forse dati diversi.
 43,91 KB |
Modificato da - Phil Masnagh in data 21/08/2013 20:48:08 |
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 19:01:43
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| Phil Masnagh ha scritto:
| FABIOS ha scritto:
Nel mio caso la deriva é unica e centrale come un tri e anche il timone é unico ma l'idea mi era gia venuta prima di vedere scoobidu penso di risolvere il tutto arretrando l'albero e avanzando la deriva (regolabile tramite viti) non riuscirö a venire a Pella ma a Dormelletto sicuro almeno per le foto
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Allora bisogna che m'impegni per rimettere in acqua il mio cat a Dormelletto, così facciamo gemellaggio... Arriverò certamente tardi per la regata, ma due bordi prima del tramonto però magari...
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 19:03:10
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Sono sempre interessanti le discussioni tecniche pienamente concorde per il gemellaggio ci vediamo a Dormelletto
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 20:51:03
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| FABIOS ha scritto:
Sono sempre interessanti le discussioni tecniche pienamente concorde per il gemellaggio ci vediamo a Dormelletto
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Non so se ce la farò... Effettivamente da Novara a Dormelletto sono pochi chilometri, ma ho dei problemi familiari. Vedremo...  |
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heritage1340
Utente Attivo
  

Prov.: Brescia
Città: Darfo Boario Terme
116 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 21:12:48
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allora, ricapitoliamo un attimo, nonn è che lo scafo non virasse proprio, lui virava ma tenteva a piantarsi per poi non ripartire, in effetti anche a partre da fermo avevo seri problemi, poi rimanendo fermo li la tendenza era quella di mettersi con le pue al vento, problema risolto,matutta la bolina in se è migliorata, insomma funziona, praticamente prima avevo il cv a circa 10 cm dieto il cd adesso e circa 30 cm avanti, ragazzi parliamocci chiaro per me è tutto nuovo, in poco meno di due anni con una pausa in mezzo di uno mi sono inventato progettista, covtruttore, velaio e velista. la sfida è con me stesso e i progetti evolvono, mi servirebbe solo più tempo da dedicarci. per mario, è chiaro che su un monoscafo senza o con amas laterali (trimarano) è molto più semplice e ovvio spostare l'albero, tutto diverso su un cat dove l'albero poggia su una tracersa incassata dento due scafi con camber positivo! sai che tragedia modificare una roba del genere!? meglio rifare tutto daccapo. a quel punto spostare le derive è stato più semplice. e qui veniamo a come ho risolto il problema derive, purtroppo niente foto dei lavori, ho semlicemente ricreato le due casse laminando le pelli sulle derive (come le prime), poggiata la sagoma della cassa sopra e sotto gli scafi ho tagliato a filo col dremell ma puo bastare un flessibile o un segetto, quindi il grosso è stato scavare il polistirolo, fatto questo col ditino ho scavato a ancora il polistirolo proprio sotto le pelli di vetroresina per un cm circa, quindi ho carteggiato il tutto sopra e sotto ben bene, cosi le pelli si sono assottiglate e cio ha reso meno complicato piegare a 45° circa il cm di pelle cerso l'interno, insomma ho creato un grosso smusso verso l'interno, a queso punto ho inserito le casse con gia dentro le derive affinche il tutto non si schiacciasse in fase di lavorazione, più precico è lo scavo del polistirolo meglio è, quindi mi è bastato cordolare con del nastro di tessuto da 5 cm e stuccare tra casse, lasciate un po più lunghe,e pelli dello scafo, alla fine ho levigato abbassando l'eccedenza delle casse a filo scafo, le vecchie casse chiuse con nastro americano, finish. per il gorilla farei qualcosa di simile le casse non sono soggette ad alcuno sforzo, sono solo guide, il tutto si trasferisce alle pareti di polistirene e lamina, fatte derive e casse taglierei stavolta con seghetto alternativo, scaverei poi lo strato di polistirolo molto più in profondita sotto le pelli magari aiutandomi con un saldatore, occhio alle esalazioni tossiche, queso al fine di arrivare alla pelle interna lasciandone libera almeno un centimetro attorno al perimetro della cassa, una volta cordonata la pelle interna e la cassa riempirei il tutto con un po di poliuretano espanso non troppo però cosi da lasciate spazio per la piega della pelle esterna, cordonatura stuccatura levigatura e ciao pep. spero di essert stato di aiuto e abbastanza chiaro, se ti serve casomai provo a farti uno schizzo. |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 22:04:14
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| heritage1340 ha scritto:
praticamente prima avevo il cv a circa 10 cm dieto il cd adesso e circa 30 cm avanti
per mario, è chiaro che su un monoscafo senza o con amas laterali (trimarano) è molto più semplice e ovvio spostare l'albero, tutto diverso su un cat dove l'albero poggia su una tracersa incassata dento due scafi con camber positivo! sai che tragedia modificare una roba del genere!? meglio rifare tutto daccapo. a quel punto spostare le derive è stato più semplice.
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Forse volevi dire che prima il Centro di Deriva era 10 cm dietro al Centro Velico mentre ora è 30 centimetri davanti?
Mario intendeva dire: inclinare l'albero avanti o indietro per spostare il centro velico, come fanno i windsurfisti per cambiare rotta. I tuoi scafi mi sembra abbiano camber negativo e non positivo. Complessivamente un cat molto aggressivo nelle forme, e adesso che va come un fulmine saranno dolori per tutti...!!!  |
Modificato da - Phil Masnagh in data 21/08/2013 22:06:47 |
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heritage1340
Utente Attivo
  

Prov.: Brescia
Città: Darfo Boario Terme
116 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 23:49:54
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| Phil Masnagh ha scritto:
| heritage1340 ha scritto:
praticamente prima avevo il cv a circa 10 cm dieto il cd adesso e circa 30 cm avanti
per mario, è chiaro che su un monoscafo senza o con amas laterali (trimarano) è molto più semplice e ovvio spostare l'albero, tutto diverso su un cat dove l'albero poggia su una tracersa incassata dento due scafi con camber positivo! sai che tragedia modificare una roba del genere!? meglio rifare tutto daccapo. a quel punto spostare le derive è stato più semplice.
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Forse volevi dire che prima il Centro di Deriva era 10 cm dietro al Centro Velico mentre ora è 30 centimetri davanti?
Mario intendeva dire: inclinare l'albero avanti o indietro per spostare il centro velico, come fanno i windsurfisti per cambiare rotta. I tuoi scafi mi sembra abbiano camber negativo e non positivo. Complessivamente un cat molto aggressivo nelle forme, e adesso che va come un fulmine saranno dolori per tutti...!!! 
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ehm... si infatti lapsus |
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heritage1340
Utente Attivo
  

Prov.: Brescia
Città: Darfo Boario Terme
116 Messaggi |
Inserito il - 21/08/2013 : 23:53:15
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| no no non è un fulmine e soprattutto non lo sono io, pero adesso va dove voglio e posso imparare dai miei errori, prima ero semplicemente in balia degli eventi. |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 22/08/2013 : 19:35:11
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L’albero del Baby è incernierato con possibilità di essere abbattuto da 0 a 90° verso poppa e da 0 a 100° verso prua. Più di così temo che non si possa pretendere….  Però credo sia concettualmente sbagliato affidarsi a questa regolazione per correggere eventuali errori nella posizione del Centro di Deriva. Se il progetto è fatto bene (…o viene portato avanti bene), la barca deve nascere già equilibrata, altrimenti si possono montare delle slitte, come si fa sulle derive (o si può fare su un trimarano). Attraverso l’inclinazione dell’albero (pochi gradi, quasi come un trim) si regola il c.d. Rake in base alle condizioni meteo marine, ovvero albero tendenzialmente dritto con poco vento e albero tendenzialmente appoppato con molto vento (per alleggerire le prue e ridurre il rischio infornata).
Grazie Heritage, ma lo schemino non serve perché credo di aver capito come hai fatto. Purtroppo, nel mio caso, l’operazione è un po’ più complicata perché, se decido di posizionare la cassa di deriva al centro dello scafo, dovrò sigillare anche il compartimento interno come avevo spiegato nell’altra discussione. Vedremo se e quando arriverà il momento. Intanto siamo quasi pronti per la prova. Ancora qualche piccolo lavoretto poi cercheremo di cogliere la giornatina giusta, con spiaggia poco affollata, mare calmo e venticello non troppo forte.
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 22/08/2013 : 20:26:05
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| luca10ft ha scritto:
L’albero del Baby è incernierato con possibilità di essere abbattuto da 0 a 90° verso poppa e da 0 a 100° verso prua. Più di così temo che non si possa pretendere….  Però credo sia concettualmente sbagliato affidarsi a questa regolazione per correggere eventuali errori nella posizione del Centro di Deriva. Se il progetto è fatto bene (…o viene portato avanti bene), la barca deve nascere già equilibrata, altrimenti si possono montare delle slitte, come si fa sulle derive (o si può fare su un trimarano). Attraverso l’inclinazione dell’albero (pochi gradi, quasi come un trim) si regola il c.d. Rake in base alle condizioni meteo marine, ovvero albero tendenzialmente dritto con poco vento e albero tendenzialmente appoppato con molto vento (per alleggerire le prue e ridurre il rischio infornata).
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Condivido. 
| luca10ft ha scritto:
Ancora qualche piccolo lavoretto poi cercheremo di cogliere la giornatina giusta, con spiaggia poco affollata, mare calmo e venticello non troppo forte.
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Con o senza derive?
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heritage1340
Utente Attivo
  

Prov.: Brescia
Città: Darfo Boario Terme
116 Messaggi |
Inserito il - 22/08/2013 : 22:47:31
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Grazie Heritage, ma lo schemino non serve perché credo di aver capito come hai fatto. Purtroppo, nel mio caso, l’operazione è un po’ più complicata perché, se decido di posizionare la cassa di deriva al centro dello scafo, dovrò sigillare anche il compartimento interno come avevo spiegato nell’altra discussione. Vedremo se e quando arriverà il momento. Intanto siamo quasi pronti per la prova. Ancora qualche piccolo lavoretto poi cercheremo di cogliere la giornatina giusta, con spiaggia poco affollata, mare calmo e venticello non troppo forte.
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infatti ti ho anche consigliato come farei nel tuo caso. comunque al tuo posto proverei prima senza, poi eventualmente con le provvisorie ed alla fine mi studierei come fare, ma occhio a metterle toppo a filo parete laterale, rischi sotto un bel vento di strappare via tutto, ti ho gia accennato quali parti degli scafi subiscono la sollecitazione maggiore, io con gran bel vento ho gia spezzato di netto due derive ma gli scafi hanno retto alla grande. |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 23/08/2013 : 07:04:57
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Il primo bagnetto lo faremo senza derive, ma non perché sono convinto della loro inutilità (erano già nel progetto), quanto perché ora non ho tempo, e neanche tanta voglia, di realizzarle (a partire da quelle provvisorie). Sono circa tre mesi che dedico al Gorillino quasi tutto il mio tempo libero (alla fine di maggio dovevo ancora laminare il secondo scafo), quindi comincio ad esserne un po’ saturo, con le mani indurite dai calli e doloranti per tagli, abrasioni e punture. Ultimamente ho lavorato anche parecchio di ago e filo per sistemare la randa, rifacendogli – praticamente ex novo – la bugna di mura e i tre tendi stecche, tutto eseguito rigorosamente a mano, cui aggiungere le gasse impiombate del sartiame (in dyneema scalzato da 3 mm), grilli tessili di varie misure (sempre in dyneema) e piombe terminali di scotta, drizze e cime varie. Quale uomo di scrivania, sono poco abituato agli intensi lavori manuali e faccio molta fatica a lavorare con i guanti.
Peraltro, la prima cosa che mi interessa verificare, è la galleggiabilità, visto che sono scafi poco voluminosi (circa 150 lt ciascuno), e con linea di carena studiata per altro scopo.
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La linea di galleggiamento del modellino qui sopra, in scala 1:10, era quella di progetto, ma affondava parecchio (la maggiore altezza degli scafi del Baby è di appena 33 cm per una largh max di circa cm 22) e in maniera costante da prua a poppa (che restavano quindi sensibilmente immerse). Con l’aggiunta di quell’ulteriore spessore che vedete in chiglia, manteneva circa medesimo assetto, ma affondando parecchi millimetri di meno (che, nella realtà, sarebbero poi centimetri), lasciando a pelo d’acqua entrambe le estremità. Ovviamente le prove non le ho fatte sul divano, ma nella vasca da bagno  
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Sarebbe interessante studiare l’effetto sulle virate della posizione del CD rispetto al CV. Da quanto ha raccontato Heritage, azzardo le seguenti conclusioni.
Per la virata in senso stretto (cioè per il cambio di mure attraversando l’angolo morto spinti dall’abbrivio), credo che la posizione delle derive incida poco. In questo particolare momento della manovra la loro funzione è quella del perno, mantenendo il più possibile fermi gli scafi intorno a un punto di rotazione (senza quindi fargli perdere abbrivio scarrocciando sottovento). La posizione potrebbe semmai influire (come aveva evidenziato Phil) sull’incidenza del timone, perché, aumentando la distanza tra questo e il CD, aumenta il braccio della leva che imprime la rotazione.
Heritage, con le sue derive nella posizione originaria (a poppavia del CV), riusciva infatti a virare senza difficoltà, ma i problemi nascevano quando doveva ripartire avendo perso l’abbrivio, ritrovandosi poi la barca che andava all’orza impiantandosi prua al vento. Qui il rapporto CD-CV dovrebbe avere più importanza, ma credo che riguardi la fase successiva alla virata (infatti Heritage aveva comunque difficoltà a partire).
Quello che faccio fatica a spiegarmi è come abbia risolto il problema (della partenza o ri-partenza) passando da un assetto molto poggero (con CD 10 cm dietro al CV, accentuato per effetto del disallineamento presente nei cat) ad un assetto molto più orziero (con CD 30 cm davanti al CV), poiché 40 cm su 300 non sono pochi (oltre il 13%). Se si guardano le foto dei vari bolidi da spiaggia (Casse A, F18, Mattia S, ecc), non sembra che le derive siano posizionate molto in avanti rispetto al CV, anzi, sembrerebbero tendenti all’allineamento come su un monoscafo
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Forse il problema di Heritage non era solo strutturale 
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Modificato da - luca10ft in data 23/08/2013 07:11:01 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 23/08/2013 : 15:17:57
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Effettivamente le derive dei due cat di cui hai postato foto sono decisamente arretrate. Si vede che vanno bene lì. 
Heritage ha posizionato inizialmente le derive proprio così, poi ha visto che la barca andava meglio con le derive 40 centimetri più avanti (prima erano 10 cm dietro al CV e ora invece 30 cm davanti). Heritage ha dichiarato di essere un neofita in tutto. Mentre è probabile che quelli che cavalcano il Classe A e il Mattia S (con tutta quella tela a riva...) siano un cicino degli esperti. Può essere che gli esperti si trovino meglio con le derive dietro e i neofiti con le derive davanti. Gli esperti corrono a gran velocità su uno scafo solo e magari i neofiti non ancora. Non ti resta che provare. Secondo me Gorillino è lì che scalpita... Sente il profumo del mare e non ne può più di restare in secco.
Però c'è una cosa da notare: le derive sopravvento non sono alzate del tutto, o per niente proprio...
Quanto allo stallo in virata denunciato da Heritage: è da vedere se in quel frangente lui teneva abbassata la deriva sottovento o quella sopravvento. In condizioni di vento molto angolato, quasi diritto sul naso, è immaginabile che la vela non porti, ma faccia solo resistenza. Infatti Heritage dichiara che alle volte andava in retromarcia. Stando così le cose, e assumendo la deriva come "fulcro" di rotazione dell'imbarcazione, è evidente che non è la stessa cosa abbassare una deriva o l'altra. 
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Modificato da - Phil Masnagh in data 23/08/2013 21:21:28 |
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