Questo Forum usa i cookies tecnici solamente per immagazzinare
queste informazioni: il tuo Nome Utente e la password, i messaggi letti/visualizzati. Questi cookies sono immagazzinati nel tuo PC/Smartphone. I nostri cookies non
sono usati per seguire le tracce dei tuoi movimenti; non servono ad
altro che migliorare il tuo uso dei Forum. Se non hai abilitato i
cookies nel tuo browser, molte di queste funzioni per migliorare l'uso
dei Forum non funzioneranno. Maggiori informazioni
Dalla foto non sembrerebbe. Comunque è logico che il vettore che rappresenta la forza che eserciti sul vang debba essere scissa in due: una perpendicolare al boma (molto piccola) ed una parallela al boma (grande). Più ti avvicini all'angolo di 45° e più i due fattori si eguaglieranno. Il tuo angolo è inferiore a 30°
Dalla foto non sembrerebbe. Comunque è logico che il vettore che rappresenta la forza che eserciti sul vang debba essere scissa in due: una perpendicolare al boma (molto piccola) ed una parallela al boma (grande). Più ti avvicini all'angolo di 45° e più i due fattori si eguaglieranno. Il tuo angolo è inferiore a 30°
Nelle foto il vang non è cazzato, comunque lo so che hai ragione. Se riesco a fissare il vang sulla rotaia senza che si ingarbugli sul supporto del Gps, lo sposto.
Nel Baby Gorilla “old version” avevo il circuito della scotta randa (A-B-C-D) strozzato a prua, quindi abbastanza simile a quello di 3XL.
Avevo però notato che il tratto parancato A-B si comportava come un Vang perché tratteneva il boma verso il basso, impedendogli di alzarsi anche nelle posizioni molto lasche.
Tuttavia lavorava come un Vang praticamente fisso (cioè non regolabile), perché era sempre in tensione essendo collegato alla restante parte di scotta (tratto B-C-D).
Avevo comunque deciso di montare il carrello sulla traversa posteriore con la scotta strozzata a poppa, per cui non ho ulteriormente approfondito il fenomeno.
Se funzionasse così anche su 3XL, allora il Vang di cui stiamo parlando avrà poca importanza e forse risulterà anche difficile da regolare, mentre in navigazione e nelle regate servono manovre semplici, efficaci e intuitive, soprattutto se si è da soli.
luca10ft ha scritto: Se funzionasse così anche su 3XL, allora il Vang di cui stiamo parlando avrà poca importanza e forse risulterà anche difficile da regolare, mentre in navigazione e nelle regate servono manovre semplici, efficaci e intuitive, soprattutto se si è da soli.
In effetti, se cazzo la scotta si piega l'albero...
Io ho posizionato la scotta in quel modo per non avere nessun impedimento con la barra e lo stick dei timoni. Portando lo strozzatore della scotta sulla traversa posteriore, che fra l'altro è come fanno quasi tutti, quando si cambia bordo, è facile lo stesso girare il timone?
In effetti, se cazzo la scotta si piega l'albero...
Non è poi così strano se pensi che la funzione principale della scotta è quella di controllare lo svergolamento. Se la cazzi a ferro, chiudi tutta la balumina e l’eccesso di potenza si scarica sull’albero che, nelle piccole barche, riesce a flettersi. Nelle barche grosse, dove gli alberi sono molto più rigidi, si flettono attraverso altre manovre (paterazzo, volanti, baby stay).
L’angolo di attacco si controlla invece con il trasto.
Se non hai il trasto, allora devi controllare l’angolo di attacco con la scotta, ma poi ti serve il vang anche nelle andature strette per controllare lo svergolamento.
Su “Trim” queste cose sono spiegate abbastanza bene (ad es. a pag. 66 – v. vang sheeting)
lquaggi ha scritto:
Portando lo strozzatore della scotta sulla traversa posteriore, che fra l'altro è come fanno quasi tutti, quando si cambia bordo, è facile lo stesso girare il timone?
Con la scotta sulla traversa posteriore, barre del timone e stick stanno dietro.
Fai passare lo stick da una mura all’altra ruotandolo verso poppa anziché verso prua come si farebbe sulle derive. Quando si usano stick molto lunghi per stare al trapezio (come nel classe A) questa soluzione è obbligata perché davanti comunque non passerebbe in quanto ostacolato da albero e boma.
In teoria può sembrare difficile perché appare una cosa innaturale, ma dopo qualche virata non ci fai più caso e diventa tutto automatico. É più difficile passare sotto il boma senza sbatterci la testa
Modificato da - luca10ft in data 12/02/2016 07:11:24
Ero riuscito a fare un carrello WindWard. Funzionava, ma non mi convinceva, vuoi per la non perfetta scorrevolezza del meccanismo, vuoi per la dubbia robustezza. Peccato, ci rimurginerò sopra più a lungo.
Intanto allora ho fatto un carrello classico. Contemporaneamente sposto l'attacco della scotta sul boma giusto sopra la traversa posteriore, dove fisserò la rotaia, così il circuito è più semplice.
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene!
Modificato da - lquaggi in data 16/02/2016 10:19:22
La cima è una sola, e fa il circuito completo. A banco mi sembra che non vada malaccio, dovrebbe essere più raggiungibile non avendo le estremità che vanno dappertutto, e meno difficile che si incattivisca da qualche parte.
I ganci di fissaggio alle estremità sono rivettati, ma non bloccati, grazie ad un tubetto in ottone infilato nel foro del gancio, più lungo dello spessore dello stesso, così il rivetto è fissato, ma il gancio può ruotare, allineandosi alla cima quando il carrello è all'estremità della rotaia.
Sulla traversa, per fissare la rotaia, ho rivettato delle fettine ricavate da un avanzo di tubo. In questo modo il foro filettato su cui sono avvitate le viti ha uno spessore doppio, e resta una fessura sufficiente a passare le cinghie di fissaggio del trampolino.
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene!
Modificato da - lquaggi in data 19/02/2016 23:54:43
Fatto sabbiare l'albero, chiuso con resina e fibra tutti i fori inutilizzati, dato una mano di fondo, stuccato, carteggiato e infine riverniciato tinta alluminio
Abbassato l'attacco inferiore del vang
Installato il carrello della randa (spostando in avanti il punto di scotta)
Fissato dei moschettoni che con degli elastici tengono in ordine le drizze
Inventato una barra per agganciare il carrello alla traversa anteriore (pare che sia funzionale, vedremo sul campo)
In barca normalmente si cerca di evitare le cose che possono sbattere. In questo caso il moschettone sbatte sull’albero e piano piano lo rovina.
Immagine: 52,54 KB
Io raccolgo le drizze tramite semplice elastico avvolto intorno all’albero (poca spesa molta resa ).
Immagine: 14,06 KB
Eliminerei anche quel moschettone.
Immagine: 46,99 KB
Meno peso e meno cose che possono rompersi o dare fastidio. Basta il grillo del bozzello che ti porterà via qualche secondo in più rispetto al moschettone. In questo modo sollevi la scotta che corre sotto il boma e che ti darà meno impicci nelle virare e nelle strambate (dovendoci passare sotto).
Modificato da - luca10ft in data 20/03/2016 11:05:09
Come angoli sembrano buoni. Tieni comunque presente che sono sempre influenzati dalle condizioni meteo-marine (onda, corrente, intensità, salti e variazione del vento). Ovviamente più sono stretti e meglio è.
Questo è il tracciato dell’uscita di ieri con la mia barca grande. Avevo il fiocco olimpico davanti alle crocette e con il barber potevo stringerlo quanto volevo, anche fino all’albero. La randa posso regolarla di conseguenza perché con il tasto posso portare il boma anche sopravvento.
Un po' di onda e vento leggero (4-5 nodi da NNE) ballerino e in rotazione verso SE nei primi bordeggi di bolina (bordi 1-7), poi si è stabilizzato e ha rinforzato un pochino fino a 7-8 nodi (bordi 8-12 sempre di bolina), riprendendo a girare e calare nei bordi successivi (da 12 in poi ero al lasco con due bordi in poppa piena a farfalla 14-15 e 16-17). Dopo il bordo 19 c’erano 3-4 nodi, per cui ho ammainato tutto e sono rientrato a motore, altrimenti avrei fatto notte
Immagine: 98,91 KB
Modificato da - luca10ft in data 14/09/2016 08:30:52
chiedo un aiuto agli esperti di Garmin... alla fine della giornata, dopo tre prove sullo stesso percorso mi trovo sul tracciato un groviglio inestricabile ( cioè si può percorrere col cursore, ma la vista d'insieme è squallida) E' possibile sezionare il percorso in pezzettini, per esempio nelle tre prove? Come si fa?
Non credo che si possa con Garmin Connect e neanche con Google Maps (dove avevo caricato il percorso inserito nel mio intervento precedente).
Avresti dovuto fare una registrazione per ogni prova.
Se hai conservato il file registrato dall’Etrex10 (Current.gpx) puoi tentare in questo modo: - fai una copia del file - la apri con “Blocco note” o “WordPad” (come ti trovi meglio) - ti compare la sequenza dati, cioè coordinate, altitudine, data, ora, minuti e secondi di ciascuna posizione registrata negli intervalli prestabiliti (es. ogni 15 secondi) - cancelli la parte di tracciato che non ti interessa (ad es. dal punto registrato alle ore 10:33:28 al punto registrato alle ore 11:05:43) - chiudi il file e salvi le modifiche mantenendo l’estensione .gpx - lo ricarichi su Garmin Connect o Google Maps (qui puoi visualizzare la mappa a tutto schermo).
Se funziona, fai un’altra copia dell’originale e ripeti le operazioni cancellando e conservando altre parti del tracciato. In questo modo ottieni un file-dati per ogni prova.
A proposito di GPS. Quest’anno ho un po’ trascurato il Baby Gorilla per dedicarmi al kayak (semi-autocostruito) con cui ho già percorso oltre 125 miglia (ovviamente tutte a forza di braccia ). Per evitare di portarmi appresso troppa elettronica, ho comprato (per circa lo stesso prezzo dell’Etrex10) un cellulare “Rugged” (IP68), cioè di quelli impermeabili che possono stare anche sott’acqua (l’ho provato) e cadere sui sassi senza rompersi (provato anche questo), su cui ho caricato un applicativo GPS (free) semplice ma completo (cioè che fornisce tutti i dati di navigazione e registra le tracce, anche su base cartografica). Non è preciso come un vero GPS, però l’ho trovato una buona alternativa se si vuole fare tutto con una sola apparecchiatura (telefonate di emergenza, foto, video, ecc.). L’unico aspetto negativo è il display che, sotto il sole, è meno visibile di quello dell’Etrex (c’è però anche la possibilità di ricevere informazioni vocali). Ma per un centinaio di euro non si può pretendere la luna