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F O R U M    1 0 ' - Cambio progetto: da mono a multiscafo
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 Cambio progetto: da mono a multiscafo
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marco casavecchia
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476 Messaggi

Inserito il - 01/03/2012 : 18:17:38  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Renzo,
mi sembra che tu abbia fatto un ottimo lavoro con il rilievo del Paci.
Forse il centrale aveva la poppa un pò meno tirata su ma gli amas mi sembrano proprio loro.
Naturalmente lo dico a memoria, disegni non ne avevo fatti.
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renzo
Webmaster 10'


Prov.: Milano
Città: Cesano B.


801 Messaggi

Inserito il - 01/03/2012 : 19:00:01  Mostra Profilo Invia a renzo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
marco casavecchia ha scritto:

Renzo,
mi sembra che tu abbia fatto un ottimo lavoro con il rilievo del Paci.
Forse il centrale aveva la poppa un pò meno tirata su ma gli amas mi sembrano proprio loro.
Naturalmente lo dico a memoria, disegni non ne avevo fatti.

Ciao Marco, non vorrei che tu pensassi che abbia preso tutte quelle misure
Una decina in tutto, poi ho usato carene, che non permette di fare tutto quello che si ha in mente.

Per il tri con tre scafi quasi uguali l'ha fatto Paolo, anche se quello centrale piu' basso si immerge volutamente, ma forse l'hai gia' visto ad Avigliana.
Renzo.



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marco casavecchia
deleted



476 Messaggi

Inserito il - 01/03/2012 : 20:18:13  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Lo conosco, lo conosco, lo ho fatto io.
Due amas fanno come volume quello centrale.
Io pensavo a tre scafi un pò più voluminosi di quello centrale.
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renzo
Webmaster 10'


Prov.: Milano
Città: Cesano B.


801 Messaggi

Inserito il - 01/03/2012 : 20:41:55  Mostra Profilo Invia a renzo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
marco casavecchia ha scritto:
>Lo conosco, lo conosco, lo ho fatto io.



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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 02/03/2012 : 07:19:10  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
marco casavecchia ha scritto:

Mi chiedo se qualcuno ha mai pensato di fare un trimarano con tre scafi uguali.
Si potrebbe riuscire a farli decisamente stretti, leggeri e poco immersi.
Chissà, potrebbe anche funzionare...


Da quanto ho capito, un trimarano sarebbe un monoscafo stabilizzato trasversalmente attraverso due galleggianti (amas) anziché un bulbo collocato chiglia.
Gli scafi avrebbero quindi funzioni diverse e, pertanto, anche forme e dimensioni diverse.
Poi in barche così piccole, da utilizzare per regatine brevi in acque protette, allora, rinunciando alle “comodità” di una barca (scafo centrale), potrebbe finire che i tre scafi si assomiglino parecchio.

****************************

Tornando al mio progetto, credo di essere arrivato alla definizione conclusiva
Grazie alle vostre preziose indicazioni ho ritoccato qualche misura.
In particolare:
- rimpicciolito altezza (anche se resta leggermente più alta rispetto a quella di Renzo) e larghezza (che invece diventa leggermente più stretta e più cuneiforme alle estremità lungo la linea del galleggiamento).
- addolcito leggermente il rocker nella parte finale (ora la parte terminale dello specchio di poppa dovrebbe risultare immersa di 2-3 cm)
- riduzione di superficie dello specchio di poppa (altezza e larghezza) con forma trapezoidale (anche se non troppo spinta, poiché temo di avere poi dei problemi nel piegare i pannelli di PVC che rivestiranno lo scafo e costituiranno il core del sandwich)
- ridotto di qualche litro (6-7) il volume degli amas (per compensare le riduzioni di peso rispetto al progetto originario leggermente più grande)

Sfruttando l’altezza dello scafo centrale (nel punto più alto il bordo libero sarà circa 40 cm sopra la linea del galleggiamento), ho poi deciso di realizzare il pozzetto aperto e auto svuotante tipo il Weta (questo perché userò il trimarano essenzialmente in mare, anche con brezze di oltre 15 nodi, e conseguente moto ondoso, per cui si prevede una navigazione abbastanza bagnata).

Allego qualche prospettiva, anche se, purtroppo, le dimensioni non consentono di percepire adeguatamente le modifiche apportate.

Questo fine settimana inizierò alla costruzione del primo amas, con l’obiettivo di concluderlo in circa un mese (poi dovrò sospendere i lavori per dedicarmi all’altra mia barca attualmente sull’invaso e che, come me, aspetta impaziente di ritornare finalmente in acqua)

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Modificato da - luca10ft in data 02/03/2012 07:22:12
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Mario Falci
Moderatore


Prov.: Milano
Città: Milano


1559 Messaggi

Inserito il - 02/03/2012 : 13:18:04  Mostra Profilo Invia a Mario Falci un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Zucchino Bollito ha scritto:

marco casavecchia ha scritto:

Mi chiedo se qualcuno ha mai pensato di fare un trimarano con tre scafi uguali.
Si potrebbe riuscire a farli decisamente stretti, leggeri e poco immersi.
Chissà, potrebbe anche funzionare...


Credo che verrebbero degli amas troppo grandi, oppure uno scafo centrale troppo piccolo.

Considera che il peso dell'equipaggio è, per la maggior parte del tempo, sopportato dallo scafo centrale. E così anche la spinta del vento, supposto che l'equipaggio in condizioni ventose si sposti sul trampolino sopravvento.

Fare tre scafi uguali comporterebbe una diversa condotta dell'imbarcazione, con l'equipaggio costretto a spostarsi da un semi-trampolino all'altro ad ogni cambio di bordo, in modo da ripartire il proprio peso sui due scafi, uguali, di volta in volta immersi.

Però in questi passaggi di bordo lo scafo centrale si ritroverebbe comunque con tutto il peso dell'equipaggio sopra.... E quindi sarà necessario dimensionare lo scafo centrale per tale condizione, pena un inusitato aumento d'immersione dello stesso.

A quel punto gli scafi laterali, se fossero uguali a quello centrale, sarebbero sovradimensionati. Probabilmente.





Quoto e Zucchino e aggiungo:
considerato che il volume maggiore a prua serve per evitare ingavonamenti e che è auspicabile una prua affilata per tagliare le onde, io farei uno scafo centrale simile ai moth. Aumenterei in altezza lo scafo centrale solo a prua dell'albero e inserirei due listelli sulla coperta per deviare il flusso dell'acqua che un'onda dovesse fare arrivare in coperta evitando di farla arrivare in pozzetto. Ok per l pozzetto autosvuotante che ho visto nei tuoi disegni ma io farei due ombrinali di lato ed il pozzetto lo farei centrale.Un pezzo di poppa la farei con coperta chiusa: maggiore riserva di galleggiamento e posto dove conservare cibo o acqua da bere.
Ciao
Mario
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marco casavecchia
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476 Messaggi

Inserito il - 02/03/2012 : 20:04:40  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

X Zucchino.
http://www.multihull.org.nz/imagesdb/gallery/a3c9c59c-821a-4ff4-93c1-b23510a8883e.jpg
Non sono proprio uguali ma in Nuova Zelanda ci si stanno avvicinando, sembrerebbe.
Certo l'opera morta del centrale dovrebbe essere più alta di quella dei laterali proprio per ovviare alla maggiore immersione al cambiamento di bordo.
Già molti trimarani sono stati fatti con gli scafi laterali più lunghi di quello centrale.
X Luca.
Io farei la poppa ancora più stretta sotto, non penso proprio che si possano prevedere delle difficoltà a svergolare un pannello di PVC da 8-10 mm., soprattutto se non è già rivestito di vetro.
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marco casavecchia
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476 Messaggi

Inserito il - 03/03/2012 : 08:01:38  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Stando alle regole di stazza, così come sono formulate, il sistema mi sembra perfettamente legale.
Basta che cerniere di ribaltamento della scassa e asse di rotazione del timone siano a 3 metri dalla prua.
Applicare il sistema a un monoscafo mi sembra un tantino più difficile.
Ma qui si torna all'annoso problema di dare a mono e multi le stesse possibilità.
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marco casavecchia
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476 Messaggi

Inserito il - 03/03/2012 : 15:21:28  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=multi%2023&source=web&cd=4&sqi=2&ved=0CEAQtwIwAw&url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dx--tqFnMTJQ&ei=oSZST6b9GdHAswbNu4XECg&usg=AFQjCNFnbult42R9TdewWfolx8pw63ZMAg&sig2=HY2w9U9ClZ0I40SAWj7x9Q&cad=rja
Luca,
guarda la poppa di questo tri al secondo 14.
E' lo spigolo sottovento che genera la cresta nella scia.
Con una poppa più larga e a barca sbandata il fenomeno peggiora.
Certo questo tri sbanda molto ma a me capitava anche con gli scafi più bassi.
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


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Inserito il - 03/03/2012 : 18:06:52  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ecco il risultato della prima giornata di lavoro.
La parte più lunga è stata impostare il tutto, ma ora andrò avanti molto più spedito (taglia e incolla…senza cucire…. )
Il materiale è stirolo da isolamento termico 33 kg/mc
Ovviamente le viti di serraggio saranno poi tolte e sostituite con pezzi di piedini in legno
I pannelli sono incollati con vinilica D3 (5 €/kg)

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Marco
Bè, mi sembra una cosa normale a quelle velocità. Anzi, direi che forse genera più cresta l’amas.
Tieni comunque presente che io sono un peso massimo (1,82 di altezza per 92 Kg, ma l’estate scorsa superavo i 100…ahimè )
Se invece se ci metti un peso piuma di 60 kg, significa una variazione intorno al 25% del peso complessivo. Su un barchino così, piccolo credo che significhi molto.

Quanto all’idea dei 3 scafi uguali, ecco qualcosa che potrebbe assomigliargli, cioè quasi tre canoe unite da due traversini

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Modificato da - luca10ft in data 03/03/2012 18:13:08
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marco casavecchia
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Inserito il - 03/03/2012 : 20:29:02  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Che bellezza!
Costruire una barca per se stessi.
Dai e dai sta tornando la voglia anche a me!
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


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Inserito il - 04/03/2012 : 09:30:02  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Costruirsi sa soli la propria barca, credo che sia una delle più belle esperienze per gli appassionati di mare, soprattutto per chi ha letto almeno 10 volte libri come “Solo, intorno al mondo” di Slocum oppure “Qualsiasi oceano va bene” del nostro Alex Carozzo.

Riguardando bene il filmato, mi sembra che poppa e rocker di quel tri siano ok, e che l’effetto scia (comunque inevitabile) parta da sotto lo scafo, molto probabilmente dal punto più profondo dove il profilo di carena inizia a salire verso poppa.

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Resto dell’idea che lo specchio di poppa debba restare a pelo d’acqua (anche se l’architetto di Zucchino non è d’accordo ) e che debba possedere una sufficiente riserva di galleggiamento per non sprofondare eccessivamente durante il beccheggio, ma che non sia comunque esagerata altrimenti favorirà l’ingavonamento di prua con conseguente capriola.

Insomma, la barca deve essere un insieme armonico di parti come fosse un’orchestra (in cui è inutile avere singoli orchestrali tutti professori del loro strumento, che però non sanno suonare insieme).

Poi, magari, l’esperienza che farò sul 10 piedi mi dimostrerà l’esatto contrario
Ma a questo capitolo del libro non ci sono ancora arrivato
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marco casavecchia
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476 Messaggi

Inserito il - 04/03/2012 : 10:31:09  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Non c'è motivo di pensare che la tua barca non andrà bene, anzi!
Semplicemente io mi sono trovato meglio con la poppa stretta perchè ho notato un minore incremento di resistenza al momento in cui spostandomi imdietro appoppavo la barca.
E' chiaro che la condizione di minore resistenza si ha quando lo specchio lambisce l'acqua, solo che è una condizione difficile da mantenere su barche di questa lunghezza, specialmente se si è pesanti.
Io mi trovavo costretto a continui spostamenti longitudinali per mantenere un buon assetto.
Diciamo che la poppa stretta perdona un pò di più, ecco, tutto lì.

Sto davvero pensando di riprendere un progetto che avevo sospeso per mancanza di tempo, chissà...
Se ci riesco posterò un paio di foto, sennò le invierò a Renzo che è sempre stato così gentile da farlo al posto mio.
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 05/03/2012 : 07:18:09  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Eccoci al secondo stato di avanzamento dei lavori

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Il grezzo è finito. Sono due pezzi al momento divisi.

Il prossimo lavoro sarà laminare l’interno della cassa di allagamento. Dopodiché le due parti verranno incollate tra loro, per poi procedere con la finitura dell’esterno.

Al momento il tutto pesa circa 4,5 Kg, ma devo ancora togliere le viti sull'ultimo strato, svasare parte prodiera e poppiera, sagomare la linea superiore e lisciare il tutto, per cui stimo di eliminare altri 0,7-0,8 kg tra ferramenta e stirolo.


La superficie da laminare (tra dentro e fuori) è di circa 4 mq

Alla fine ho deciso per uno strato di tessuto bidirezionale ± 45° da 400 gr e uno di Twill 0-90° da 200 gr che, insieme alla resina, faranno altri 5 kg circa (sulla laminazione esterna stenderò il peel ply che mi assorbirà un po’ di resina in eccesso). Andranno poi aggiunti altri 0,4-0,5 kg (tra resina e tessuto) per rinforzi vari nei punti di maggiore sollecitazione.

Il peso finale dell’amas (di volume complessivo intorno ai 140 lt) dovrebbe quindi aggirarsi tra i 9,5 e 10 Kg

È trascorso parecchio tempo dalla mia ultima laminazione.
Ricordo che uno dei principali problemi erano le piccole bolle che si formavano sul tessuto, specie su quello leggero dell’ultimo strato.
Qualcuno sa suggerirmi un valido sistema per evitarle (ovviamente senza ricorrere alla tecnica dell’infusione o alla laminazione sottovuoto)?
Grazie



Modificato da - luca10ft in data 05/03/2012 07:48:03
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Mario Falci
Moderatore


Prov.: Milano
Città: Milano


1559 Messaggi

Inserito il - 05/03/2012 : 11:29:18  Mostra Profilo Invia a Mario Falci un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Come vedi sei arrivato ad un peso doppio di quello che ho fatto io a parità di volume e con una densità del mio foam di 50g/mc. Sembra forse che il mio discorso sul peso sia esagerato ma se parliamo di poliscafi diventa essenziale. Sono barche nate per essere leggere, altrimenti tanto vale un bel monoscafo zavorrato!!
Scusa ma voglio farti un'altra critica che spero prenderai come costruttiva: secondo me è sbagliato costruire gli scafi sovrapponendo i fogli di foam scavando dentro e sagomando all'esterno E' un po' come se fossimo ritornati all'età della pietra dove si avevano a disposizione soltanto dei tronchi e per ricavare gli scafi l'unica possibilità era quella di scavarli con il fuoco. Se si parte da dei fogli, cosa c'è di più semplice di incollarli per ottenere delle "scatole". Ti posso assicurare che gli spigoli (che si possono arrotondare) non disturbano affatto la velocità e poi adesso sono pure di moda!! Inoltre non sai quanto lavoro in meno! La sicurezza in navigazione inoltre è sempre altissima. Con fogli da 2cm di spessore hai tanta riserva di galleggiamento che potresti bucare gli scafi senza andare giù, oltre al fatto che come diceva Lodigiani in un trimarano bisogna essere proprio sfigati a bucare gli scafi contemporaneamente.
Ciao
Mario
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Jacopo
2014 Winner


Prov.: Milano
Città: Milano


590 Messaggi

Inserito il - 05/03/2012 : 13:16:52  Mostra Profilo Invia a Jacopo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao Luca, scusa ma ha ragione Mario: la leggerezza è essenziale...


Ciao Zucchino, ciao Mario.
Tanto per cambiare non sono d'accordo.
Pulcino pirata pesa circa 60 kg e ha vinto l'ultimo campionato con un timoniere da 85 kg.
Totale 145 kg !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Che dire ?

Ciao a tutti
Jacopo
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 05/03/2012 : 18:22:48  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Urca!! Bocciato in tutte le materie già dal primo quadrimestre!
Dovrò comprarmi un bel cappello da somaro....eh! eh! eh!
Comunque mi piace ricevere critiche, specie se da persone esperte e competenti, perché è dalla qualità del loro contenuto che capisco meglio se le mie idee hanno un senso o sono del tutto sballate.

Battute a parte, io credo invece che sia proprio un campionato a fare testo, perché consente di confrontarsi in condizioni variabili, in cui si affermano barche (ed equipaggi) capaci di offrire prestazioni, se non sempre ottimali, comunque sempre accettabili.

Certo, se si desidera una barca monouso per gareggiare 5/6 volte all’anno solo nel lago, su una lastra d’olio e con brezzoline di 5-6 nodi, bè, allora sono d’accordo che il fattore peso sia importante, anche se, obiettivamente, mi sfugge la sostanziale differenza di prestazioni che possono offrire 40 e 60 Kg di barca, quando solo l’equipaggio arriva a quasi 1 q.le (ovviamente se non si naviga sottoinvelati, come si vede spesso nelle foto dei raduni).

Ma se si vuole invece una barca più versatile, da usare frequentemente e anche in condizioni variabili e impegnative (come può essere il pomeriggio estivo qui da noi, con mediamente 13-14 nodi e 50 cm di onda), allora credo che il fattore peso conti molto meno rispetto alla robustezza e all’affidabilità di uno scafo.

Mario
Se avessi realizzato un amas “scatoletta” (ovviamente trascurando il fattore estetico) con lastre di 2 cm, avrei ottenuto (per un volume complessivo di 140 lt) circa 50 lt di volume pieno e 90 lt di vuoto che, riempito d’acqua, non sarebbe certo piacevole trovarsi sottovento e soprattutto a prua.
Ecco perché ho cercato di contenere il volume della cassa di allagamento (che non è certo un ballast) a circa 45 lt, ubicato in basso e ben lontano dalla prua.
Sommati ai miei 90 kg e rotti di peso, mi consentiranno (spero) di affondare l’amas per raddrizzare il trimarano capovolto (sperando, ovviamente, che non capiti mai), conservando ancora una buona riserva di galleggiamento per impedire che l’amas affondi troppo o mi favorisca l’ingavonamento longitudinale una volta ripresa la navigazione.
Questo, secondo me, significa esaminare le cose razionalmente su un orizzonte di 360° riguardo a tutti i problemi della navigazione in mare (o sul lago) che, purtroppo, non si risolvono puntando solo su leggerezza, economicità e semplicità costruttiva (che poi resta sempre un concetto abbastanza relativo ).
Ovviamente anche le mie riflessioni costituiscono un contributo costruttivo per chi ci legge

Zucchino
Scusa, ma non eri tu quello che voleva convincermi a realizzare prue rotonde modello Teamwork 747?
Ora cerchi di vendermi prue che sembrano lame di spada?
Dai, proviamo a essere un po’ innovativi e ad andare contro corrente... non si sa mai che la cosa funzioni...


Modificato da - luca10ft in data 05/03/2012 18:28:10
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marco casavecchia
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Inserito il - 05/03/2012 : 21:06:43  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie Renzo!
Questo scafo lo avevo fatto anni fa per lo stand Boero al Salone di Genova come esempio di costruzione in compensato stressato, carbonio e epossidica.
Penso di rimetterci le mani sopra e farne lo scafo centrale di un trimarano.
Ovviamente deve essere accorciato a Dieci Piedi.
La parte troncata, lunga circa 30 centimetri, sarà la carenatura della testa del timone appeso sotto.
Non sarà galleggiante, non apporterà dislocamento, giusto una carenatura.





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marco casavecchia
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476 Messaggi

Inserito il - 05/03/2012 : 21:40:32  Mostra Profilo Invia a marco casavecchia un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

http://www.moth.asn.au/rohans_site/download/building_ply_skiff_moth.pdf

Dimenticavo: il progetto è di Phil Stevenson, Australia.
Circa anno 2000.
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Mario Falci
Moderatore


Prov.: Milano
Città: Milano


1559 Messaggi

Inserito il - 05/03/2012 : 21:44:11  Mostra Profilo Invia a Mario Falci un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
"Se avessi realizzato un amas “scatoletta” (ovviamente trascurando il fattore estetico) con lastre di 2 cm, avrei ottenuto (per un volume complessivo di 140 lt) circa 50 lt di volume pieno e 90 lt di vuoto che, riempito d’acqua, non sarebbe certo piacevole trovarsi sottovento e soprattutto a prua.
Ecco perché ho cercato di contenere il volume della cassa di allagamento (che non è certo un ballast) a circa 45 lt, ubicato in basso e ben lontano dalla prua.
Sommati ai miei 90 kg e rotti di peso, mi consentiranno (spero) di affondare l’amas per raddrizzare il trimarano capovolto (sperando, ovviamente, che non capiti mai), conservando ancora una buona riserva di galleggiamento per impedire che l’amas affondi troppo o mi favorisca l’ingavonamento longitudinale una volta ripresa la navigazione.
Questo, secondo me, significa esaminare le cose razionalmente su un orizzonte di 360° riguardo a tutti i problemi della navigazione in mare (o sul lago) che, purtroppo, non si risolvono puntando solo su leggerezza, economicità e semplicità costruttiva (che poi resta sempre un concetto abbastanza relativo ).
Ovviamente anche le mie riflessioni costituiscono un contributo costruttivo per chi ci legge ."


Allora, partiamo dal lato estetico delle cosidette scatolette: avrai visto il mio fastofly....non mi sembra male, anche perchè più diecipiedisti ed anche osservatori esterni mi hanno detto che secondo loro era il più bello.
Se entra acqua in una barca che pesa 38kg ed ha un volume fatto dalle fiancate, paratie ecc di più di 38 decimetri cubi, questo non affonda. Questi intendevo dire. Che poi sia difficoltoso navigare in quelle condizioni naturalmente concordo, ma allora basterá riempire i vuoti con bottiglie di plastica tappate.
In un altro post troverai molti interventi sul problema di affondare volontariamente l'ama per raddrizzare un tri scuffiato.

Non me ne voglia Jacopo che é stato bravissimo e determinato nel vincere il campionato ma se andiamo a vedere la mia prestazione noterete che sono arrivato secondo in classifica ma ho fatto una prova in meno, insomma anche se fossi arrivato ultimo in questa prova avrei vinto comunque il campionato.
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