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lquaggi
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Inserito il - 25/01/2016 : 22:12:59
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Ho fatto altre prove, ma mi sa che ci sono troppe cime e cimette da cazzare e lascare per regolare il fiocco.
Contando che la scotta da regolare è quella sottovento, ed io mi trovo sopravvento per tenere bilanciata la barca, la vedo complicata.
Vedrò cosa riesco a fare quando rimonto tutto con l'albero restaurato.
Nel frattempo, poiché non so esattamente in che posizione andrà il punto di mura del fiocco sul bombresso, ho fatto un fissaggio mobile. 
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Leonardo - IaioXL - 153
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luca10ft
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Inserito il - 26/01/2016 : 07:04:19
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Purtroppo, più introduci delle regolazioni più complichi le manovre. Per questo gli equipaggi da regata sono spesso assai numerosi.
Se riesci a posizionare bene il fiocco, potresti intanto limitarti ad un punto di scotta fisso (a complicarti la vita fai sempre in tempo), eliminando anche l’avvolgitore perché su vele così piccole non ha molto senso (un’altra manovra in meno e anche meno peso, soprattutto a prua).
Forse sarebbe più utile invertire le posizioni degli strozzatori in modo da avere sempre la scotta sopravvento. Non è facile perché così le scotte si incrociano e creano intralci. Sul Baby Gorilla ho trovato un discreto compromesso (anche economico, che non guasta mai) mettendo un unico strozzatore pivottante a centro barca proprio sotto l’albero. Su barche così piccole ci si arriva bene lo stesso anche con vento impegnativo.
Qui vedi le foto
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=398&whichpage=9
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=398&whichpage=17
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Modificato da - luca10ft in data 26/01/2016 07:06:03 |
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lquaggi
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Prov.: Vicenza
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Inserito il - 27/01/2016 : 08:24:30
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| luca10ft ha scritto: Se vuoi approfondire ti suggerisco (oltre al solito “L’arte e la scienza delle vele”) il libriccino “Trim” di Bill Gladstone.
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Arrivato il libro "Trim". Interessante.  |
Leonardo - IaioXL - 153
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Modificato da - lquaggi in data 27/01/2016 08:24:49 |
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lquaggi
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Inserito il - 01/02/2016 : 21:58:22
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Sto pensando di modificare anche i fissaggi dei supporti delle traverse.
Se ricordate, lo scorrimento laterale ora è impedito da un pernetto in acciaio che fuoriesce dai supporti e si inserisce in un foro delle traverse:

ed il fissaggio è fatto con corde:

Ebbene, l'ultima volta hanno ceduto due supporti. In pratica, in due punti il pernetto in acciaio, spinto dalle forze sulle traverse durante la navigazione, ha spaccato il supporto in legno.
Ho pensato allora di togliere tutti i pernetti e rivettare delle lame in alluminio sotto le traverse, due per parte all'interno dei supporti, così da evitare comunque lo spostamento laterale con un sistema che presumo molto più sicuro.
Inoltre vorrei eliminare i legacci in corda e utilizzare dei cavallotti imbullonati.
Nelle tre foto che seguono vi espongo la mia idea:


Nelle prime due foto ho fissato provvisoriamente il cavallotto in alluminio con delle vitine da legno. Si nota anche la lama in alluminio rivettata sotto per impedire lo spostamento laterale.

Nella terza foto il sistema di fissaggio definitivo: dei prigionieri filettati con un bullone che blocca il cavallotto.
A me sembra che questo sistema sia sufficientemente robusto e, forse, più rapido da fissare rispetto ai legacci con le corde.
Voi che ne dite? Aspetto pareri.  |
Leonardo - IaioXL - 153
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luca10ft
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Inserito il - 02/02/2016 : 07:16:27
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Ecco il mio  
Il collegamento scafi/traverse è la parte più sollecitata del catamarano e che normalmente crea più problemi strutturali. Su certi cat viene addirittura reso fisso attraverso incollaggio definitivo.
Ma non è solo un probema di resistenza, perchè il collegamento deve garantire anche la rigidità dell'intera struttura (cd. piattaforma), altrimenti ti ritrovi gli scafi che lavorano disallineati in tutti i sensi (con preblemi di rotta, stabilità, governabilità, resistenza all'avanzamento, sostegno al sartiame, ecc. ecc.)
I tuoi supporti sono molto belli e curati ma rappresentano l’anello debole della catena, che ha messo in crisi il sistema appena dopo qualche uscita.
Con la nuova soluzione forse qualcosa migliori ma secondo me resta ancora debole, giusto per uscite tranquille nelle calme acque del lago. Contro le onde del mare che abbiamo qui di solito non resisterebbe a lungo (e questo è solo il profilo strutturale) 
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Modificato da - luca10ft in data 02/02/2016 07:25:34 |
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lquaggi
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Inserito il - 02/02/2016 : 08:50:31
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| Phil Masnagh ha scritto: La soluzione che ho adottato nel mio cat, e che suggerisco anche a te, è un bel bullonazzo verticale che attraversi tubo, supporto e coperta dello scafo. Un apposito tubetto coassiale al bullonazzo eviterà al tubo della traversa di deformarsi quando il bullonazzo sarà avvitato.
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Idea buona. Ci penso.
Grazie a te e anche a Luca. |
Leonardo - IaioXL - 153
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lquaggi
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Prov.: Vicenza
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Inserito il - 02/02/2016 : 13:44:03
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| Phil Masnagh ha scritto:
In alternativa: prolungherei quei cavallotti di alluminio fino ai bulloni che già hai e che tengono i supporti delle traverse solidali allo scafo. I cavallotti assumeranno una forma più o meno ad "omega" e se li farai un pelo scarsi, diciamo così, quando avviterai i bulloni di fissaggio li costringerai a spingere le traverse in giù, contro i loro supporti. C'è poi da vedere quanto resisteranno tali cavallotti allo stress della navigazione... quindi, ad occhio, li farei un pò più larghi. 
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I cavallotti sicuramente resisterebbero, in quanto attraversano la coperta da 6mm e il rinforzo che c'è sotto da 20mm, e qui sono piegati a L.
Ci avevo pensato anch'io, ma il cavallotto secondo me viene troppo lungo e rischia di flettersi sotto sforzo.
Al momento mi tengo i legacci, devo finire il restauro dell'albero, il rigging del fiocco e la verniciatura degli scafi.
Vedremo se avanzo tempo prima dell'inizio della stagione. |
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lquaggi
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Inserito il - 02/02/2016 : 21:11:02
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Son incuriosito dal carrello Windward della Harken.
Nel catalogo Harken c'è scritto: Sistema Windward: Il sistema windward permette di spostare il carrello sopravvento senza bisogno di lascare la cima di regolazione sottovento. Dopo la virata il carrello rimane nella stessa posizione pronto per essere portato sopravvento.
Dalla didascalia, io ho capito che si può cazzare la cima sopravvento senza bisogno di sganciare dallo strozzatore quella sottovento.
Allora ho voluto provare a simularlo per capirne il funzionamento:

La cima, si vede poco, è fermata sul simil-carrello di legno con delle graffette, quindi non scorre.
Nell'accrocchio che ho montato, per cazzare una cima devo sganciare l'altra dallo strozzascotte. Vero è che le due cime non serve mai recuparle, perché mentre una si allunga l'altra si accorcia, e viceversa.
E' giusto così, oppure il sistema della Harken ha strozzatori di tipo diverso, che si aprono automaticamente? |
Leonardo - IaioXL - 153
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Modificato da - lquaggi in data 02/02/2016 21:12:42 |
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luca10ft
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Inserito il - 03/02/2016 : 07:20:35
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| lquaggi ha scritto:
....il sistema della Harken ha strozzatori di tipo diverso, che si aprono automaticamente?
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Esatto 
Per tirare il carrello in una direzione devi necessariamente mollare la cima che lo trattiene dall’altra parte. Funziona così in tutti i trasti del mondo.
Nel carrello del sistema Windward c’è un meccanismo (inventato dall’Harken) che apre lo strozzatore sottovento grazie alla tensione della scotta (tirata dal boma).
Le cose si invertono dopo il cambio di mure (virata o strambata). Lo strozzatore che era sottovento passa sopravvento e si chiude, bloccando la cima nella posizione in cui si trova. Quello sopravvento passa sottovento e si apre lasciando libero il carrello di scorrere dalla parte opposta (per riportarlo al centro o sopravvento).
Sinceramente non ho mai visto uno, segno che, forse, la semplificazione della manovra non vale il costo dell’accrocco (almeno per noi crocieristi)
Normalmente sui catamarani si utilizzano dei trasti (v. Baby Gorilla) che possono essere solo lascati sottovento, cioè che non consentono di portare il carrello sopravvento.
Credo che questo dipenda dal fatto che il catamarano non gradisce angoli di bolina eccessivamente stretti perché migliora la VMG grazie alla velocità che può raggiungere nelle andature leggermente più larghe. Quindi si privilegia la semplificazione.
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Modificato da - luca10ft in data 03/02/2016 07:22:53 |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 03/02/2016 : 08:58:23
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| luca10ft ha scritto: Normalmente sui catamarani si utilizzano dei trasti (v. Baby Gorilla) che possono essere solo lascati sottovento, cioè che non consentono di portare il carrello sopravvento.
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Ho dato un'occhiata al Baby Gorilla, e ho visto che c'è la rotaia del trasto sulla traversa posteriore. Però ho anche notato che lo strozzatore della scotta è fissato ad una staffa fissa centrale.
Cosa serve la rotaia? Mi spieghi?
Grazie. |
Leonardo - IaioXL - 153
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Mario Falci
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Inserito il - 03/02/2016 : 12:30:50
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| Mi intrometto: il sistema che usa Luca ha una sola cima per regolare la posizione del carrello sul binario. Se lasca il carrello scorre sottovento spinto dal boma e dal vento, se lo cazza lo può portare al massimo in posizione centrale. Naturalmente dal carrello in su c'è il paranco di scotta normale. A me non sembra complicato e sono riuscito facilmente a creare un sistema per portare sopravvento il carrello. Basta fissare agli estremi del binario due pulegge e collegare il carrello a queste. Le cime relative devono avere alle estremità degli elastici che li tengono in tensione e in chiaro sul trampolino. Quando si vira e si passa nel nuovo sopravvento bisogna ricordarsi di togliere dallo strozzascotte la cima che diventerà di li a poco la cima di sottovento. La cima che avremo sottomano ci permetterà di portare il carrello sopravvento della misura che vogliamo cazzandolo o di lascarlo sottovento. |
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luca10ft
Utente Senior
   

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767 Messaggi |
Inserito il - 03/02/2016 : 16:44:50
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Scusa Leonardo, hai ragione. Nelle foto non è armato per cui non si capisce. Pensavo di averle inserite invece non le trovo neanche sul pc. Comunque è come dice Mario. Si usa una sola cima.
In questa foto ho cercato di ricostruire il circuito.
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Sulla rotaia scorre questo normalissimo carrello.
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Tra le due pulegge passa una cima (rossa) a doppia calza che ho parzialmente scalzato e sdoppiato impiombandogli un altro spezzone della calza interna (tratti fucsia a dx e sx) ricoprendo poi la piomba con la sua calza (rossa). Qualcuno evita di sdoppiare la cima (lavoro troppo raffinato  ), fissandola semplicemente ad un ponticello messo al centro della traversa (dove si vedono i due fori). Così, però, non si riesce a bloccare il carrello esattamente al centro perché resta sempre qualche cm sottovento.
Nella foto si vede il carrello tutto a sinistra perché il vento soffia da dritta. Cazzando la cima (rossa) lo riporti verso il centro e lo blocchi all’altezza che vuoi (ma non sopravvento). Idem quando il vento soffia sull’altro lato.
Ho scelto la soluzione con lo strozzatore fisso al centro in modo da averlo più a portata di mano.
In molti catamarani usano invece questi altri tipi, con 1 o 2 strozzatori solidali al carrello (quindi si spostano con lui), che però ti obbligano a sbilanciarti sottovento se devi recuperare la cima.
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Mario, scusa anche tu, ma non mi è chiaro il tuo sistema. Hai qualche foto o uno schizzo? Mi sembra però che anche tu devi usare due cime e non puoi cazzarne una (es. sopravvento) se non sblocchi l’altra (sottovento).
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Modificato da - luca10ft in data 03/02/2016 16:48:18 |
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
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1559 Messaggi |
Inserito il - 03/02/2016 : 21:24:14
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Si l'ho scritto: " Quando si vira e si passa nel nuovo sopravvento bisogna ricordarsi di togliere dallo strozzascotte la cima che diventerà di li a poco la cima di sottovento"
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luca10ft
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767 Messaggi |
Inserito il - 04/02/2016 : 07:55:24
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Grazie.
Mi aveva un po’ confuso il discorso degli elastici che pensavo svolgessero anche una qualche azione di richiamo sul carrello.
Dalla foto mi sembra invece il classico sistema usato su quasi tutte le barche, compresa la mia grande, che però ha le cime parancate per ragioni di carico.
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
Città: Milano
1559 Messaggi |
Inserito il - 04/02/2016 : 18:52:12
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| Si è uguale. L'elastico serve per avere sempre sottomano le cime anche se lontani dal binario. Tieni conto che il mio trimarano è largo 540 cm. |
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lquaggi
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683 Messaggi |
Inserito il - 06/02/2016 : 18:38:31
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Per il trasto ci sto rimurginando. Intanto, visto la bella giornata, ho provato ad armare il mio treXL con la vela nuova, il boma ribassato ed il fiocco.




Notare il nastro adesivo che attraversa il fiocco, che parte dal punto mediano dell'inferitura ed arriva alla bugna, utilizzato per allineare correttamente le scotte spostando il punto di mura lungo il bompresso (che potrò anche accorciare).
La randa con le stecche non mi sembra malaccio, e la fullbatten superiore pare fare il suo lavoro (foto presa dal poggiolo di casa mia. )
Abbassando il boma, la cima fissata alle due poppe che tiene il bozzello di rinvio della scotta è troppo lunga. Già accorciata.
Il vang ha un braccio di leva corto sull'albero, ma essendo questo molto flessibile ed il vang con un rapporto 8:1, non ci sono problemi a fletterlo.
Mi sono anche reso conto che utilizzando due stralli e due sartie è molto più facile alzare l'albero, e pure con il bompresso non più sostenuto dallo strallo, ma solo dal fiocco, cazzando la dritta del fiocco la tensione delle sartie ne soffre meno. |
Leonardo - IaioXL - 153
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Modificato da - lquaggi in data 08/02/2016 10:45:12 |
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luca10ft
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767 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2016 : 19:06:14
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| lquaggi ha scritto:
Notare il nastro adesivo che attraversa il fiocco, che parte dal punto mediano dell'inferitura ed arriva alla bugna, utilizzato per allineare correttamente le scotte spostando il punto di mura lungo il bompresso (che potrò anche accorciare).
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Quel riferimento lo chiamano TrimLine, ma qui in Italia non credo di averlo visto, neppure sulle barche da regata.
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http://forums.sailboatowners.com/index.php?threads/jib-car-position.162389/
In realtà è solo un riferimento iniziale da cui partire, perché poi la regolazione effettiva (Trim) va fatta in base alle esigenze del momento, al tipo di vela e alle possibilità offerte dal rigging.
Il trasto potrebbe esserti utile per portare il carrello sopravvento, altrimenti puoi usare solo il vang (di cui arretrerei l’attacco sul boma per farlo lavorare intorno ai 45°).
Potresti anche provare un sistema tipo questo, con due strozzatori sulla traversa di poppa se non interferiscono troppo con il timone
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Mario Falci
Moderatore
    

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1559 Messaggi |
Inserito il - 08/02/2016 : 19:07:46
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| L'angolo del vang è troppo piccolo. Praticamente fletti il boma ma quasi tutto il carico lo deve sopportare in realtà l'albero che quindi si flette nella parte bassa. Basterebbe murare il vang alla base dell'albero, se vuoi anche utilizzando i fori della slitta. |
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lquaggi
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Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 09/02/2016 : 08:32:59
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| luca10ft ha scritto: Quel riferimento lo chiamano TrimLine, ma qui in Italia non credo di averlo visto, neppure sulle barche da regata.
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Il mio era provvisorio, solo per trovare la posizione corretta dell'angolo di mura, avendo la posizione della scotta obbligata sulla traversa. L'ho già tolto.
| Il trasto potrebbe esserti utile per portare il carrello sopravvento, altrimenti puoi usare solo il vang (di cui arretrerei l’attacco sul boma per farlo lavorare intorno ai 45°).
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Aspetta a vedere cosa mi sto inventando...  |
Leonardo - IaioXL - 153
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lquaggi
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Inserito il - 09/02/2016 : 08:41:01
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| Mario Falci ha scritto:
L'angolo del vang è troppo piccolo. Praticamente fletti il boma ma quasi tutto il carico lo deve sopportare in realtà l'albero che quindi si flette nella parte bassa. Basterebbe murare il vang alla base dell'albero, se vuoi anche utilizzando i fori della slitta.
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Non mi sembra succeda quello che dici, quest'albero è molto flessibile, e quando ho provato a cazzare il vang, si è flesso abbastanza uniformemente, appiattendo la vela fino in cima. Comunque quando lo vedrete di persona mi direte. Si fa sempre in tempo a spostare qualcosa.
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Leonardo - IaioXL - 153
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