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luca10ft
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Città: riccione
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Inserito il - 11/02/2015 : 07:13:23
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Attenzione che le foto ingannano. L’occhio vede una figura piana (2D) ma la testa dovrebbe pensare in 3D. Forse così è un'interpretazione più realistica.
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Modificato da - luca10ft in data 11/02/2015 07:14:11 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 11/02/2015 : 07:18:57
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| luca10ft ha scritto:
Attenzione che le foto ingannano. L’occhio vede una figura piana (2D) ma la testa dovrebbe pensare in 3D. Forse così è un'interpretazione più realistica.
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Ach! Mi sa che mi hai fregaten anche questa volta! |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 11/02/2015 : 14:08:34
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Ho ridisegnato il fiocco accorciando la vela per lasciar posto a golfari e bozzelli, e spostato l'angolo di scotta sulla bisettrice (Luca non me ne voglia...)

Ho poi caricato i dati in SaiCut...

Quando clicco su OK, mi cambia sempre la lunghezza dell'inferitura dai 3162 che ho inserito io a 2621. come mai?
Inoltre, non so come, e se si può, variare gli angoli della base, da come si vede nella vista, sono totalmente diversi da come li vorrei io.

Help! |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 11/02/2015 : 21:01:09
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| lquaggi ha scritto:
(Luca non me ne voglia...)
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Io volertene? Figurati  Un forum serve per scambiare idee e opinioni, ma poi ciascuno è libero di fare quello che vuole  
Riguardo al tuo fiocchetto, prova a modificare i dati della J, della I e dell’altezza del punto di mura (Tack height). Forse il programma rileva qualcosa che non torna nel tuo progetto e (giustamente) non capisce. Non riesci a usare la versione in italiano?
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Modificato da - luca10ft in data 11/02/2015 21:02:28 |
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capelizzari
Segretario classe 10'
   

Prov.: Milano
Città: burago
942 Messaggi |
Inserito il - 11/02/2015 : 21:37:20
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Il valore dell'inferitura (luff), viene bloccato dal valore troppo basso del fore triangle hoist. Se lo porti a 3800 viene bene. Per un aiuto, va' al "saicut cad handbook", che trovi sotto "help" Ciao |
Carlo |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 11/02/2015 : 23:39:02
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Domani riprovo, grazie.
Riesco si a usare la versione in italiano, ma il manuale del programma ha tutte quelle belle figurine con le paroline in inglese, quindi capisco meglio a cosa si riferiscono i vari parametri. |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
Modificato da - lquaggi in data 12/02/2015 14:01:23 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 12/02/2015 : 13:46:58
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Grazie, ora va bene!

La stampa del Cad e quella di SailCut ora si sovrappongono perfettamente.
L'errore che avevo fatto era stato di utilizzare la distanza della punta del bompresso dall'albero come Base J e la lunghezza dello strallo come Altezza I. Invece dovevo misurare queste due quote sull'incontro della proiezione della linea dello strallo sulla linea orizzontale a livello del ponte, non quella sulla varea del bompresso, che si trova 57 cm più in alto.
Ho inoltre aumentato l'altezza dei ferzi, così che anche l'ultimo sia circa alto uguale agli altri.
Ora penso che taglierò il telone copriauto della macchina che avevo prima, fermo da 3 anni in garage.
I puristi (e anche tutti gli altri...) inorrodiranno , ma almeno faccio esperienza di taglio e cucito spendendo solo per filo e biadesivo. |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
Modificato da - lquaggi in data 12/02/2015 14:04:21 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 12/02/2015 : 16:32:39
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Ho voluto togliermi la curiosità su cosa è il Lankotex (Laminato HDPE).
Su wikipedia, per HDPE, ho trovato questa descrizione:
| Polietilene ad alta densità (HDPE) o (PEAD): è un polietilene poco ramificato,[3] ha quindi forze intermolecolari elevate e maggiore rigidità rispetto al polietilene a bassa densità; viene generalmente sintetizzato attraverso polimerizzazione per coordinazione con un sistema catalitico di tipo Ziegler-Natta.
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Invece il Dyneema è fatto con questo:
| Polietilene ad altissimo peso molecolare (UHMWPE): è un polietilene con peso molecolare medio compreso tra 3×106 e 6×106 u (secondo lo standard ASTM D4020).[2] Ne risulta un materiale con catene ben impaccate nella struttura cristallina e molto resistente. Questo tipo di polietilene viene sintetizzato attraverso la polimerizzazione per coordinazione con metalloceni. Le particolari proprietà meccaniche lo rendono adatto, a differenza degli altri tipi più comuni di polietilene, ad impieghi particolari, come ad esempio protesi e giubbotti antiproiettile.
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Leonardo - IaioXL - 153
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lquaggi
Utente Senior
   

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Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 13/02/2015 : 07:25:31
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Ieri mi è arrivato il libro:
| Le vele: aerodinamica, disegno, regolazione, taglio, tessuti Howard-Williams, Jeremy Zanichelli P.S. - Sebbene usato, sembra quasi nuovo.
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Inoltre ho acquistato su Spraystore:
| Rigging e Il libro delle impiombature
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Penso di averne per un bel po' da studiare.  |
Leonardo - IaioXL - 153
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luca10ft
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Città: riccione
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Inserito il - 16/02/2015 : 07:44:25
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Per fare pratica da velaio dovresti cercare occasioni del genere
http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=105948 http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=101384
Con vele del genere potresti anche ricavare pannelli di dacron ancora decenti per farci una randina di 8 mq. Se viene male la butti ma ci guadagni in esperienza, se viene bene hai guadagnato due volte. In ogni caso hai tessuto in abbondanza per fare tutte le prove che vuoi.
Io credo che i magazzini delle velerie, e anche molti garage di velisti, siano pieni di roba del genere, pronta per chi vuole andarla a prendere. Il difficile è trovarla vicino casa e, per qualcuno, anche avere la faccia di chiederla 
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Modificato da - luca10ft in data 16/02/2015 07:47:58 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 16/02/2015 : 21:57:11
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| luca10ft ha scritto: Il difficile è trovarla vicino casa e, per qualcuno, anche avere la faccia di chiederla 
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Hai detto bene, il problema è trovarli vicino a casa...
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Leonardo - IaioXL - 153
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lquaggi
Utente Senior
   

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Inserito il - 16/02/2015 : 22:01:08
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Chiedo un parere per il circuito della scotta. Sul libro Rigging ho trovato questo:

Ho provato ad applicarlo al mio treXL:

A prima vista sembra una buona cosa, la scotta non si incattivisce sicuramente attorno alle barre e allo stick del timone. Beninteso, al posto del dyneema da 5mm con cui ho provato, dovrò poi utilizzare una cima più morbida.
Che ne dite? |
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lquaggi
Utente Senior
   

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Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 16/02/2015 : 22:57:03
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Ho calcolato, spero esattamente, misure e posizione delle vele, compreso il fiocchetto che vorrei fare. La superficie della randa è di 5,2 mq, mentre quella del fiocco sarebbe di 1,3 mq. L'incremento è del 25%,fino a 6,5 mq. Oltre a questo, otterrei anche di portare il centro velico quasi fino al centro di deriva, mentre senza fiocco verrebbe un po' troppo indietro.
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
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Inserito il - 17/02/2015 : 07:32:12
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Sull’armo latino non mi esprimo perché non l’ho mai provato e non ne conosco il funzionamento.
Provare però direttamente in barca le varie soluzioni è meglio che tante discussioni teoriche.
Se poi eviti lavori definitivi, ti sarà dopo più facile (anche moralmente) cambiare sistema o apportarvi variazioni importanti se le prove in mare metteranno in luce difficoltà o malfunzionamenti che a terra era difficile cogliere.
Comunque tieni presente che quel circuito della scotta randa credo sia stato ormai abbandonato anche sul Vaurien. Forse hanno capito il Vang è più semplice ed efficace 
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lquaggi
Utente Senior
   

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Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 17/02/2015 : 08:04:55
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| luca10ft ha scritto: Se poi eviti lavori definitivi, ti sarà dopo più facile (anche moralmente) cambiare sistema o apportarvi variazioni importanti se le prove in mare metteranno in luce difficoltà o malfunzionamenti che a terra era difficile cogliere.
Comunque tieni presente che quel circuito della scotta randa credo sia stato ormai abbandonato anche sul Vaurien. Forse hanno capito il Vang è più semplice ed efficace 
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Il lavoro che sto facendo è quanto di meno definitivo si può, visto che l'anno prossimo ho intenzione di sistemare l'altro albero e fare randa e fiocco normali. Al momento però cerco di ottenere il meglio da quello che ho. 
Per quanto riguarda la scotta, immagino che sia proprio come dici tu, ma con la vela latina il Vang non si può mettere. Ma il motivo principale è il circuito che mi evita intralci con lo stick del timone, per quello sono tentato di provarlo. Se non funziona bene, ho già la scotta con relativo circuito che uso sulla canoa, che posso armare sul catamarano anche in riva al lago.  |
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Modificato da - lquaggi in data 17/02/2015 10:32:43 |
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lquaggi
Utente Senior
   

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Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 22/02/2015 : 18:47:53
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Ho una domanda per l'installazione del fiocco.
E' più importante che possa essere cazzato a ferro, oppure che si possa spostare la bugna di scotta?
Nel primo caso, necessitano due scotte, e sul catamarano devo fare un punto di scotta fisso.
Nel secondo caso, utilizzando un'unica scotta che dà volta ad un bozzello scorrevole sul bompresso, potrei regolare il punto di scotta.
Che busta scegliete?
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luca10ft
Utente Senior
   

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Inserito il - 23/02/2015 : 06:58:13
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Non so se ho capito bene cosa vuoi dire.
Credo che in nessuna barca, inclusi i catamarani con bompresso e quelle con sistema autovirante, si regoli il fiocco con il punto di scotta in coperta posizionato lungo la mezzeria dello scafo, ma sempre in base a un certo angolo (c.d. angolo di scotta). Questo anche per fare meglio interagire fiocco e randa attraverso l’ottimizzazione del canale tra le due vele.
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Normalmente su un monoscafo gli angoli di scotta variano tra gli 8 e i 12°. A pag. 364/365 del libro di Howard viene indicato un valore ideale compreso tra 7 e 11°.
Angoli molto stretti permettono (in teoria) di stringere meglio il vento, ma in realtà questo dipende dal tipo di barca (forma e peso dello scafo), dalle appendici (efficienza della chiglia), all’armamento (testa d’albero o frazionato, rigido, flessibile, ecc.) e da come sono fatte le sue vele (magre, grasse, più o meno soggette ad allungamento).
Io farei come si fa di solito, cioè posizionerei il bozzello della scotta sulla traversa con un angolo di circa 12-13° (misura di compromesso per poter poi lascare meglio). Al massimo puoi mettere un carrellino per la regolazione trasversale. Così puoi partire da un angolo minimo di 7-8°. In ogni caso l’importante è disegnare i fiocchi considerando che hai un punto fisso (nella direzione prua/poppa) e che, se sbagli, non faranno il loro lavoro anzi, saranno controproducenti perché creeranno molta resistenza e pochissima portanza (quindi ocio con la teoria della bisettrice.....  ).
Visto però che sei molto bravo nella lavorazione del metallo, potresti anche prendere in considerazione l’idea di realizzare un sistema autovirante artigianale. Questo ti semplificherebbe molto la vita.
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Modificato da - luca10ft in data 23/02/2015 07:05:38 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 26/02/2015 : 08:14:49
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Questa è la cassa della deriva completa, chiusa da una parete incollata sul lato posteriore, e con la copertura provvisoriamente fissata con quattro viti. Nel montaggio definitivo fra la copertura e la cassa verrà incollata una guarnizione in neoprene per eliminare ogni possibile infiltrazione d'acqua.
Le viti non sono autofilettanti, ma viti 5ma avvitate sui nottolini cavi filettati internamente che vengono usati per fissare alle pareti delle librerie i supporti dei ripiani. Oltretutto, il foro non è passante, così da sotto non può entrare umidità nel legno.
Ho anche montato i clamcleat e i rinvii per le cime di ritenuta e sollevamento della deriva. Il clamcleat per la cima di ritenuta è del tipo autosbloccante. Se funziona bene, se la deriva dovesse toccare il fondo, il clamcleat dovrebbe sbloccarsi consentendole di sollevarsi.
Un difetto di questo sistema è che in bolina o di traverso, se lo scafo affonda di 30 cm fino a livello della copertura della cassa, entrerà un po' d'acqua dai fori di passaggio delle cime. Spero sia poca... |
Leonardo - IaioXL - 153
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lquaggi
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Inserito il - 04/03/2015 : 22:21:16
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Stasera ultimo incollaggio sulle casse delle derive.
Manca poi di finire uno dei timoni (ho fatto un errore e devo sistemarlo) e fare il trampolino.
Il fiocco ho sempre intenzione di farlo, ma il varo lo faccio con la sola vela latina, anche per avere una complicazione in meno.
Non oso quasi dirlo, ma poi ho finito la costruzione! 
Certo, mancano ancora stucco, carta vetrata, olio di gomito e vernice, ma ho raggiunto un bel traguardo, finalmente!      
Per la regata del 25 Aprile, tenetemi un posto!
P.S. - Per quanto riguarda i pesi, anche i miei scafi sono sicuramente sopra i 20 kg. Quando li sottoporrò al vostro giudizio, mi direte dove li ho messi i chili in più.  |
Leonardo - IaioXL - 153
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Modificato da - lquaggi in data 04/03/2015 22:29:31 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 20/03/2015 : 23:16:15
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Vi faccio vedere cosa sto facendo agli scafi:

Come irrobustimento e protezione antigraffio, ho applicato su tutto il fondo un foglio di tessuto di vetro da 300 gr e sui bordi un nastro da 200 gr. Prima che la resina si solidificasse ho passato su tutto una mano abbondante di resina per impermeabilizzare.
La mia idea è di lasciare il fondo così com'è, senza vernice, perché presumo che già alla prima uscita si gratti su qualche sasso.
Solo con la resina, a fine stagione basta dare una grattatina, una mano di resina, e così ripristinare lo strato protettivo.
Voi che dite, può andare? |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
Modificato da - lquaggi in data 20/03/2015 23:23:50 |
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