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Mario Falci
Moderatore


Prov.: Milano
Città: Milano


1559 Messaggi

Inserito il - 02/07/2014 : 13:02:05  Mostra Profilo Invia a Mario Falci un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Complimenti per le foto in navigazione, ci danno un'idea perfetta degli sviluppi del tuo cat.
Sarebbe bello vedersi a qualche raduno.
Ciao
Mario
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 02/07/2014 : 16:53:35  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
si. piacerebbe molto anche a me. purtroppo la distanza è abbastanza proibitiva. forse sul lago di garda a settembre. vediamo. intanto mi alleno. altrimenti mi spolpate
cmq appena farò un bel video lo inserirò sul tubo
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 12/07/2014 : 07:19:11  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ieri sul GPS ho letto molte volte valori superiori a 8 nodi, con picchi di 8.5 (andatura con vento e onda al traverso). Mi è sembrato di leggere anche un 9.1 ma le condizioni erano tali che potrei essermi confuso con 8.1.
Comunque, per ora e in attesa del fiocco, 8.5 nodi mi va più che bene

C’era la solita brezza da E in rotazione verso SE.
Il bollettino di radio banchina diceva 12 nodi (sulla spiaggia), ma fuori credo ce ne fossero almeno 14, perché le creste rompevano vistosamente sull’acqua verde formando le classiche “ochette”.
L’unico cabinato transitato nei paraggi era un 40 piedi (circa) che navigava di bolina con il solo Genova e sotto un buon angolo di sbandamento.
C’erano anche Windsurf e Kitesurf che, normalmente, escono solo quando c’è parecchio vento.

C’era anche molta onda (almeno per le piccole stazze come le nostre) che ha reso la navigazione molto bagnata (quando sono rientrato era come se avessi fatto snorkeling) e parecchio dura (specie di bolina in direzione SE, lato dove le onde arrivavano con angolo più stretto).

Ho fatto alcuni bordi con degli Snipe piuttosto agguerriti che, molto probabilmente, si stavano allenando per le regate del campionato nazionale juniores che inizia oggi proprio nelle stesse acque (organizzate dal mio circolo velico).

Sul percorso classico della regata (bastone orientato nella direzione del vento) mentre loro scendevano di poppa piena con le vele a farfalla e il fiocco tangonato (accennando anche a brevi planate sulle creste) io riuscivo a mantenere circa la stessa VMG bordeggiando al lasco ad una velocità variabile tra i 6 e i 7 nodi.

Anche nella risalita di bolina mi sembrava di riuscire a mantenere (+ o -) stesso angolo e velocità (intorno ai 5 nodi), ma lo stargli appresso significava navigare in condizioni durissime e bagnatissime. A volte la barca veniva completamente sommersa e l’urto con le onde era veramente violento. Non mi pento quindi di tutti i rinforzi e dei sovradimensionamenti strutturali apportati al Baby, nonostante il consequenziale aumento di peso (e le critiche ricevute….).
Allargando la rotta, la vita si faceva meno dura e aumentava ovviamente la velocità, ma non a sufficienza per compensare la perdita dell’angolo di risalita (almeno così mi è sembrato perché non ho voluto interferire più di tanto).
Comunque, sul percorso di bolina, o sarei tornato a casa con le ossa rotte o, molto probabilmente, avrei preso un sensibile distacco .... anche perchè nelle virate erano decisamente più veloci... ma questo già lo sapevamo... (urge fiocco!! )

Sto cominciando a prendere confidenza con il Gorillino (anche se su regolazioni, assetto e strategia dovrò ancora lavorare parechio) e ieri non mi sono mai trovato in difficoltà né mai ho avuto paura, avendo sempre avuto la sensazione di avere tutto sotto controllo (anche se fosse capitato qualche guaio).

Solo quando la barca partiva in velocità, raggiungendo i picchi massimi, a volte notavo lo scafo sottovento quasi completamente sommerso, come fosse un siluro che correva verso l’obiettivo navigando a pelo d’acqua.
Non ho però mai percepito che stesse per ingavonarsi da prua (cd. inforcata), ma pensavo a cosa fosse successo se mi fossi trovato a navigare su uno scafo solo (ma forse, in quei momenti, c’ero già... ).

Avevo messo nello zainetto anche la GoPro che, purtroppo, non ho potuto installare avendo dimenticato il supporto (distrazione che ancora mi rode assai perché ieri avrei fatto delle bellissime riprese).



Modificato da - luca10ft in data 12/07/2014 07:40:08
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 14/07/2014 : 07:24:32  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ecco il fiocchetto quasi finito (tutta produzione rigorosamente home made).

Immagine:

23,05 KB

Manca solo il completamento dell’inferitura, attraverso l’inserimento del gratile e la chiusura della guaina. Per semplificare utilizzerò il sistema del doppio ripiegamento del tessuto (anziché realizzare una guaina riportata attraverso nastro che avvolge entrambi i lati della vela). Grazie al doppio ripiegamento aumenterà lo spessore rinforzando così il supporto per i garrocci.
Sugli altri lati (base e balumina) il ripiegamento è stato invece semplice.

Ci saranno poi da completare le bugne di mura e di penna con la fettuccia che sostituirà anche gli occhielli.

Direi che entro questa settimana sarà certamente finito.

Ho usato la macchina da cucire della nonna, una Singer 401 comprata addirittura prima che io nascessi (ossia mezzo secolo fa) con l’ago che c’era (quindi non particolarmente grosso), per cui le cuciture dei rinforzi sono state eseguite tutte a mano con punto a zig-zag.

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26,91 KB

Non so come andrà, ma alla fine dei conti la voce di spesa maggiore è stata la stampa dei ferzi attraverso plotter (€ 13,50) che non solo mi ha semplificato la vita, ma ha reso il lavoro certamente più preciso (infatti tutti pannelli combinavano perfettamente e alla fine misure e forma sono esattamente quelle del disegno). Il Dacron mi è costato più o meno la stessa cifra, grazie ad un fine rotolo che aveva il velaio, mentre il filo (altro fine rotolo) me lo ha regalato (il tutto più che sufficiente per un altro fiocco più grande).
Altre voci:
- tubetto colla per imbastiture (Huh extra): € 2,50
- fettuccia tubolare nylon: € 1,00 (circa)
- gratile in dynema 3 mm: € 2,60
- 3 aghi per cuciture a mano rotti: € 0,60
- garrocci: € 6,50
- anello inox per bugna scotta: € 0,60

Tot. circa € 41,00

Considerati i prezzi medi praticati per i fiocchi delle derive, credo che un velaio lo avrebbe fatto per circa € 100,00 o poco più (considerato che sulle piccole dimensioni incidono maggiormente le lavorazioni più complesse).


***************************************

Finito e speriamo che arrivi presto il momento di provarlo.
Ovviamente speriamo che si riveli anche essere stato tempo speso bene (componente della produzione decisamente preponderante rispetto al costo dei materiali).

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24,83 KB

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31,46 KB

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37,83 KB


Modificato da - luca10ft in data 16/07/2014 07:14:29
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 19/07/2014 : 06:50:22  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Eccoci qua con un altro aggiornamento di questa discussione che sta diventando ormai un blog.

A terra sembra tutto ok come da progetto e con questo direi conclusi i lavori programmati per questa stagione.
Nei prossimi due mesi saranno solo prove in mare (sperando siano tante e divertenti), con le necessarie messe a punto, poi si trarranno le conclusioni per programmare i lavori in vista della prossima stagione.
Ancora sono indeciso se armarlo con una terza vela di prua (gennaker o code 0 avvolgibili) che si aggiunge al fiocco (con inevitabile complicazione delle manovre, avendo solo due mani come tutti noi umani) oppure limitarmi ad un fiocco più grande (circa 1 mq in più) da utilizzare in alternativa al piccolo nelle uscite con poco vento. Avendo già bompresso maggiorato, circuito e materiale per la vela, quest’ultima sarebbe la soluzione più semplice e veloce.

Immagine:

32,91 KB


Qui si vede il dettaglio del circuito (chiuso) della scotta, con unico strozzatore pivottante a piede albero (per le ragioni che avevo già spiegato). Sono riuscito anche a ricollocare il GPS, sperando che non interferisca troppo con il circuito del cunnigam.

A proposito di GPS.
C’è qualcuno che conosce quel modello e saprebbe dirmi se mantiene in memoria la velocità massima (e ovviamente come si fa per visualizzarla)? A me non risulta sia presente questa funzione


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Idem ma sull'altro lato (navigazione con mure a sinistra) e inversione dello strozzatore. Notare la posizione del fiocco a collo che, in mare, dovrebbe offrire un valido contributo alla virata, migliorando la competitività forse più dell’aggiunta di superficie velica (anche se trattasi di una maggiorazione di circa il 20% rispetto alla sola randa).

In realtà mancherebbe il retriver per ammainarlo in navigazione (anche di questa esigenza ne avevo già parlato). Sarebbe tutto predisposto, ma farò prima qualche uscita senza per evitare ulteriori manovre.

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Modificato da - luca10ft in data 19/07/2014 07:07:34
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Mario Falci
Moderatore


Prov.: Milano
Città: Milano


1559 Messaggi

Inserito il - 20/07/2014 : 19:07:32  Mostra Profilo Invia a Mario Falci un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao, io ti seguo sempre, non condivido tutto ma bisogna sempre immaginare quali sono le prioritá e gli obiettivi che uno vuole conseguire. Se dovessi fare una regata 10" toglierei il fiocco, se avessi come scopo il divertimento di regolare due vele e non mi importasse la complessitâ della manovra in virata allora andrei avanti cosí.
Ciao
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 21/07/2014 : 07:32:38  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Mario Falci ha scritto:

Ciao, io ti seguo sempre, non condivido tutto ma bisogna sempre immaginare quali sono le prioritá e gli obiettivi che uno vuole conseguire. Se dovessi fare una regata 10" toglierei il fiocco, se avessi come scopo il divertimento di regolare due vele e non mi importasse la complessitâ della manovra in virata allora andrei avanti cosí.
Ciao


In base all’esperienza maturata sinora (7 uscite per circa 12-13 ore di prove, incluse quelle dell’anno scorso), potrei anche essere d’accordo se l’obiettivo fosse solo quello di partecipare alle regate di Classe, dove il piano velico è limitato a 8 mq. (quando un multiscafo potrebbe portarne almeno 10, esaltandone così le qualità sportive pur mantenendo ancora un buon margine di sicurezza, specie nelle condizioni meteo marine in cui si svolgono normalmente le regate del campionato).

8 mq. si prestano infatti bene ad un’unica vela (randa) senza eccedere troppo in altezza (inferitura) e larghezza (base), rendendo quindi superfluo frazionarli su due vele (che ovviamente complicano manovre e attrezzatura), salvo che non sia necessario come nel mio caso, avendo un albero troppo corto rispetto alla sua posizione lungo l’asse longitudinale (piuttosto arretrato come nei catamarani della Classe A, e questo per ragioni ben precise).

Nel mio caso avrei dovuto usare l’albero di un 470, dove ci sarebbe stata benissimo una randa (8 mq) di base uguale a quella attuale ma circa 70 cm più alta (quindi con un rapporto di allungamento maggiore come quella dei Classe A). Come piano velico di base avrei fatto certamente così (come suggeriva peraltro il velaio)… oltre alle maggiorazioni di cui dirò.
Purtroppo l’unico albero reperito (e quasi regalato) girando tutti i circoli velici della Provincia di Rimini, è quello che vedete, lungo 5,20 mt con ulteriore prolunga di altri 50 cm (circa).
Quindi più di 7 mq. di randa obiettivamente non ci stanno, salvo allungare la base oltre i timoni, sbilanciando tuttavia il centraggio che diverrebbe decisamente orziero.
E 7 mq. per una catamarano con equipaggio di quasi 100 Kg, sono decisamente pochi e sarebbe velleitario pensare di essere competitivi contro chi dispone di 8 mq. e almeno 20 kg di meno.

Non avendo però come obiettivo quello delle regate di Classe (per ragioni più che altro logistiche), non mi sento limitato dal regolamento.
Quindi posso aggiungere tutta la tela che il mio catamarano riesce a portare (attualmente tra randa e fiocco sono circa 8,5 mq. ovvero già fuori stazza e destinati a crescere ulteriormente) come fanno quelli più veloci e performanti (es. F16 e F18), dove le vele di prua sono addirittura due.
Ovviamente, navigando in singolo, oltre ad esaltare le qualità della barca, occorrerà esaltare anche quelle dell’equipaggio…. che dovrà manovrare da solo quello che altri farebbero in doppio…
Ma questo fa parte del gioco…. e quando il gioco si fa duro…. i duri entrano in gioco….

Comunque sabato sono riuscito finalmente a provare il nuovo armo frazionato.
Il vento era piuttosto scarso, intorno ai 4 nodi. Ha poi rinforzato qualcosina verso metà pomeriggio (quando, purtroppo, sono dovuto rientrare) arrivando intorno ai 6-7.

Direi che è innegabile l’ausilio del fiocco in virata. L’uscita dall’angolo morto risulta quasi immediata, pur perdendo quasi tutto l’abbrivio (ma questa è una caratteristica dei cat).
L’unico ritardo nel completamento della manovra (e, quindi, nel ripartire sulle nuove mure) è addebitabile all’equipaggio, ahimè poco allenato, piuttosto ingombrante e assai lento nello spostarsi da un lato all’altro evitando testate contro il boma (già sperimentate un paio di volte e assai sgradevoli). Se ci fosse a bordo un ragazzetto agile e snello, direi che i tempi sarebbero molto vicini a quelli del monoscafo.

Sulla velocità non saprei dire con esattezza, perché non ho valori di riferimento attendibili rispetto alle uscite con sola randa.
Inizialmente la velocità media faticava a superare i 4 nodi, arrivando intorno ai 5,5 quando il vento ha rinforzato un pochino, con punte intorno ai 6,5 (solita andatura al traverso) che superavano abbondantemente i 7 surfando sulle le onde alzate dai motoscafi.
Non ho tuttavia percepito variazioni significative, anche perché la maggior parte del tempo l’ho trascorsa in sperimentazioni, cercando di capire quali fossero le migliori interazioni tra le due vele alle varie andature.
Credo tuttavia sia innegabile che, se da una parte aumentando la superficie velica aumenti anche la potenza, dall’altra aumenti anche la resistenza all’avanzamento che una vela supplementare comporta. Occorrerebbe quindi capire quale delle due componenti prevalga nel bilancio complessivo in base alle varie condizioni di vento che si possono trovare.

Questa volta la GoPro ha funzionato perfettamente.
Ecco una breve sintesi di oltre 2 ore di riprese.
Mi scuso per la pessima regia (e per la qualità delle immagini), ma prometto di applicarmi per fare meglio

https://www.youtube.com/watch?v=Yp6jmNI84H8




Modificato da - luca10ft in data 22/07/2014 10:04:30
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Dario
Utente Medio

Prov.: Roma
Città: Roma


54 Messaggi

Inserito il - 21/07/2014 : 16:56:02  Mostra Profilo Invia a Dario un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Bravo Luca ottimo lavoro.
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 12/08/2014 : 17:18:37  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ragazzi,
guardate che vi combinano Gorillino e Gorillone ora che hanno iniziato a prendere confidenza.

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35,1 KB

E non si tratta di un picco isolato, perché anche nelle uscite precedenti abbiamo superato i 9 nodi. Purtroppo il vecchio GPS (ora defunto) non teneva in memoria la velocità massima.

Anche oggi, in condizioni non particolarmente difficili (solita brezza intorno ai 12 nodi, appena rinforzata e che non aveva ancora alzato troppo mare), abbiamo navigato molto spesso a cavallo tra gli 8 e i 9 nodi, anche se con molte perplessità a lasciar correre il Gorillino su uno scafo solo (che affonda vistosamente, necessitando quindi un approfondimento teorico riguardo a sostenibilità e concentrazione dei pesi).

Cmq, sul lato pratico, ci stiamo allenando seriamente


Modificato da - luca10ft in data 12/08/2014 17:23:29
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capelizzari
Segretario classe 10'


Prov.: Milano
Città: burago


942 Messaggi

Inserito il - 12/08/2014 : 20:41:21  Mostra Profilo Invia a capelizzari un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Beh Luca, smettila di farti delle p...e in solitario, investì qualche euro in carburante, e vieni ai nostri raduni. Siamo ansiosi di conoscerti e di gareggiare con te.
Ciao

Carlo
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 13/08/2014 : 07:01:22  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Beh, in realtà non mi faccio le p...e da solo, ma insieme ad altri che l’hanno, ahimè, più lungo... alcuni anche di molto...


Però, effettivamente, sarebbe meglio farsele anche con quelli della mia…. lunghezza. Sicuramente eviterei complessi di inferiorità v....e




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Luigi
Utente Senior

Prov.: Milano
Città: Bussero


447 Messaggi

Inserito il - 17/08/2014 : 21:33:12  Mostra Profilo Invia a Luigi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Quella scotta è troppo sottile, taglierà le mani, servono almeno 8mm. , non per il carico di trazione ma per il comfort delle mani.
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 18/08/2014 : 07:31:25  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando


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Gustavo
2013 Winner


Prov.: Treviso
Città: Ponzano


911 Messaggi

Inserito il - 18/08/2014 : 22:00:24  Mostra Profilo Invia a Gustavo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao Luca:

Vedo che ti diverti parecchio. Bel lavoro. Vieni a qualche raduno e vedrai che ti divertirai davvero un sacco. Ne vale davvero la pena partecipare, fidati! Te lo dice uno che dai luoghi dei raduni dista davvero moltissimo eppure l'anno scorso ho voluto impegnarmi e l'impegno ha dato i suoi frutti potendo vincere il campionato..... con il monoscafo.
Dopo le ferie ti aspettiamo!!!

"....spiegai le vele al vento.... ma il vento non capì!"

Ciao,
Gustavo Salinas
su fedele monoscafo "Azzurro" Nro velico 69;
e monoscafo Scheggia(lavori in corso) Nro velico 128
Skype: impazzitoinvolo
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 19/08/2014 : 07:45:51  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non ho dubbi sul fatto che mi troverei molto bene ai vostri raduni.
Purtroppo il mio problema principale è quello logistico, perché abito ancora più lontano di te.

Il prossimo più abbordabile potrebbe essere Manerba del 21 settembre, che sono comunque oltre 600 km di viaggio tra andata e ritorno. Se si profila un bel mese di ottobre dovrei anche considerare una fase di smontaggio e rimontaggio presso il circolo dove tengo il cat.

Dovrei poi risolvere il problema del trasporto, perché ora carico tutto sul portapacchi della mia auto (le due classiche barrette leggere trasversali ad aggancio rapido), che regge abbastanza bene qualche km su strade urbane (con velocità quindi limitate), ma dubito possa reggere un lungo viaggio autostradale ad oltre 100 Km/h, con l’albero che mi esce dall’ingombro della macchina e che flette vistosamente avendo sbalzi di circa 2 m e dovendo reggere il cartello di segnalazione del carico sporgente (che rischia di volarmi via già a 60 Km/h).

Avrei a disposizione anche un piccolo carrellino stradale, ma l’unica macchina disponibile con gancio è una vecchia Panda di oltre vent’anni.

Insomma, forse sarò pigro o eccessivamente pessimista, ma non la vedo proprio così facile.


Comunque, continuando nel frattempo con il nostro “raduno” virtuale, ho imparato a trasferire i dati del GPS (Garmin eTrex10) su Garmin Connect (ovviamente non lo dico per fare pubblicità), e a visualizzare rotte e diagrammi di velocità.
È interessante studiare la rotta per valutare agli angoli di bolina rispetto al vento reale e a riferimenti certi.
Questa è l’ultima uscita (quella dei 9,4 nodi), iniziata con vento molto debole (quasi bonaccia da N) e che poi ha rinforzato a brezza (ruotando come al solito verso E).
Le velocità sono metriche perché il sistema non prevede le miglia nautiche.
I picchi indicano velocità appena inferiori ai 9 nodi, che credo dipendano dalla frequenza con cui il GPS registra i punti di traccia.
Notare nel grafico di velocità le prime oscillazioni a velocità bassissima (circa 2 nodi di media) che rappresantano il bordeggio di uscita dal canale.
Nella parte finale del grafico è invece interessante notare come cala velocemente la velocità in fase di virata, per poi risalire altrettanto velocemente a manovra ultimata (mantenendo comunque ancora un po’ di abbrivio).


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Modificato da - luca10ft in data 19/08/2014 07:51:33
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Gustavo
2013 Winner


Prov.: Treviso
Città: Ponzano


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Inserito il - 19/08/2014 : 10:06:19  Mostra Profilo Invia a Gustavo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Interessanti i dati da GPS. Al giorno d'oggi vedo che ci sono sempre più dispositivi in grado di renderti dati interessanti!

Per la logistica non fare il pigro! Io sono andato fino a Genova l'anno scorso e tempo fa fino a Torino (quasi 1000km) e non con lo scheggia ma con Azzurro che all'epoca era ingombrantissimo e superpesante assieme a un albero intero con tanto di tabella carichi sporgenti!!!

Prova un apaio di raduni, poi vedrai che ne resterai entusiasta, soprattutto vedendo che c'è anche gente con barche veloci come la tua ne avrai da divertirti parecchio!

Pensaci!

"....spiegai le vele al vento.... ma il vento non capì!"

Ciao,
Gustavo Salinas
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Mario Falci
Moderatore


Prov.: Milano
Città: Milano


1559 Messaggi

Inserito il - 20/08/2014 : 22:54:07  Mostra Profilo Invia a Mario Falci un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Quello che mi sembra strano é l'ampiezza dell'angolo morto che mi sembra di parecchio maggiore ai 90 gradi.
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 21/08/2014 : 06:52:16  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Con riguardo al vento reale forse si, ma devi fare i conti anche rispetto all'apparente che, come sai, é tanto più a prua quanto maggiore è la velocità della barca.

Ad es. se navighi a 4 nodi con un vento reale di 5 a 60°, ti ritrovi un apparente di 7,8 nodi a 34° (cioè bordeggi con un angolo morto di 68°).

Nella mia barca grande ho un Code 0 molto efficace (forse anche troppo) che mi consente di superare spesso la velocità del vento reale, ma poi mi ritrovo a fare bordi quasi piatti nonostante il windex in testa d'albero indichi bolina stretta.
È il prezzo che pagano le barche veloci, soprattutto quando c’è poca aria.
Gli scogli non hanno invece di questi problemi

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Gustavo
2013 Winner


Prov.: Treviso
Città: Ponzano


911 Messaggi

Inserito il - 21/08/2014 : 09:06:16  Mostra Profilo Invia a Gustavo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
luca10ft ha scritto:

Nella mia barca grande ho un Code 0 molto efficace (forse anche troppo) che mi consente di superare spesso la velocità del vento reale, ma poi mi ritrovo a fare bordi quasi piatti nonostante il windex in testa d'albero indichi bolina stretta.
È il prezzo che pagano le barche veloci, soprattutto quando c’è poca aria.
Gli scogli non hanno invece di questi problemi



Infatti è il punto di forza del monoscafo che viaggiando più lento può stringere di più facendo risalite più efficenti. Purtroppo nel lasco, traverso e poppa non c'è niente da fare, la resistenza al avanzamento favorisce i multiscafi.

"....spiegai le vele al vento.... ma il vento non capì!"

Ciao,
Gustavo Salinas
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FABIOS
Utente Senior


Città: LUGANO


359 Messaggi

Inserito il - 21/08/2014 : 22:28:42  Mostra Profilo Invia a FABIOS un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
[quote]luca10ft ha scritto:

Non ho dubbi sul fatto che mi troverei molto bene ai vostri raduni.
Purtroppo il mio problema principale è quello logistico, perché abito ancora più lontano di te.

Il prossimo più abbordabile potrebbe essere Manerba del 21 settembre, che sono comunque oltre 600 km di viaggio tra andata e ritorno. Se si profila un bel mese di ottobre dovrei anche considerare una fase di smontaggio e rimontaggio presso il circolo dove tengo il cat.

Dovrei poi risolvere il problema del trasporto, perché ora carico tutto sul portapacchi della mia auto (le due classiche barrette leggere trasversali ad aggancio rapido), che regge abbastanza bene qualche km su strade urbane (con velocità quindi limitate), ma dubito possa reggere un lungo viaggio autostradale ad oltre 100 Km/h, con l’albero che mi esce dall’ingombro della macchina e che flette vistosamente avendo sbalzi di circa 2 m e dovendo reggere il cartello di segnalazione del carico sporgente (che rischia di volarmi via già a 60 Km/h).

Avrei a disposizione anche un piccolo carrellino stradale, ma l’unica macchina disponibile con gancio è una vecchia Panda di oltre vent’anni.

Insomma, forse sarò pigro o eccessivamente pessimista, ma non la vedo proprio così facile.


Comunque, continuando nel frattempo con il nostro “raduno” virtuale, ho imparato a trasferire i dati del GPS (Garmin eTrex10) su Garmin Connect (ovviamente non lo dico per fare pubblicità), e a visualizzare rotte e diagrammi di velocità.
È interessante studiare la rotta per valutare agli angoli di bolina rispetto al vento reale e a riferimenti certi.
Questa è l’ultima uscita (quella dei 9,4 nodi), iniziata con vento molto debole (quasi bonaccia da N) e che poi ha rinforzato a brezza (ruotando come al solito verso E).
Le velocità sono metriche perché il sistema non prevede le miglia nautiche.
I picchi indicano velocità appena inferiori ai 9 nodi, che credo dipendano dalla frequenza con cui il GPS registra i punti di traccia.
Notare nel grafico di velocità le prime oscillazioni a velocità bassissima (circa 2 nodi di media) che rappresantano il bordeggio di uscita dal canale.
Nella parte finale del grafico è invece interessante notare come cala velocemente la velocità in fase di virata, per poi risalire altrettanto velocemente a manovra ultimata (mantenendo comunque ancora un po’ di abbrivio).


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Perché non organizzi un raduno dalle tue parti? magari procurando una pensioncina a buon prezzo e un buon ristorante casalingo?
vedrai che ci veniamo volentieri
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