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luca10ft
Utente Senior
   
 Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 15/08/2013 : 18:11:07
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Dopo un concepimento e una gestazione abbastanza complicati, le cui vicende sono (in parte) narrate in queste discussioni
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=249
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=258
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=388
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=394
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=395
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=268
questa mattina di Ferragosto è venuto alla luce Baby Gorilla
  
È un parto leggermente prematuro rispetto alla previsione, per cui il piccoletto dovrà farsi qualche giorno di incubazione. Ma sembra che stia bene, e il referto assicura che crescerà forte e robusto come King Kong. Entro fine mese si farà il suo primo bagnetto da gorillino acquatico
Eccolo
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Modificato da - luca10ft in Data 24/02/2014 06:35:57
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aurelio
Utente Senior
   
689 Messaggi |
Inserito il - 15/08/2013 : 22:05:33
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ciao, complimenti!! aspettiamo il varo e le ptime foto in navigazione.....buon vento aurelio |
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 16/08/2013 : 12:43:51
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Bravo anche il mio Xcat si sta preparando per cominciare a muovere le gambe il prossimo anno i bipedi cat mi sa che daranno del filo da torcere ai tri posso chiedere quanto pesa armato? auguri Fabio S. |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 16/08/2013 : 15:20:58
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Bel lavoro...!!!
Per esperienza personale credo di poter dire che senza deriva/e non riuscirai a risalire il vento. Attento quindi prima di uscire in mare con vento da terra...
Una finezza: le barre dei timoni andrebbero piegate un po' verso il centro-barca. Così otterrai che il timone interno-curva disegnerà un cerchio più stretto dell'altro. Come dovrebbe essere. http://hem.bredband.net/b262106/Boat/Catstyr.pdf
Buon vento...!!!
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 17/08/2013 : 08:38:36
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Grazie a tutti.
@ Fabio
Ancora non ho fatto la conta esatta dei pesi, perché prima aspettavo di completarlo per avere un assetto almeno navigabile. Sto aspettando che riaprano i fornitori per terminare alcune cosucce (tra cui un boma provvisorio più lungo di quello da progetto, avendo infine deciso di non accorciare la base della randa - anch’essa provvisoria - ma di tenerla così com’è anche se mi esce dalla poppa di oltre mezzo metro). I singoli scafi con ferramenta (lande e femminelle) mi sembrava che pesassero intorno ai 13-14 Kg ciascuno (sono però ancora da stuccare e verniciare). Uno è venuto un po’ più pesante dell’altro (circa 6-700 gr) molto probabilmente a causa dei maggiori sormonti del tessuto lungo tutta la mezzeria longitudinale (avendolo laminato in due fasi) e forse anche di un abbondo di resina (nel primo ero stato più sparagnino). Comunque riferirò sul punto.
Hai inserito qualche foto del tuo? Sarei curioso di vederlo...
@ Phil Gli Hobie 16 non hanno le derive e mi sembra che risalgano comunque il vento. Del resto, se così non fosse, non sarebbero neppure i catamarani più diffusi nel mondo. Per le ragioni dette in precedenza, ho un centro velico molto arretrato, per cui un minimo di piano anti scarroccio sarà fornito dai timoni (piuttosto profondi). Gli scafi a sezione quadra che scende verticale nell’acqua (come la parte esterna degli Hobie 16) dovrebbero fare il resto. In ogni caso ci sarà il gommone della scuola di vela pronto ad intervenire  
Grazie per il suggerimento sui timoni. La teoria degli angoli diversi che assumono i timoni in virata la conoscevo già. Non ho invece ben capito la soluzione delle barre piegate. Dovrebbero convergere verso l’interno mantenendo però le pale dei timoni parallele?
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Modificato da - luca10ft in data 17/08/2013 08:40:49 |
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 17/08/2013 : 12:31:47
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Mi piace il termine "sparagnino" vero romagnolo io devo ringraziare Filippo per i suoi consigli molto tecnici fra l'altro ho realizzato una deriva rotante come da lui suggerito che fa da secondo timone e aiuta nelle virate mi piacerebbe conoscerlo a qualche regata le foto le vedrete al primo raduno forse a Pella devo ancora mettere a punto alcune cose e rimediare ad errori di progettazione. auguri ancora |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 17/08/2013 : 15:34:02
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| luca10ft ha scritto:
@ Phil Gli Hobie 16 non hanno le derive e mi sembra che risalgano comunque il vento. Del resto, se così non fosse, non sarebbero neppure i catamarani più diffusi nel mondo. Per le ragioni dette in precedenza, ho un centro velico molto arretrato, per cui un minimo di piano anti scarroccio sarà fornito dai timoni (piuttosto profondi). Gli scafi a sezione quadra che scende verticale nell’acqua (come la parte esterna degli Hobie 16) dovrebbero fare il resto. In ogni caso ci sarà il gommone della scuola di vela pronto ad intervenire  
Grazie per il suggerimento sui timoni. La teoria degli angoli diversi che assumono i timoni in virata la conoscevo già. Non ho invece ben capito la soluzione delle barre piegate. Dovrebbero convergere verso l’interno mantenendo però le pale dei timoni parallele?
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Il fatto è che la carena degli Hobie e la carena del Piccolo Gorilla non sono esattamente uguali-uguali...
 59,79 KB Comunque prova senza derive e poi facci sapere...
Per quanto riguarda i timoni: le pale devono essere parallele quando vai diritto. Quando curvi invece no, perché il timone interno descrive un cerchio di raggio più piccolo rispetto al timone esterno.
 43,23 KB Si può ottenere questa condizione di "parallelismo sul diritto e non-parallelismo in curva" avvicinando tra loro i due punti di fulcro che vincolano le barre dei timoni alla barra di comando, che sarà dunque più corta dell'attuale. Si avrà così una sorta di "trapezio articolato" al posto dell'attuale "parallelogramma articolato".
 25,32 KB
d è la barra di comando; b la distanza fra gli agugliotti dei timoni; r sono le barre dei timoni.
La cosa più veloce che viene in mente per avvicinare i due punti di fulcro citati è quella di piegare le barre dei timoni verso il centro della barca. Ma non sapendo di quanti gradi piegarle, e/o volendo fare delle prove, si potrebbero fissare delle piastre forate alle estremità delle barre-timone, così cambiando fori si potrà vedere l'effetto che fa. Indicativamente: barre dritte vanno bene per curve ad amplissimo raggio e viceversa. L'Hobie ha le barre diritte, quindi rientra in quella categoria.
Ma in ogni caso questa delle barre convergenti è solo è una raffinatezza del tutto trascurabile in questa fase dello sviluppo. 
P.S. Questo link conduce all'interessante sito dal quale ho preso l'immagine dell'Hobie 16 http://sailingtrivia.ravenyachts.fr/2013/08/the-evolution-of-sailing-multihulls.html
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Modificato da - Phil Masnagh in data 18/08/2013 02:42:59 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 17/08/2013 : 16:15:00
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| FABIOS ha scritto:
Mi piace il termine "sparagnino" vero romagnolo io devo ringraziare Filippo per i suoi consigli molto tecnici fra l'altro ho realizzato una deriva rotante come da lui suggerito che fa da secondo timone e aiuta nelle virate mi piacerebbe conoscerlo a qualche regata le foto le vedrete al primo raduno forse a Pella devo ancora mettere a punto alcune cose e rimediare ad errori di progettazione. auguri ancora
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Hullallà...!!! Queste son soddisfazioni...!!!   
Io sono un semplice marinaio di risaia, abituato a rane, topolini di campagna, grilli e bisce d'acqua... E poi ultimamente ho messo su una trippa furibonda. Non so proprio quando di nuovo cavalcherò le onde, ma domani compirò un piccolo passo: estrarrò il mio cat dalla cantina e lo metterò in giardino. Che è pur sempre un avvicinarlo all'acqua...  |
Modificato da - Phil Masnagh in data 17/08/2013 16:15:41 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 18/08/2013 : 07:43:41
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Phil grazie per lo studio.
Sicuramente le derive strette e profonde sono più efficaci. Altrimenti avrebbero continuato a costruire barche a chiglia lunga (e poco profonda) 
Il mio discorso era solo volto alla giustificazione (teorica) di un risultato atteso che sia quantomeno “accettabile”, cioè non ottimale (il migliore in assoluto), ma comunque sufficiente per garantire un minimo di navigabilità (poi ciascuno fisserà la propria personale soglia limite).
Gli scafi degli Hobie 16 erano stati progettati con questa filosofia, ovvero realizzare un “accettabile” piano antiscarroccio a costo minimo, sia in termini costruttivi che poi di utilizzazione pratica. Di fronte alla spiaggia di Riccione il fondale degrada lentamente verso il largo, scendendo ad altezza uomo per poi risalire quasi al ginocchio (durante la bassa marea) stante la presenza di una secca a circa 60-70 metri dalla battigia. Quindi partenza e atterraggio vengono complicati se, oltre a trafficare con le manovre, bisogna anche badare a due timoni e a due derive di pescaggio considerevole.
Detto tra noi, mi piacerebbe dotare il Gorillino di due belle derive a baionetta, perché così sarebbe completo (il progetto prevede anche bompressino e vela di prua avvolgibile, ovviamente fuori stazza)…. facendolo apparire un “piccolo grande” (almeno nelle intenzioni del progettista). L’unico vero problema è che le casse cadrebbero tra la landa e la traversa poppiera, ossia in uno spazio di circa 60 cm dove farebbe poi fatica a trovare alloggio anche il mio fondoschiena formato XXL  
**************
In effetti la questione dei timoni non è facile anche da comprendere concettualmente. Forse gli angoli di inclinazione di r (barre dei timoni) andrebbero trovati in funzione degli angoli Alfa e Beta di un ipotetico raggio minimo di virata definito in sede progettuale.
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Non capisco però come poi funzionerà quando si dovrà virare sul lato opposto agli angoli Alfa1 e Beta1.
Bè, intanto proviamo come va così, poi le ottimizzazioni si vedranno… acqua facendo…. Al momento sarebbe già un grande risultato fargli fare un bagnetto già da quest’altra settimana (2 mesi fa dovevo ancora laminare il secondo scafo) … senza inoltre provocare troppo l’ilarità della folla di curiosi che, inevitabilmente, si radunerà intorno a quel piccoletto ancora nudo e incompleto. Insomma, mi accontenterei di qualche uscitina “accettabile”, ossia quelle che poi non mi facciano tornare a casa con una lista interminabile di aggiustamenti da fare….  
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Modificato da - luca10ft in data 18/08/2013 07:50:28 |
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marco casavecchia
deleted
   
476 Messaggi |
Inserito il - 18/08/2013 : 09:18:37
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http://www.diy-tris.com/2012/articles/1-leeboards-why.htm
Potresti provare con questo tipo di deriva.
Per ciò che riguarda l'angolo verso l'interno da dare alle barre, occorre che il prolungamento delle barre converga verso il punto su cui pivotta la barca quando vira (che nel tuo caso si situa quasi certamente a metà della congiungente le prue). Ammesso che senza derive e con rocker inesistente o quasi tu riesca a virare. Ma questo lo vedrai presto. Un precedente di catamarano senza derive né pinne di sorta che comunque risaliva il vento era il Catalodino di Lodigiani che però era a sezioni a V molto acuto e per di più molto abbananato. Ma non reggerebbe il confronto con i dieci piedi attuali. |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 18/08/2013 : 18:07:54
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Grazie Marco. Al momento tutto verrà utile.
Intanto gli altri lavori vanno avanti. Tra un po’ le “magagne” verranno fuori.
Mancano alcuni lavoretti di completamento funzionale, piccole ma importanti cose che richiedono purtroppo molto tempo.
Armato con boma allungato alla “meno peggio”. Alla varea mancano ancora le pulegge dove scorrerà il tesabase. La randa è senza stecche causa rottura delle tasche che dovrò riparare
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Prolunga boma, ma non chiedetemi come ho fatto. Dalle mi parti direbbero che durerà da Natale a S. Stefano.
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Modificato da - luca10ft in data 18/08/2013 18:13:51 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 18/08/2013 : 22:06:14
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| marco casavecchia ha scritto:
http://www.diy-tris.com/2012/articles/1-leeboards-why.htm
Potresti provare con questo tipo di deriva.
Per ciò che riguarda l'angolo verso l'interno da dare alle barre, occorre che il prolungamento delle barre converga verso il punto su cui pivotta la barca quando vira (che nel tuo caso si situa quasi certamente a metà della congiungente le prue). Ammesso che senza derive e con rocker inesistente o quasi tu riesca a virare. Ma questo lo vedrai presto. Un precedente di catamarano senza derive né pinne di sorta che comunque risaliva il vento era il Catalodino di Lodigiani che però era a sezioni a V molto acuto e per di più molto abbananato. Ma non reggerebbe il confronto con i dieci piedi attuali.
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In alternativa: una deriva tipo Finn, che possa rientrare automaticamente a contatto col fondale. Soluzione ripresa da C.N.A. sul Phantom 16 http://www.centronauticoadriatico.com/public/files/27_phantom_16.pdf
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Oppure derive a baionetta ma a scorrimento obliquo, non verticale. Praticamente la deriva in alto non esce dalla coperta ma dalla fiancata. Così la coperta rimane libera per le chiappe.
Oppure singola deriva centrale. Nessun intervento di squartamento degli scafi. Si sistemano due longheroni d'alluminio, di legno, di carbonio o di quel che vuoi al centro, imbullonati alle due traverse e distanziati tra loro di un tot. Nella fessura fra i due longheroni ci metti la deriva. Col vantaggio di poterla spostare longitudinalmente in fase di centraggio. E quando sperimenterai altri piani velici
Concordo con Marco: con profilo di chiglia piattissimo Gorillino virerà a fatica senza deriva/e.
Catalodino era una sorta di simil Hobie in compensato con panchette sopraelevate... bei tempi! Le prime due immagini di questa galleria lo immortalano con Paolo Lodigiani al timone. http://www.diecipiedi.it/ns/galleria/storia.html |
Modificato da - Phil Masnagh in data 19/08/2013 01:37:47 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 19/08/2013 : 07:39:11
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Si, in effetti con le carene ad angolo di chiglia costante (cioè senza slanci né rocker) è come se la barca corresse sopra due binari. Forse questo potrebbe costituire un vantaggio nella bolina, ma molto probabilmente renderà la virata ancora più difficoltosa. Boh! Tra un po’ vedremo il da farsi. L’importante, per ora, è che abbia comunque un minimo di manovrabilità per uscire dal corridoio e poi tarnare a casa, poiché le verifiche da fare non riguardano, purtroppo, solo l’agilità in virata. Quest’inverno dovrò lavorarci parecchio, ma almeno lo farò con maggiore cognizione di causa. Daltronde finora non ero mai salito su un multiscafo, neppure su quelli rimessati in spiaggia. Quindi il Gorillino ed io (lo scimpanzé ) cresceremo insieme come due fratellini 
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Modificato da - luca10ft in data 19/08/2013 07:44:12 |
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sirio47
Utente Medio
 

Prov.: Aosta
Città: NUS
73 Messaggi |
Inserito il - 19/08/2013 : 11:19:04
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Ciao, Luca Non voglio spaventarti, è giusto che tu riesca a concretizzare i tuoi progetti e che i sogni diventino realtà, ma, a parte le differenze con il mio vecchio Polposiscion N° 52, ti posso dire che per non farlo arrestare con le prue al vento ad ogni tentativo di virata, l'albero lo dovetti avanzare di un pochino, circa 70 cm. A meno che tu non possa portare parecchia tela a prua, però fuori stazza, la vedo dura. Spero di essere solo un falso profeta e che tu non abbia questi problemi. Buon vento Mario B.
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 19/08/2013 : 14:44:34
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| luca10ft ha scritto:
Si, in effetti con le carene ad angolo di chiglia costante (cioè senza slanci né rocker) è come se la barca corresse sopra due binari. Forse questo potrebbe costituire un vantaggio nella bolina, ma molto probabilmente renderà la virata ancora più difficoltosa.
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Bolina? Mi piace il tuo ottimismo.
| luca10ft ha scritto:
L’importante, per ora, è che abbia comunque un minimo di manovrabilità per uscire dal corridoio e poi tarnare a casa... Daltronde finora non ero mai salito su un multiscafo, neppure su quelli rimessati in spiaggia.
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Ah, ecco. La manovrabilità di un cat senza derive non è esattamente la stessa di un monoscafo con deriva. Metti in acqua il Gorillino e lo vedrai da te...  |
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 19/08/2013 : 18:14:06
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Anche io ho problemi in virata ( per il resto é velocissimo ) con vento sopra i 6-7 nodi si dimostra troppo orziero e fatica a virare la deriva è a circa 70 cm dal piede d'albero e circa all'altezza del cv. (della vela laser std)
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heritage1340
Utente Attivo
  

Prov.: Brescia
Città: Darfo Boario Terme
116 Messaggi |
Inserito il - 19/08/2013 : 20:30:05
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intanto complimenti per la realizzazione, sembra proprio di ottima fattura anche se st tratta di un tri portato a cat. vi dico semplicemente che io ho tribolato per parecchio tempo per risolvere il problema derive, praticamente con le derive piazzate poco a poppa del centro velico, il cat a ogni virata, soprattutto di bolina, tendeva ad orzare, mettere le prue al vento e piantarsi per minuti senza darti scampo, ne agendo di boma ne soprattutto di timone, addirittura avvolte andava letteralmente a retromarcia mentre gli altri scapopavano via: disperazione. nella tappa di porto ceresio ho definitivamente risolto il problema adottando delle casse di deriva provvisorie ed esterne agli scafi fissate a questi tramite cinghie a cricchetto così da poterle spostare a piacimento lungo l'asse longitudinale, è stata buona la prima, praticamente ho definitivamente risolto piazzando le derive subito a poppa della traversa anteriore e quindi dell'albero, un po come gli ac72 di coppa america, il cat si comporta un po come un muletto, ruota come un combasso sulla deriva sottovento e accellera subito, adesso quardando le foto qui postate l'impostazione o assetto del gorilla come posizione albero e carreggiata degli scafi è molto simile al mio lilly, in oltre il concetto di far incontrare a prua le barre dei timoni è necessaria perche come per le ruote della macchine i due scafi in virata compiono racci diversi quibi bisogna immaginare di disegnare due irconferenze diverse , gli assi longitudinali dei timoni dovrebbero essere quanto più possibile tangenti a tali circonferenze, l'alternativa è resistenza alla virata del timone più esterno. comunque io ho ancora disponibili le casse di deriva provvisorie per fare delle prove a chi servisse e se riesco ad esserci a pella potrei anche portarle, se qualcuno le vuole con un paio di tavole smussate e 4 cinghie puo farci tutte le prove che vuole. |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 19/08/2013 : 20:39:41
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| FABIOS ha scritto:
Anche io ho problemi in virata ( per il resto é velocissimo ) con vento sopra i 6-7 nodi si dimostra troppo orziero e fatica a virare la deriva è a circa 70 cm dal piede d'albero e circa all'altezza del cv. (della vela laser std)
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Beh, ma facci vedere questa Freccia del Ceresio...!!!
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Modificato da - Phil Masnagh in data 19/08/2013 20:57:07 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 20/08/2013 : 00:25:15
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| heritage1340 ha scritto:
vi dico semplicemente che io ho tribolato per parecchio tempo per risolvere il problema derive, praticamente con le derive piazzate poco a poppa del centro velico, il cat a ogni virata, soprattutto di bolina, tendeva ad orzare, mettere le prue al vento e piantarsi per minuti senza darti scampo, ne agendo di boma ne soprattutto di timone, addirittura avvolte andava letteralmente a retromarcia mentre gli altri scapopavano via: disperazione. nella tappa di porto ceresio ho definitivamente risolto il problema adottando delle casse di deriva provvisorie ed esterne agli scafi fissate a questi tramite cinghie a cricchetto così da poterle spostare a piacimento lungo l'asse longitudinale, è stata buona la prima, praticamente ho definitivamente risolto piazzando le derive subito a poppa della traversa anteriore e quindi dell'albero, un po come gli ac72 di coppa america, il cat si comporta un po come un muletto, ruota come un combasso sulla deriva sottovento e accellera subito
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Allontanando la deriva dal timone si aumenta il braccio di leva. Cioè si aumenta l'autorevolezza del timone in virata. Ma non è tutto. Un cat classico con derive sugli scafi è un'imbarcazione che si ritrova il centro velico più o meno a centro-barca, ma i centri di deriva spostati lateralmente. Cioè la deriva non è sotto alla vela, come su un monoscafo o un trimarano, ma di fianco.
Guardando il cat dall'alto vedremo che il punto di applicazione della forza propulsiva della vela e il punto di applicazione della resistenza idrodinamica della deriva possono essere anche molto distanti fra loro, nel senso della larghezza. La cosa potrebbe comportare un momento, cioè una coppia di forze, tendente a far ruotare la barca alla puggia o all'orza, secondo i casi.
A tal proposito mi piacerebbe chiedere a Heritage 1340 e a FABIOS quale deriva utilizzavano durante le virate difficoltose o addirittura fallite di cui hanno qui parlato, se la deriva sopravvento o quella sottovento. 
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Modificato da - Phil Masnagh in data 20/08/2013 16:24:06 |
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 20/08/2013 : 21:38:23
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Nel mio caso la deriva é unica e centrale come un tri e anche il timone é unico ma l'idea mi era gia venuta prima di vedere scoobidu penso di risolvere il tutto arretrando l'albero e avanzando la deriva (regolabile tramite viti) non riuscirö a venire a Pella ma a Dormelletto sicuro almeno per le foto |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 20/08/2013 : 21:52:46
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| FABIOS ha scritto:
Nel mio caso la deriva é unica e centrale come un tri e anche il timone é unico ma l'idea mi era gia venuta prima di vedere scoobidu penso di risolvere il tutto arretrando l'albero e avanzando la deriva (regolabile tramite viti) non riuscirö a venire a Pella ma a Dormelletto sicuro almeno per le foto
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Allora bisogna che m'impegni per rimettere in acqua il mio cat a Dormelletto, così facciamo gemellaggio... Arriverò certamente tardi per la regata, ma due bordi prima del tramonto però magari... |
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