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lquaggi
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Inserito il - 18/01/2015 : 13:52:58
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È vero che il bordo di uscita è sottile, ma ha le venutature trascersali e inoltre non arriva fino in fondo, perchè la deriva è tagliata in diagonale. Penso quindi che non corra troppi rischi.
Si, la infilo da sopra, quando torno giù in garage/cantiere questo pomeriggio, vedo se riesco a fare una foto più comprensibile.
Questa mattina ho completato la sagomatura delle due derive. Che lavoraccio! Mi mancano ancora da sagomare i due timoni, ma almeno sono più sottili e più stretti. Inoltre, ho fatto anche un po' di muscoli a furia di andar giù di pialla, raspa e carta vetrata! Dovrei far meno fatica. |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
Modificato da - lquaggi in data 18/01/2015 17:53:42 |
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lquaggi
Utente Senior
   

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Inserito il - 18/01/2015 : 17:52:02
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Fatto i fori per le cime di ritenuta e sollevamento, metto qualche foto. Forse ora si capisce un po' meglio il meccanismo.



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Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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lquaggi
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Inserito il - 25/01/2015 : 18:55:33
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Complice il bel tempo, stamattina ho armato per la prima volta il mio treXL, ovviamente tutto con cime provvisorie. In questo modo sono riuscito a calcolare le misure dei cavi in acciaio dello strallo e delle sartie, oltre l'altezza del bozzello della drizza e del golfare per il fissaggio del bompresso allo scafo.



La vela è più bassa di quanto sarà alla fine, avevo calcolato male l'altezza sull'albero del bozzello della drizza.
L'albero è alto 350 cm, mentre il bompresso è lungo 160 cm. Con le sartie posizionate più o meno come mi ha consigliato Luca10ft, l'albero è effettivamente abbastanza stabile. Con gli spaghetti che ho usato come strallo e sartie, ovviamente lo potevo flettere parecchio, ma poi, con cavi in acciaio e cime in dyneema, sarà sicuramente molto più stabile.
Nella seconda foto si vede che il bompresso ha quattro cime, due fissate alla varea, e due ad un golfare sulla verticale delle prue degli scafi. All'inizio avevo messo solo le due anteriori, ma mi sono reso conto che con un bompresso così lungo, c'era troppa flessione. Allora ho aggiunto le due centrali. Le definitive, saranno in dyneema quelle anteriori, e in acciaio quelle centrali.
Qui chiedo un consiglio: la vela latina è di 5,2 mq, ed è oltretutto meno efficiente della randa Marconi. Avrei quindi pensato di aggiungere un fiocco. Se lo faccio in modo che non si intralci con la randa, ottengo un fiocco di circa 1 mq. Se lo faccio più ampio, tipo genoa, posso aggiungere almeno un altro 1/2 mq, però ho paura che quando eseguo una virata possa incattivirsi sull'angolo di mura della randa.
Voi che dite: Fare il fiocco, oppure un piccolo genoa, oppure niente?
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Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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Mario Falci
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Inserito il - 25/01/2015 : 20:15:11
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Faccio una considerazione: la vela latina, di cui parli, è uguale alla mia vela a "chela". Unica differenza risibile è il fatto che io arcuo le antenne ed ho un angolo nel punto di mura, sicuramente un po' minore. La mia è tirata su da un bipode, la tua invece da un albero. Insomma siamo li. SE porti verso poppa tutta la vela sino a rendere parallela l'antenna di prua all'albero hai il vantaggio di virare portando tutta la vela sottovento senza che l'albero interferisca con il tessuto, porti indietro il CV della randa utile per bilanciare il CV del fiocco o genoa e sicuramente non avrai intralcio tra vele di prua e randa. Ma prima di scegliere il fiocco o il genova qualche calcolo semplice semplice della risultante dei CV la farei. Mario |
Modificato da - Mario Falci in data 25/01/2015 20:18:05 |
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
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Inserito il - 25/01/2015 : 20:17:06
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luca10ft
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Inserito il - 26/01/2015 : 06:42:42
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Di vela latina io non ne so mezza  , per cui mi è difficile dare consigli. In rete si trovano però tantissime foto di barche con il fiocco che sormonta la vela, come farebbe un genova nell’armo a sloop o a cutter. Poi occorre vedere se è possibile manovrarli entrambi da solo.
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Se fosse possibile starei certamente sulla misura massima (1,5 mq), anche per dare un minimo di forma al tessuto. Cercherei però di disegnarlo in modo che sia compatibile anche con il nuovo albero, altrimenti rischia di finire presto abbandonato in un angolo del garage 
Per le manovre fisse (sartie e strallo) io eviterei d’acciaio in favore del dyneema scalzato di pari sezione (che garantisce circa lo stesso carico di rottura), guadagnando così in peso, lavorabilità, maneggiabilità e costo (come minimo si risparmiano le redance e i manicotti per le piombe). Il primo svantaggio è che occorre imparare a fare le impiombature sul tessile, ma una volta appresa l’arte essa tornerà certamente utile per tante altre cosucce che servono in barca (grilli, loop, briglie, ecc.). Il secondo svantaggio è che il dyneema ha un allungamento leggermente superiore all’acciaio, ma su barche così piccole, dove lo scafo e già abbastanza flessibile di suo, la cosa dice poco e potrebbe riflettersi solo su valori millimetrici di catenaria lungo lo strallo (e quindi sul fiocco).
Le briglie intermedie del bompresso forse sono inutili perché la trazione dello strallo (che provoca compressione lungo il tubo) tenderà a piegarlo anche verso il basso. Forse sarebbe meglio metterci un diamante simile a quello degli antichi velieri.
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In alternativa al diamante si può irrobustire la parte centrale del bompresso infilandoci un listello di legno pieno o un tubo di alluminio più piccolo.... che forse è la soluzione migliore 
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Modificato da - luca10ft in data 26/01/2015 06:54:12 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
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Inserito il - 26/01/2015 : 08:14:58
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| luca10ft ha scritto: Le briglie intermedie del bompresso forse sono inutili perché la trazione dello strallo (che provoca compressione lungo il tubo) tenderà a piegarlo anche verso il basso. Forse sarebbe meglio metterci un diamante simile a quello degli antichi velieri.
In alternativa al diamante si può irrobustire la parte centrale del bompresso infilandoci un listello di legno pieno o un tubo di alluminio più piccolo.... che forse è la soluzione migliore 
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Io penso invece che le briglie intermedie siano utili, se non altro per la direzione della forza di trazione sul bompresso, che è quasi verticale, mentre le briglie più lunghe, tirando indietro l'albero con le mani, non oppongono quasi nessuna resistenza, quasi sicuramente perché sono troppo inclinate. Comunque le lascio, sono belle da vedere e dovrebbero contrastare qualcosa la flessione del bompresso.
Per quanto riguarda lo strallo e le sartie, ho dato un'occhiata ai costi e ai carichi di rottura. Dyneema scalzato 4mm (penso il minimo da usare) 2.05€ al metro, carico di rottura 1950 daN. Cavo acciaio 2mm (quello che ho comprato) 1.08€ al metro, carico di rottura 3.30 ckN. Se qualcuno mi spiega a cosa corrispondono il KG le unità di misura del carico di rottura, capisco meglio, però mi sembra comunque molto più alto quello dell'acciaio. Vero è che si tratta di una barchetta da 8m2 massimo di vela.... Tenendo conto del costo delle redancie e dei morsetti (ho preso quelli duplex, che reputo i più facili da assemblare senza attrezzi speciali - provato ieri sera, è vero), effettivamente il costo dovrebbe essere simile. Quindi avrei anche potuto usare dyneema scalzato. Visto che le impiombature ho iniziato ad imparare a farle. Bhe, pazienza.
Il dyneema, con calza, lo uso negli ultimi 50 cm con un paranco 2:1 per tendere lo strallo e le sartie. Bozzello con arricavo e strozzascotta sulla sartia, bozzello semplice sulla landa. Ha funzionato bene anche con le cimette da 1,5mm che ho usato ieri.
Per quanto riguarda il fiocco, anche se poi non lo usassi più, ho intenzione di farlo in Lankotex, quindi con poca spesa. Lo considero soprattutto un utile esercizio per costruire poi randa e fiocco dell'albero definitivo.
Sono ancora incerto fra fiocco e genoa, appunto per il fatto che non ho il prodiere a bordo. Mi è però venuta un'idea per il genoa, ma non so se è valida; chiedo a voi: Se fisso una cimetta alla bugna del genoa, la passo in un bozzello legato allo strallo, e la porto fino al trampolino, quando devo virare, posso tesarla e così raccogliere il genoa verso prua, per farlo passare davanti all'angolo di mura della randa; poi, o prima, bisogna provare, lasco la scotta del genoa, così passa di mura. Infine cazzo la nuova scotta e lasco la cimetta. Si è capito? Potrebbe andare?
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Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
Modificato da - lquaggi in data 26/01/2015 12:23:29 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
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Inserito il - 26/01/2015 : 16:15:57
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1 N (Newton) = 0,102 Kgf (Kg forza o Kg peso) 1 daN (deca Newton) = 10 N = 1,02 Kgf 1 kN (kilo Newton) = 1000 N = 102 Kgf
Dal listino Spraystore:
- Dyneema scalzato SK 75 4 mm carico rottura 1950 daN (equivalenti a 1989 Kgf) €/ml 2,05 - Cavo inox per sartie 2 mm 1x19 carico rottura testato 3,30 kN (equivalenti a 337 Kgf) €/ml 1,04 Il Dyneema costa circa il doppio ma ha un carico di rottura quasi 6 volte superiore. Il Dyneema è esagerato, ma qual cavetto inox lo userei solo per controventare il palo dell’antenna TV 
Raffronto a parità di diametro (3 mm)
- Dyneema scalzato SK 75 carico rottura 1050 daN (equivalenti a 1070 Kgf) €/ml 1,2688 - Cavo inox per sartie 1x19 carico rottura testato 7,42 kN (equivalenti a 756 Kgf) €/ml 1,22 Il Dyneema costa 4,88 cent. in più al ml, ma si guadagnano 294 Kgf (circa +25%) di robustezza, che riduce anche l’allungamento.
Invece del Lancotek cercherei di rimediare una vecchia vela in Dacron (potresti trovarla quasi gratis) utilizzando i suoi pannelli per ritagliare quelli più piccoli che serviranno per il fiocco, oltre a recuperare altri pezzi utili. Sicuramente durerà più del Lancotek e in più farai esperienza con il Dacron se poi lo utilizzerai per le vele definitive.
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 26/01/2015 : 16:32:31
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Mi hai quasi convinto. Ormai questa la faccio con il cavo, per l'albero definitivo, vedrò se usare il dyneema.
Per la vela, non so dove cercare. Ho guardato le offerte di vendita della classe A, ma non è che trovi qualcosa quasi gratis.
Hai dei suggerimenti? |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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capelizzari
Segretario classe 10'
   

Prov.: Milano
Città: burago
942 Messaggi |
Inserito il - 26/01/2015 : 21:02:12
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Tra dyneema e cavetto di acciaio...Io feci le stesse considerazioni alcuni anni fa e scelsi il tessile, trascurando il fatto che una cosa è il carico di rottura, e un'altra è l'elasticità. A pari carico di rottura il dyneema è sensibilmente più elastico, e su stalli e sartie questo conta! Tant'è vero che su Poletta ho sostituito le sartie e lo strallo con l'acciaio per ridurre la catenaria. E lo stesso ho fatto sui 10'. Conclusione : assolutamente acciaio da 2.5 o 3mm! Ciao |
Carlo |
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capelizzari
Segretario classe 10'
   

Prov.: Milano
Città: burago
942 Messaggi |
Inserito il - 26/01/2015 : 21:25:33
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Dico la mia anche sulla vela... Lancotex o dacron? Non c'è dubbio che il Dacron nuovo sia 10 volte meglio, sopratutto perché i pannelli sono più rigidi e riesci a tagliarli con precisione assai maggiore. Ma comprare una vela vecchia per utilizzare il materiale, non lo consiglio proprio. Giusto se te la danno gratis puoi provare. A me regalano una randa di un Meteor,dalla quale pensavo di trarre un fiocco per Poletta. .. Be' l'esposizione agli UV l'aveva resa così fragile che si strappava con niente. Ho utilizzato solo la tavoletta di penna! Il Lancotex è un buon materiale economico e resistente, e anche duraturo. È solo un po troppo elastico, e difficile da tagliare con precisione, appunto per l'elasticità. Insomma, non avrai una grande vela da regata, ma un'onesta vela da passeggio si!
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Carlo |
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luca10ft
Utente Senior
   

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Inserito il - 27/01/2015 : 07:11:43
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Il problema della catenaria affligge un pò tutte le barche del mondo, di tutte le tipologie e dimensioni, tanto è vero che le vele di prua vengono sempre disegnate con l’inferitura concava, capace di adattarsi alla catenaria che inevitabilmente farà lo strallo. Ricondurre questo problema alla sola differenza di elasticità tra tessile e metallo mi sembra quindi un pò riduttivo e non spiega, ad esempio, la larga diffusione che sta avendo il tessile (compreso il Dyneema SK 75) nelle sartie volanti (anche strutturali), nei paterazzi e negli stralli di trinchetta amovibili (cioè che vengono armati per far fronte alle condizioni dure). Ovviamente non stiamo parlando di barche armate a Cat (cioè con sola randa), perché qui un pò di allungamento del sartiame non rappresenta alcun problema. È sempre più rigido un albero insartiato anche con volgare poliestere, che un albero senza sartie.
Sul Lankotex vorrei fare un’altra valutazione costi/benefici. Siamo proprio sicuri che per piccole vele di 1 o 1,5 mq. alla fine si spenda meno rispetto al Dacron? Ma anche se trovassimo del Lancotek venduto a misura (anziché in pezze di grandezza prestabilita), quei pochi € di differenza per acquistare circa 2 mq. di tessuto compensano la notevole differenza di qualità tra i due prodotti (e delle vele finite)?
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 27/01/2015 : 08:27:10
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Riguardo alle sartie, visto che il Gorillino, con le sartie in dyneema, mi pare vada più che bene, per le dimensioni dei nostri natanti mi sembra non ci sia questa grande differenza fra acciaio e dyneema.
Per la vela latina ho completato ieri sera strallo e sartie in acciaio 2mm. Meno di quanto dice Carlo, però questa vela è piccola, l'albero della canoa, senza sartie e infilato in una scassa alta 10cm resta in piedi benissimo. Quindi sono convinto che vadano più che bene. Per l'altro albero, si vedrà più avanti.
Riguardo al Lankotex o al Dacron, ho guardato su Spraystore:
Dacron 225 gr/mq, altezza 137 cm x 3 metri: 45 € Lankotex 150 gr/mq, 4mx3m: 40 € Lankotex 250 gr/mq, 6mx4m: 59 €
Se faccio il fiocco da 1 metro, con i ferzi verticali, dosando spesa e spreco del materiale, il Dacron (le misure sono risicate) è conveniente. Se sbaglio a tagliare qualcosa, però, non ho tela in più. Con il Lankotex, per sprecare meno materiale, prenderei quello da 150 gr/mq, penso che per la veletta che devo fare sia sufficiente (siete d'accordo?). Vero è che ne avanzo più di metà... Prendere il telone da 6m x 4m mi sembra proprio uno spreco.
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Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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luca10ft
Utente Senior
   

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Inserito il - 27/01/2015 : 14:17:20
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Infatti, ormai il fiocco è parte necessaria del mio piano velico e non ho mai notato tutta sta gran catenaria di cui si parla. Ho invece notato che il dyneema scalzato ha un leggero allungamento iniziale, credo dovuto all’assestamento delle fibre, che si stringono riducendo il diametro effettivo della cima (come avviene anche per l’acciaio spiroidale). Infatti molte cime vengono vendute prestirate. Ma dopo qualche uscita con oltre 10 nodi la lunghezza si è assestata.
Mi sembra che il Lankotex 150 gr/mq, 4x3m costi € 22,57 (€ 40 ne costa la pezza da 6x4) Per un fiocco da 1 mq, acquistare 3 ml di Dacron (che sviluppano 4 mq) mi sembra decisamente esagerato. Per fare il fiocco del Gorillino (mq. 1,45 da Sailcut) ho dimensionato i pannelli di altezza pari alla metà del rotolo di Dacron (h. 140/2 = 70), poi li ho trasferiti su AutoCad cercando la composizione che producesse meno scarto possibile, mantenendo però l’orientamento per il taglio Cross Cut (il migliore per vele in Dacron), ossia con l’ordito del tessuto perpendicolare alla balumina. Come vedete ci è voluto un pezzo da 140 x 163 cm (mq. 2,28), che mi è bastato anche per ricavare tutti i rinforzi delle bugne.
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lquaggi
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Prov.: Vicenza
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Inserito il - 27/01/2015 : 16:31:33
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| luca10ft ha scritto: Mi sembra che il Lankotex 150 gr/mq, 4x3m costi € 22,57 (€ 40 ne costa la pezza da 6x4) Per un fiocco da 1 mq, acquistare 3 ml di Dacron (che sviluppano 4 mq) mi sembra decisamente esagerato. Per fare il fiocco del Gorillino (mq. 1,45 da Sailcut) ho dimensionato i pannelli di altezza pari alla metà del rotolo di Dacron (h. 140/2 = 70), poi li ho trasferiti su AutoCad cercando la composizione che producesse meno scarto possibile, mantenendo però l’orientamento per il taglio Cross Cut (il migliore per vele in Dacron), ossia con l’ordito del tessuto perpendicolare alla balumina. Come vedete ci è voluto un pezzo da 140 x 163 cm (mq. 2,28), che mi è bastato anche per ricavare tutti i rinforzi delle bugne.
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Hai ragione, ho preso il prezzo sbagliato. Per il fiocco, mi pare di aver letto nel libro Far da Sé le vele della barca di Paul Fisher (ma stasera controllo) che il fiocco andrebbe meglio con i ferzi verticali. Per quello ho segnato 3 ml di Dacron. |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
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Inserito il - 28/01/2015 : 06:45:58
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Il taglio ottimale del Dacron è il Cross Cut. Qualsiasi velaio può confermartelo. Sono state fatte alcune esperienze con il taglio triradiale, ma più che altro per ragioni estetiche. Nella barca grande avevo un grosso genova (150%) in Dacron con taglio triradiale, ma in quel caso c’era l’esigenza di utilizzare pannelli (ferzi) di diversa grammatura, più leggeri verso l’inferitura e più pesanti verso la balumina, per poter essere usato parzialmente chiuso sull’avvolgifiocco quando il vento rinforzava (così la parte di vela che rimaneva aperta era più robusta di quella chiusa). Quello nuovo che ho da circa 4 anni (125%) ha invece un tessuto uniforme e taglio Cross Cut.
Se può interessare (a te o ad altri), ho trovato su questo sito una copia usata del libro: Le vele: aerodinamica, disegno, regolazione, taglio, tessuti Howard-Williams, Jeremy Zanichelli
http://www.abebooks.it/servlet/BookDetailsPL?bi=1153613394&searchurl=tn%3Dvele%26sts%3Dt%26kn%3Dzanichelli
Nuovo costa intorno ai 50 €, per cui a quel prezzo sarebbe un affare (anche perchè usato è quasi introvabile). Un’altra libreria ne aveva una copia a € 7,50 + 4,5 di spedizione, che ovviamente non mi sono lasciato sfuggire , completando così la serie Howard-Williams con gli altri due volumetti della Mursia che avevo già.
Comunque anche questo non è male (versione ridotta dell'altro) considerato il prezzo
http://www.ebay.it/itm/IL-MANUALE-DELLE-VELE-howard-williams-biblioteca-del-mare-mursia-o1-/151563727016?pt=IT_Libri_Romanzi_Narrativa&hash=item2349e6f0a8#ht_22wt_998
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Modificato da - luca10ft in data 28/01/2015 06:55:31 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 28/01/2015 : 07:24:28
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Ho dato un'occhiata al libro che ti ho detto, e paralano effettivamente, per il fiocco di taglio "a spina di pesce", "scozzese" "verticale". Quest'ultimo in pratica con i ferzi paralleli alla balumina, non perpendicolari come sul tuo fiocco. Chi ha ragione? |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
Modificato da - lquaggi in data 28/01/2015 08:15:03 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
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Inserito il - 28/01/2015 : 08:12:43
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Hanno ragione tutti quelli (ovvero la stragrandissima maggioranza) che usano il taglio Cross Cut (parliamo di Dacron) Poi nessuno ti vieta di utilizzare altri tagli. Qualcuno addirittura ha fatto le vele con un pezzo unico (cioè piatte come una tavola e con i fili del tessuto orientati a casaccio ). Volendo si possono usare anche vecchi lenzuoli. Insomma, per agguantare un po’ di vento tutto può andare bene  Se però vogliamo ottimizzare prestazioni, robustezza e durata delle nostre vele, allora il discorso diventa molto più tecnico e molto meno improvvisato.
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Modificato da - luca10ft in data 28/01/2015 08:13:24 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 28/01/2015 : 08:15:40
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In ogni caso, per il momento ho ordinato il tuo libro.  |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 31/01/2015 : 07:48:22
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Al paragrafo 4.5 troverai la spiegazione del perché con i moderni tessuti in poliestere è stato abbandonato il taglio a "spina di pesce" per quello "cross cut" (i tessuti si sono poi ulteriormente evoluti visto che libro comincia ad avere oltre 30 anni). Per le vele di prua v. anche il commento alla figura 4.8. La ragione sta nel fatto che i tessuti Fill Oriented (aventi filatura più fitta o più robusta nella direzione della Trama – cioè nel senso trasversale o lato corto del rotolo) si allungano molto meno dei tessuti Warp Oriented (aventi filatura più fitta o più robusta nella direzione dell’Ordito - cioè nel senso longitudinale o lato lungo del rotolo). Idem per quelli bilanciati, sempre più rigidi nella direzione della Trama. Siccome in vele come le nostre i maggiori carichi sono distribuiti in verticale, più o meno parallelamente alla balumina, allora si orientano i pannelli con l’Ordito (Wrap) perpendicolare ad essa, in modo che la Trama (Fill), più rigida, si trovi più o meno parallela alle linee di carico maggiore.
v. anche qui
http://www.euronautica.net/tecnica/corso-di-vela-parte-1.asp
poi clicca su “I tessuti”
Ovviamente stiamo parlando di Dacron (che è un tessuto, cioè composto solo da fili incrociati 0-90°).
Per i laminati (es. la mia vela del Classe A) il discorso è diverso, perché non hanno solo una base di tessuto, ma anche una o più pellicole (normalmente il Mylar) che li rendono indeformabili in tutte le direzioni. Il problema è che sopportano poco le pieghe e i maltrattamenti, e si delaminano abbastanza velocemente (anche se maneggiati con cura).
Il Lankotex è un laminato in HDPE (così è scritto), ma non so che sia. Sicuramente non è stato pensato per le vele. Per sfruttarlo al meglio occorrerebbe analizzare bene la sua struttura e fare prove di carico per trovare la sua direzione (o direzioni) più rigida e robusta. Dopodiché si sceglie il taglio capace di ottimizzare quelle caratteristiche.
Buon studio.....  
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