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capelizzari
Segretario classe 10'
   

Prov.: Milano
Città: burago
942 Messaggi |
Inserito il - 02/07/2014 : 14:08:30
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| lquaggi ha scritto:
Una domanda per gli esperti.
Mi sto accingendo a costruire gli scafi, e ho un quesito sulle derive: La scassa dove infilarle.... quanto lasco posso dargli? Tenendo conto lo spessore della vernice sui due lati della deriva e sulle pareti interne della scassa, penso che già lì mi servano un paio di millimetri almeno. Poiché l'inserimento e l'estrazione devono essere ovviamente agevoli (devo pensare anche ad un eventuale rigonfiamento del legno per l'umidità?), aggiungo altri 3-4 millimetri? E' ininfluente se la deriva balla un pò perché leggermente lasca?
Attendo risposta con ansia per iniziare il taglio del legno. 
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Preferisco lasciare ad altri l'onere della risposta. Io tendo a fare la cose precisine, e poi devo martellare per infilare la deriva...! Però 3/4 mm di agio mi sembrano troppi. Ciao |
Carlo |
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lquaggi
Utente Senior
   

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Città: Montecchio Maggiore
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Inserito il - 02/07/2014 : 16:26:09
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| Phil Masnagh ha scritto: Tieni conto che andare a verniciare un domani, ma anche un oggi, dentro alla cassa di deriva richiede pazienza e rullino piccolo. Perquindi potrebbe essere una buona idea quella di far scorrere la deriva su "guanciotte" di materiale plastico idoneo (non troppo duro e flessibile) che ricoprano in parte le pareti interne della cassa. Così non si rovina troppo la verniciatura ma ci si complica un po' la vita (fissare le guanciotte).
Alcune barche da regata hanno poi una striscia di tale materiale plastico flessibile, con un taglio longitudinale, a chiusura della fessura inferiore della cassa. Cioè se estrai la deriva i due lembi del taglio si richiudono e tappano il buco. Il fondo dello scafo diventa così bello liscio (rimane solo una piccolissima fessura longitudinale). Questo dispositivo è presente sull'Europa Nautivela accorciata a diecipiedi di mio fratello (N° velico 14). Se vuoi gli faccio una foto.
La deriva deve poter scorrere agevolmente altrimenti in navigazione perdi tempo inutilmente con martello (cit.) ed estrattore . Però io non sono un esperto costruttore e non saprei indicarti quanti millimetri sia meglio lasciare, se il legno gonfia o non gonfia, ecc.
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Avevo pensato anch'io alle guanciotte in nylon, ed anche alle pareti della cassa più larghe, strette solo a livello della coperta e del fondo, con un invito a pendola su queste ultime per agevolare l'inserimento. Spero sempre in qualcuno che mi dica quanto lasco al massimo si possa dare..  |
Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
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luca10ft
Utente Senior
   

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Inserito il - 02/07/2014 : 16:44:48
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derive? vuoi proprio complicarti la vita? beh! contento te  |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 02/07/2014 : 19:00:14
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| luca10ft ha scritto:
derive? vuoi proprio complicarti la vita? beh! contento te 
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Costruendo due scafi a fondo piatto, penso siano indispensabili. Comunque hai ragione, mi piace complicarmi la vita. Questo è un lavoretto un po' complicato che ho fatto qualche anno fa, a partire dal disegno in Autocad, costruzione tutta in legno, e poi in volo. Sono 9 kg per 1.80 di apertura alare.
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Leonardo - IaioXL - 153
Finalmente una barca che naviga bene! |
Modificato da - lquaggi in data 16/11/2014 16:44:07 |
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Mario Falci
Moderatore
    

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Inserito il - 02/07/2014 : 22:33:06
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Io faccio cosí: Utilizzo le derive come stampi maschi. Avvolgo carta e poi plastica attorno alla deriva per l'altezza dello scafo. Poi avvolgo tessuto di vetro, resinando. Infine estraggo la cassa di deriva bella pronta e con il giusto profilo. Importante avvolgere con parecchio materiale la deriva ( anche 1 mm) e di farlo dove la deriva ( che non é mai perfetta) é più spessa. La cassa all'interno sará liscia come la plastica e non deve essere verniciata perché all'interno i raggi uv non hanno grande effetto. Cosí pronta la si trasferisce all'interno dello scafo incollandola alla coperta e alla chiglia. |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 02/07/2014 : 23:08:45
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| Mario Falci ha scritto:
Io faccio cosí: Utilizzo le derive come stampi maschi. Avvolgo carta e poi plastica attorno alla deriva per l'altezza dello scafo. Poi avvolgo tessuto di vetro, resinando. Infine estraggo la cassa di deriva bella pronta e con il giusto profilo. Importante avvolgere con parecchio materiale la deriva ( anche 1 mm) e di farlo dove la deriva ( che non é mai perfetta) é più spessa. La cassa all'interno sará liscia come la plastica e non deve essere verniciata perché all'interno i raggi uv non hanno grande effetto. Cosí pronta la si trasferisce all'interno dello scafo incollandola alla coperta e alla chiglia.
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Buona idea. Ci penso, anche se le mie derive, essendo in legno, le lascio a sezione rettangolare dentro lo scafo, per piallare meno. Quindi una cassa costruita in legno ha già la forma giusta.
Buona però l'idea della resina e fibra per l'impermeabilità e per la scorrevolezza. |
Leonardo - IaioXL - 153
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
Città: Milano
1559 Messaggi |
Inserito il - 02/07/2014 : 23:49:12
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| Nella tua soluzione c'è un problemino che io ho scoperto dopo aver navigato. Ci sono situazioni in cui devi sollevare la deriva. Accade quando hai poco fondo ( vedi Venezia) quando stai atterrando ma hai bisogno ancora di un po' di deriva, quando vai di poppa e non vuoi avere l'attrito inutile della deriva. In tutti questi casi avrai sollevato la deriva e la parte a sezione rettangolare sará esterna alla cassa, mentre la zona con il profilo si troverá nella cassa parallelepipeda. Cosá accadrá? L'acqua entrerá nella cassa attraverso le fessure creando vortici ed attrito. Tutto questo per non piallare anche la parte superiore della deriva. |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 03/07/2014 : 07:44:58
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| lquaggi ha scritto: Questo è un lavoretto un po' complicato che ho fatto qualche anno fa, a partire dal disegno in Autocad, costruzione tutta in legno, e poi in volo. Sono 9 kg per 1.80 di apertura alare.
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Molto bello, complimenti, ma qui la complicazione è inevitabile. Io mi riferivo a quelle evitabili  Mio fratello ha costruito un biplano vero (cat. ultraleggeri), dopo essersi stancato di modellini e deltaplani a motore (anche questi autocostruiti). Ancora non pago, ne ha da poco iniziato un altro di concezione più moderna (monoplano), sempre ultraleggero. Ma quest’ultimo è ancora più complicato perché dispone solo del progetto, peraltro tutto in pollici perché americano (del biplano aveva invece la scatola, anzi, lo scatolone, di montaggio).
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Quanto alle derive, anch’io avrei fatto come suggerisce Mario Falci. La resina dovrai comunque comprarla per gli incollaggi e le fazzolettature, per cui qualche etto in più che ti servirà per le casse saranno soldi spesi bene.
Se proprio vuoi fare le casse in legno a sezione rettangolare, allora ti converrebbe verniciare prima le tavole (sul lato interno della cassa almeno 7-8 mani di poliuretanica, che è più resistente ai graffi), verniciando poi anche le derive. Avendo così ottenuto gli spessori definitivi, potrai meglio regolare il taglio, oltre a semplificarti la vita evitando di verniciare all’interno della cassa una volta assemblata (che sarà larga poco più di 2 cm).
Su quanto gioco lasciare non saprei darti indicazioni precise (avendo risolto il problema alla radice ), ma credo non più di 1 mm per lato. Tieni presente che più gioco avrai, più si infiltrerà sabbia o altro materiale che avrà effetto abrasivo, non solo dannoso per lo scorrimento, ma anche perché asporterà la vernice all’interno della cassa scoprendo il legno. Questo assorbirà l’acqua, iniziando a infradiciarsi e a gonfiarsi rendendo più difficoltoso lo scorrimento.
Per evitare (o limitare) questo problema, potresti ricorrere alle guanciotte in nylon che avevi in mente, che però hanno un peso molto superiore al legno, oltre ad un costo e a problemi di fissaggio. In alternativa potresti laminare l’interno della cassa (ovviamente tavola per tavola prima di assemblarle, altrimenti dopo sarà impossibile), ma a questo punto ti converrebbe farla tutta in resina come detto sopra.
Per evitare (o ridurre) i problemi da ultimo evidenziati da Mario Falci (dovuti alla mancata corrispondenza tra sezione della cassa e sezione della deriva), potrai ricorrere alle due strisce di gomma sulla chiglia come suggerito da Phil Masnagh (sulla mia deriva erano fissate alla carena attraverso un telaietto inox). Ma anche questo è un lavoro (e una spesa) che potresti evitare con cassa e deriva di identica sezione maschio e femmina.
Insomma, anche a me piace la vita complicata, ma solo per lo stretto indispensabile….. 
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capelizzari
Segretario classe 10'
   

Prov.: Milano
Città: burago
942 Messaggi |
Inserito il - 03/07/2014 : 08:07:26
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| lquaggi ha scritto: Questo è un lavoretto un po' complicato che ho fatto qualche anno fa, a partire dal disegno in Autocad, costruzione tutta in legno, e poi in volo. Sono 9 kg per 1.80 di apertura alare.

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Bello, anzi, splendido. Complimenti davvero.
Per le casse, il suggerimento di Mario è ottimo: l'ho usato anch'io su sorciverdi, ma non va bene se vuoi la possibilità di regolare la posizione della deriva- Almeno all'inizio forse è meglio lasciare un bel po' di agio longitudinale, soprattutto se non hai ancora la vela definitiva e vuoi provarne diverse. Quando avrai trovato la posizione giusta potrai sempre riempire i vuoti. Allora potrai anche fare una chiusura con le stesso profilo della deriva, rastremato all'interno della cassa per non avere gradini che ostacolino l'introduzione della deriva. Anche il sistema delle strisce di gomma aiuta molto a ridurre i vortici: è normalmente usato sulle derive, anche olimpiche (470/420). Per fissarle bastano due striscette di alluminio anodizzato avvitato. Ci sono anche ottime colle. Insomma, le soluzioni sono molteplici. Ciao |
Carlo |
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lquaggi
Utente Senior
   

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683 Messaggi |
Inserito il - 03/07/2014 : 08:32:25
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Quasi una pagina solo per le derive. Non oso pensare quando chiederò consigli per la vela. 
Ora rumino e digerisco per qualche giorno i vostri suggerimenti.
P.S. - Carlo, ci sarai a Tavernola con il Bipée? |
Leonardo - IaioXL - 153
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capelizzari
Segretario classe 10'
   

Prov.: Milano
Città: burago
942 Messaggi |
Inserito il - 03/07/2014 : 10:08:28
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| lquaggi ha scritto:
Quasi una pagina solo per le derive. Non oso pensare quando chiederò consigli per la vela. 
Ora rumino e digerisco per qualche giorno i vostri suggerimenti.
P.S. - Carlo, ci sarai a Tavernola con il Bipée?
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No, sempre in ferie con nipotame Ci vediamo a Settembre- Ciao |
Carlo |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 03/07/2014 : 11:43:16
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| capelizzari ha scritto:
| lquaggi ha scritto:
Quasi una pagina solo per le derive. Non oso pensare quando chiederò consigli per la vela. 
Ora rumino e digerisco per qualche giorno i vostri suggerimenti.
P.S. - Carlo, ci sarai a Tavernola con il Bipée?
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No, sempre in ferie con nipotame Ci vediamo a Settembre- Ciao
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Posso solo dire.... Buone ferie. Io, se va bene, faccio solo la settimana di ferragosto  |
Leonardo - IaioXL - 153
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 03/07/2014 : 22:02:48
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| Phil Masnagh ha scritto: Se non sai quale larghezza dare alla cassa, falla inizialmente smontabile. Ci metti dei bei bullonazzi così la spessori come vuoi, poi la incollerai successivamente, dopo i tests.
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Potrebbe essere un'idea... |
Leonardo - IaioXL - 153
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
Città: Milano
1559 Messaggi |
Inserito il - 03/07/2014 : 23:37:25
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Cosa intendi per freccia positiva e negativa? La cassa smontabile...... Come la fai stagna? |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 04/07/2014 : 06:39:29
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| Phil Masnagh ha scritto:
Effettivamente senza derive ci sarebbe tanto meno casino... Vero Luca10ft?
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Verissimo, e non solo in fase costruttiva, che sarebbe poi il meno.
Siamo appena all’inizio di stagione, ma qui io già cerco di evitare i fine settimana perché la spiaggia è talmente affollata che farsi largo tra i bagnanti (specie anziani e bambini) è già un’impresa, nonostante le acque del corridoio di uscita (ben delimitate dai gavitelli) siano riservate a noi. Poi devi stare attento alle altre barche (inclusa una nutrita flottiglia di optimist della scuola di vela), ai windsurf, ai kitesurf, alle canoe, alle tavole a remi (che rendono il corridoio più trafficato di una strada del centro all’ora di punta). Del resto quest’anno mi sono appoggiato ad uno dei centri velici più operativi della provincia di Rimini.
In questo contesto (a volte di vero caos), ho già il mio bel daffare nella regolazione dei due timoni (poiché il fondale degrada molto lentamente), oltre a dover maneggiare stick e scotta randa (tra un po’ ci sarà anche quella del fiocco).
Insomma, è un bel sollievo non dover pensare pure alle derive, anche perché, una volte sollevate, renderebbero difficoltoso il movimento sul trampolino (essendo io di massa piuttosto ingombrante), mentre sono proprio le fasi di partenza e di atterraggio che richiedono maggiore attenzione e prontezza di manovra.
Però ammetto che le derive aggiungono una pennellata di marinità non certo trascurabile.... almeno in apparenza.... 
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Modificato da - luca10ft in data 04/07/2014 06:40:01 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 04/07/2014 : 19:50:23
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| Phil Masnagh ha scritto:
@ Luca: scafo sderivato impone fiocchetto bomato autovirante con caricabbasso.
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Ma dove l’hai letta questa cosa? Addirittura bomato e autovirante? Ma lo sai quanto pesano boma e sistema autovirante? E il caricabasso a che servirebbe? Secondo me il fiocco non è indispensabile, ma se c’è è meglio…  Ovviamente dipende dal cat 
| Phil Masnagh ha scritto:
Interessante il fratello aviatore autocostruttore. Mi piacerebbe saperne di più (magari ha un sito). 
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Fratello aviatore auto costruttore molto avvezzo alle cose manuali, ma abbastanza refrattario a teoria e pc (il contrario del sottoscritto). Quindi niente sito. Se vuoi posso mandarti qualche foto del biplano in costruzione e finito. Quello nuovo è ancora abbastanza indietro. Credo che stia finendo le centine delle ali.
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Modificato da - luca10ft in data 04/07/2014 19:51:18 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 08/07/2014 : 07:01:39
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| Phil Masnagh ha scritto:
Ovviamente non parlavo del tuo cat, il tuo va benissimo come l'hai fatto. 
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Direi che il “benissimo” è un complimento al momento immeritato  . Secondo me va abbastanza bene ma può essere migliorato, soprattutto riguardo al piano velico. Ovviamente può essere anche peggiorato attraverso soluzioni sbagliate o inadeguate 
| Phil Masnagh ha scritto:
Parlavo per tutti gli altri. Per il mio per esempio. Il boma può essere un tubeeetto leggero o anche un manico di scopa. Quanto peserà? Boh, tantissimo credo. Il fiocco potrebbe essere inferito allo strallo, anche non ammainabile in navigazione, tanto per le brevi uscite diurne va più che bene. Il boma passa sotto alla patta d'oca (perchè io ce l'ho la patta d'oca...) e sporge in avanti di un tot. All'estremità anteriore c'è l'attacco per il caricabbasso, che in realta "carica in alto". Però il boma, che passa sotto alla patta d'oca, basculerà attorno a questo suo fulcro e il bordo d'uscita del fiocco sarà di conseguenza tesato. Come carica-alto si può scegliere tra mille soluzioni: per esempio una sagoletta rinviata in coperta tramite un bozzello piazzato sull'albero, poco sopra alla penna del fiocco. Oppure un sistema fisso, cioè non regolabile in navigazione, che potrebbe essere un paranchetto tipo windsurf o un arridatoio fissato allo strallo un tot sopra alla patta d'oca (arridaje con 'sta cosa...).
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Per tutti gli altri (ma anche per il mio) credo che le soluzioni migliori siano quelle già ampiamente sperimentate e da adattarsi poi alle circostanze. Quella del fiocco bomato non mi sembra una soluzione ottimale, ma solo di ripiego (come il sistema auto virante). Del resto sui cat i boma stanno scomparendo anche dalle rande, per cui non mi sembra logico andarlo a reintrodurre sulla vela di prua. Chi opta per il catamarano non dovrebbe farlo se ha intenzione di uscire con le ariette, salvo dotarlo di un piano velico esagerato che lo farà scuffiare alla prima raffichetta. Già sopra i 6-7 nodi (che diventano almeno 9 o 10 di apparente) il vento spinge a sufficienza per non far sbattere le vele, che non hanno quindi bisogno di boma, tangoni o bracci simili.
Ma sei proprio sicuro che il tuo cat denominato “scoglio” non fosse tale causa inadeguatezza del piano velico, la cui importanza fondamentale (al pari o forse più delle forme di carena) mi sembra ormai assodata e condivisa da tutti?
Io non ho la patta d’oca perché lo strallo verrà attaccato al bompresso (di cui ne ho due, uno corto per il fiocchetto piccolo attualmente in costruzione, e un altro più lungo per quando avrò anche il code 0 o il gennaker) a sua volta tesato attraverso due briglie di collegamento agli scafi (come su Bipèe).
Il fiocco sarà ingarrocciato e avrà un retriver che consentirà di ammainarlo anche in navigazione e, in particolare, in fase di atterraggio al fine di depotenziare la barca e rallentare la corsa, evitando così di andare addosso a qualche bagnante distratto (che si trova dove non dovrebbe stare) o ad altre barche che stanno atterrando insieme a me. L’unica innovazione sarà il sistema di strozzaggio della scotta, affidato ad un unico strozzatore pivottante posto al centro della traversa prodiera e fissato alla torretta inox sotto l’albero. Questi i vantaggi: - strozzatore più vicino all’equipaggio posizionato, normalmente, a centro barca o sopravvento. Rispetto al sistema tradizionale (con i classici due strozzatori a dritta e a sinistra dell’albero), non ci sarà bisogno di sbilanciarsi sottovento (con conseguente rischio scuffia) per regolare la scotta; - minor peso (anche se limitato a qualche centinaio di grammi) e sensibile risparmio di spesa. Lo svantaggio sarà la perdita di un ottimo spazio dove alloggiare il GPS
| Phil Masnagh ha scritto:
Quanto al fratello aviatore: a me interessa ogni cosa, grassie, compreso conoscere che aereo sta costruendo ora. 
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Ok. No problem. Mi informo meglio puoi riferirò, anche perché è un settore che conosco molto poco (ignoro addirittura che modelli siano, anche se mi sembra di aver capito che sono molto diffusi nell’ambito degli ultraleggeri). Se mi dai il tuo indirizzo mail recupero qualche foto del biplano poi te la mando. Di quello nuovo al momento c’è solo un mucchio di centine alari appoggiato sopra un tavolo e due travetti grezzi di legno (Duglas) in attesa di essere trasformati nei longaroni delle ali (mi sembra che il progetto sia anche reperibile su internet. Chiedo i riferimenti poi te li passo). Posso anche mandarti il suo numero di telefono. A voce è piuttosto disponibile. A scrivere lo è invece molto meno  
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Modificato da - luca10ft in data 08/07/2014 07:10:48 |
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 17/07/2014 : 17:52:01
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Per il mio per esempio. Il boma può essere un tubeeetto leggero o anche un manico di scopa. Quanto peserà? Boh, tantissimo credo. Il fiocco potrebbe essere inferito allo strallo, anche non ammainabile in navigazione, tanto per le brevi uscite diurne va più che bene. Il boma passa sotto alla patta d'oca (perchè io ce l'ho la patta d'oca...) e sporge in avanti di un tot. All'estremità anteriore c'è l'attacco per il caricabbasso, che in realta "carica in alto". Però il boma, che passa sotto alla patta d'oca, basculerà attorno a questo suo fulcro e il bordo d'uscita del fiocco sarà di conseguenza tesato. Come carica-alto si può scegliere tra mille soluzioni: per esempio una sagoletta rinviata in coperta tramite un bozzello piazzato sull'albero, poco sopra alla penna del fiocco. Oppure un sistema fisso, cioè non regolabile in navigazione, che potrebbe essere un paranchetto tipo windsurf o un arridatoio fissato allo strallo un tot sopra alla patta d'oca (arridaje con 'sta cosa...).
Per la verità vedendo le foto del tuo scübidu peraltro ben fatto non riesco a capire come riuscivi a manovrare il fiocco e come lo regolavi ingrassandolo o smagrendolo . mi interessa molto l'argomento perché sul nuovo tri sto realizzando un'armo a "balestron simile al tuo (ancora una volta copiando) e intendo poterlo regolare in navigazione. Buon ventilatore |
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 26/07/2014 : 07:24:27
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Piano piano, ma la costruzione sta andando avanti. Dopo le ferie metterò insieme gli scafi (fondo e fiancate). Allora posterò una fotina o due. 
Intanto buone ferie a tutti. Io vado al Lago di Caldonazzo, dove spero di fare un po' di pratica con la mia canoa a vela. |
Leonardo - IaioXL - 153
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lquaggi
Utente Senior
   

Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore
683 Messaggi |
Inserito il - 01/09/2014 : 17:12:00
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Ieri sera, verso le 11, il mio catamarano ha ricevuto il battesimo dell'acqua...
20 CM DI ACQUA IN GARAGE PER IL NUBIFRAGIO DI IERI SERA!!!!!!!
Avevo appoggiato il primo scafo per terra proprio la mattina, su due muraletti, per iniziare la costruzione del secondo scafo.
Quando, avvisato dai miei vicini, sono corso giù in garage, ho trovato lo scafo che galleggiava bellamente in giro per il garage, con acqua anche dentro, visto la presenza della fessura per la deriva.         
L'ho subito svuotato e caricato sopra l'altro scafo, sui cavalletti dove si stava incollando. Ho dovuto anche salvare i fogli di compensato per le due coperte, bagnati anche quelli per 10 cm circa.
Per fortuna è compensato marino, stamattina era già asciutto e senza danni.
Ovviamente ho passato la giornata a svuotare, asciugare, pulire, buttare.... 
Già costruito una mensola per tenerlo più alto da terra, in attesa che sia verniciato e allora, anche se si bagna, non importa. |
Leonardo - IaioXL - 153
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Modificato da - lquaggi in data 01/09/2014 23:42:30 |
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