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F O R U M    1 0 ' - Catamarano treXL in cantiere
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 Catamarano treXL in cantiere
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 04/06/2014 : 06:44:10  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
lquaggi ha scritto:

Domanda per Jacopo:

Per proteggere il fondo degli scafi quando la barca striscia a terra o sulla battigia, ho pensato di incollare una chiglia esterna (Es. Listello 15*15mm), da prua a poppa, interrompendola ovviamente dove escono le derive...

Si può fare?




Un buon progetto è dato dalla capacità di armonizzare le varie componenti di una barca che si influiscono (e interferiscono) a vicenda, evitando così anche sovra e sotto dimensionamenti (inutili e, a volte, controproducenti, i primi; pericolosi i secondi).

Sicuramente quella chiglietta assolverà all’uso che hai in mente (staccare lo scafo dal terreno proteggendolo da graffi e altri danneggiamenti).

Potrebbe però avere anche altri riflessi (positivi o negativi)… meno terrestri e più marini?

Forse si.

Ad esempio quello di integrare il piano di deriva.

Se con un vento apparente di 8 nodi fai una velocità di 3 nodi sfruttando il massimo piano velico di classe (8 mq), ti servirà, di norma, una superficie di deriva di 0,25 mq.

v. formula generale in questa discussione
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=451&whichpage=2

La tua chiglietta profonda 1,5 cm svilupperà una superficie di 0,045 mq. ossia quasi un quinto (20%) della superficie di deriva necessaria (che si aggiunge alla superficie immersa degli scafi, alle derive vere e proprie e, per qualcuno, anche alla superficie dei timoni).
Sicuramente sarà meno efficiente della stessa superficie orientata in senso opposto (cioè larga 1,5 cm e profonda 3 mt), ma ciò non mette in discussione il dato ottenuto dalla formula generale (con una deriva stretta e profonda otterrai lo stesso risultato antiscarroccio con meno superficie).

Se invece di 3 nodi ne fai 4, allora la superficie di deriva necessaria si riduce a 0,14 mq e la tua chiglietta ne costituirà addirittura un terzo (33%).

Questo per quanto riguarda il problema dello scarroccio.

Ci sarebbe poi la questione manovrabilità.

Ma qui mi fermo anche perché la domanda era rivolta al Jacopo


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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 04/06/2014 : 07:15:22  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
luca10ft ha scritto:
.....
Ci sarebbe poi la questione manovrabilità.

Ma qui mi fermo anche perché la domanda era rivolta al Jacopo


Vero che era rivolta a Jacopo, in quanto progettista dello scafo, ma ogni intervento, per un profano come me, è sempre il benvenuto.

Leonardo - IaioXL - 153

Finalmente una barca che naviga bene!
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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 04/06/2014 : 18:12:30  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Beh! Si, la mia era solo una battuta per evitare (prigramente ) un argomento assai complesso (e anche un po' noioso), di cui si è già discusso parecchio ma che sconta ancora molte incertezze (sul piano teorico).

Comunque se intanto vuoi iniziare ad approfondire, dai un’occhiata a questa discussione dove si propone un approccio un po’ più pragmatico

http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=405



Modificato da - luca10ft in data 04/06/2014 18:19:35
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Luigi
Utente Senior

Prov.: Milano
Città: Bussero


447 Messaggi

Inserito il - 04/06/2014 : 21:50:15  Mostra Profilo Invia a Luigi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ciao, se vuoi solo proteggere lo scafo senza aumentare il profilo, ti dico la mia....stufo di ritoccare la chiglia degli amas dopo ogni regata in quanto basta lasciare un minuto la barca sullo scivolo cementizio per grattare il punto che tocca terra, l'ultima volta, solo sull'amas danneggiato, già che usavo della resina per riparare il compensato di pioppo, ho incollato un listellino di acciaio inox (stecca che irrigidisce i tergicristalli auto), poi carteggiato e dipinto.
Non l'ho ancora collaudato, ma sicuramente l'acciaio scivolerà sul cemento, senza consumare il legno sottostante.
A volte bastano pochi grammi di materiale di risulta per rendere perfetto un lavoro.
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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 04/06/2014 : 23:41:19  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Luigi ha scritto:

Ciao, se vuoi solo proteggere lo scafo senza aumentare il profilo, ti dico la mia....stufo di ritoccare la chiglia degli amas dopo ogni regata in quanto basta lasciare un minuto la barca sullo scivolo cementizio per grattare il punto che tocca terra, l'ultima volta, solo sull'amas danneggiato, già che usavo della resina per riparare il compensato di pioppo, ho incollato un listellino di acciaio inox (stecca che irrigidisce i tergicristalli auto), poi carteggiato e dipinto.
Non l'ho ancora collaudato, ma sicuramente l'acciaio scivolerà sul cemento, senza consumare il legno sottostante.
A volte bastano pochi grammi di materiale di risulta per rendere perfetto un lavoro.



Potrebbe anche andare bene un profilo in alluminio, di quelli che vendono anche al brico per coprire la fine dei fogli di linoleum incollati al pavimento, deciderò al momento.

Leonardo - IaioXL - 153

Finalmente una barca che naviga bene!
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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 04/06/2014 : 23:46:29  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Una domanda a Carlo sulle misure del Bipée:

La traversa anteriore, dovendo sostenere anche l'albero, è ovviamente più avanzata rispetto al progetto del Triciclo. Questo ha comportato sicuramente l'allungamento del telone centrale. Nessun problema per questo?

Altra domanda:

Il telone è legato anche alle fiancate degli scafi. Hai messo dei rinforzi all'interno, o hai semplicemente avvitato degli occhielli alle fiancate (e ai listelli interni, immagino)?

Leonardo - IaioXL - 153

Finalmente una barca che naviga bene!
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FABIOS
Utente Senior


Città: LUGANO


359 Messaggi

Inserito il - 05/06/2014 : 17:41:41  Mostra Profilo Invia a FABIOS un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Jacopo ha scritto:

Di solito, ci sono solo venticelli deboli e, per giunta, incostanti e variabili.
E' il posto ideale per il primo varo di un prototipo: non corri nessun rischio.
Quest'anno sembra che potremo contare su qualche bel temporale !!!
Spero di reincontrarti.
Ciao
Jacopo


purtroppo sono in ritardo per la Velalonga e per di più la domenica di Porto Ceresio sarö in vacanza in Francia
proponevo se a qualcuno puö interessare di fare uno o più ritrovi non competitivi nel mese di Luglio o Agosto per fare delle "prove libere" visto anche il numero di settimane senza regate
a qualcuno Interessa?
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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 09/06/2014 : 19:03:56  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Oggi ho a casa i 3 tubi per le traverse. Li ho acquistati a MetalParma, ditta trovata qui o su Cantierino, non ricordo bene.

Devo confermare che sono molto professionali e seri. Contattati Lunedì, 2-3 mail di discussione, fatto bonifico giovedì, tubi arrivati oggi.

Inoltre il prezzo non è per niente esoso. Dovete sapere che mio fratello fa il fabbro, e ovviamente avevo prima chiesto a lui di procurarmeli. Di fatto, avrei risparmiato al massimo 10 euro, e oltretutto dovevo comprare verghe da 6 metri. Poiché ho preso 3 pezzi da 220 cm, per essere sicuro (casomai poi li accorcio), avrei dovuto prendere per forza 2 verghe di materiale.

Infine, l'imballo comprende una tavola di legno lunga 220 cm, larga 15 cm, e spessa 1,5-2 cm. Se non è proprio legnaccio, andrà benissimo per tutti i rinforzi che avrò bisogno di inserire negli scafi.

P.S - Chiedo a Carlo, se mi legge, se può rispodere alla domanda poco qui sopra.

P.P.S. - E ora iniziano i lavori!

Leonardo - IaioXL - 153

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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 09/06/2014 : 22:08:08  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Oggi ho montato lo scaletto e ho composto le sagome di plastica a formare lo scafo:





Che ve ne pare? Peccato che non si possa navigare con questo, l'ho costruito in 20 minuti.

Ho notato però un'imperfezione, magari dovuta al disegno delle sagome, non so, ma la coperta è troppo corta di 1,5 cm. Dovrò tagliarla un po' più lunga.

D'altronde, ho fatto le sagome e le ho montate proprio per questo, per essere sicuro di tagliare il legno correttamente.

P.S - Certo che fuori dall'acqua è bello grande!!

Leonardo - IaioXL - 153

Finalmente una barca che naviga bene!

Modificato da - lquaggi in data 16/11/2014 16:45:55
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capelizzari
Segretario classe 10'


Prov.: Milano
Città: burago


942 Messaggi

Inserito il - 10/06/2014 : 07:12:44  Mostra Profilo Invia a capelizzari un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
lquaggi ha scritto:

Oggi ho montato lo scaletto e ho composto le sagome di plastica a formare lo scafo:


Che ve ne pare? Peccato che non si possa navigare con questo, l'ho costruito in 20 minuti.

Ho notato però un'imperfezione, magari dovuta al disegno delle sagome, non so, ma la coperta è troppo corta di 1,5 cm. Dovrò tagliarla un po' più lunga.




L'avessi fatto subito in compensato, avresti già finito! E' un altro vantaggio di questo progetto, l'estrema semplicità di costruzione.


Una domanda a Carlo sulle misure del Bipée:

La traversa anteriore, dovendo sostenere anche l'albero, è ovviamente più avanzata rispetto al progetto del Triciclo. Questo ha comportato sicuramente l'allungamento del telone centrale. Nessun problema per questo?

Giusto. La traversa anteriore è stata posizionata in corrispondenza dell'albero di Tripée. Il trampolino è un altro, rispetto a Tripée, che sono due di dimensioni diverse.


Altra domanda:

Il telone è legato anche alle fiancate degli scafi. Hai messo dei rinforzi all'interno, o hai semplicemente avvitato degli occhielli alle fiancate (e ai listelli interni, immagino)?

Gli occhielli sono fatti di spezzoni di cimetta da 2mm, che passano attraverso la fiancata, girano attorno ad un listello di legno duro (ramin) e si annodano. il tutto bloccato con un po' di resina caricata. Tieni presente che i passaggi non risulteranno stagni, ma per me non è un problema, dato che l'eventuale trafilazione finisce in pozzetto. Facendo uno scafo chiuso, metterei dei golfarini, più piccoli possibile (4 MA), avvitandoli attraverso un listello, bagnati con resina epossidica, e fermati con dado e rondella.

ciao

Carlo
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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 10/06/2014 : 13:29:03  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
capelizzari ha scritto:
L'avessi fatto subito in compensato, avresti già finito! E' un altro vantaggio di questo progetto, l'estrema semplicità di costruzione.



Se non fosse che bisogna metterci la deriva, le traverse, e rinforzi vari, avresti ragione.
Questo però potrei usarlo come piroga.

Leonardo - IaioXL - 153

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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 10/06/2014 : 21:58:18  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
E' molto utile lo scafo di plastica che ho costruito!

Stasera ci ho disegnato sopra la posizione delle traverse, della scassa della deriva, degli sportelli, degli anelli per le sartie e dei golfari per il trampolino.

Ci si rende conto molto bene su come si dovrà costruire lo scafo in legno.

Consiglio questa tecnica per chi, come me, non ha le idee chiare fin dall'inizio e improvvisa al momento.


Domanda per Jacopo ed altri progettisti:

Ho pensato di fissare le traverse più o meno come ha fatto luca10ft nel Baby Gorilla, tramite dei tubi nei quali infilarle. Con la differenza che penso di farle passare sotto la coperta, e fissarle con cime o elastici.



Che dite?

Leonardo - IaioXL - 153

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Modificato da - lquaggi in data 16/11/2014 16:46:57
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FABIOS
Utente Senior


Città: LUGANO


359 Messaggi

Inserito il - 10/06/2014 : 22:25:03  Mostra Profilo Invia a FABIOS un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
ma perché ti vuoi complicare la vita?
leggi i consigli di Renzo per la realizzazione del Qui Quo Qua
e gia che ci sei perché non consideri la possibilità di costruire un tri cosi il tuo soffice peso sarebbe sorretto dal solo scafo centrale con meno problemi di bilanciamento e probabilmente meno scuffie
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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 10/06/2014 : 22:45:39  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
FABIOS ha scritto:

ma perché ti vuoi complicare la vita?
leggi i consigli di Renzo per la realizzazione del Qui Quo Qua
e gia che ci sei perché non consideri la possibilità di costruire un tri cosi il tuo soffice peso sarebbe sorretto dal solo scafo centrale con meno problemi di bilanciamento e probabilmente meno scuffie


Leggerò sicuramente. Ho pensato spesso al Trimarano, ma mi blocca il calcolo del dislocamento e dello spazio a disposizione per uscire in due.

Leonardo - IaioXL - 153

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Jacopo
2014 Winner


Prov.: Milano
Città: Milano


590 Messaggi

Inserito il - 10/06/2014 : 22:46:36  Mostra Profilo Invia a Jacopo un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
lquaggi ha scritto:

Domanda per Jacopo ed altri progettisti:

Ho pensato di fissare le traverse più o meno come ha fatto luca10ft nel Baby Gorilla, tramite dei tubi nei quali infilarle. Con la differenza che penso di farle passare sotto la coperta, e fissarle con cime o elastici.



Che dite?


Mi sembra che il metodo possa anche funzionare.
Ho solo due perplessita': mi sembra un po' complesso da realizzare e temo che porti le traverse ad essere piuttosto basse sull'acqua.
Prova a verificarne l'altezza misurando un disegno o un modello.
Non conviene scendere sotto i 30 cm per evitare di picchiarle nelle onde.
Fammi sapere.
Ciao
Jacopo
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lquaggi
Utente Senior


Prov.: Vicenza
Città: Montecchio Maggiore


683 Messaggi

Inserito il - 10/06/2014 : 22:55:38  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Jacopo ha scritto:
Mi sembra che il metodo possa anche funzionare.
Ho solo due perplessita': mi sembra un po' complesso da realizzare e temo che porti le traverse ad essere piuttosto basse sull'acqua.
Prova a verificarne l'altezza misurando un disegno o un modello.
Non conviene scendere sotto i 30 cm per evitare di picchiarle nelle onde.
Fammi sapere.
Ciao
Jacopo



Il pescaggio che avevo calcolato in due persone era sui 25 cm, aggiunto a circa 10 cm fra tubo e spessori, siamo troppo bassi.Meglio allora sopra la coperta.

Leonardo - IaioXL - 153

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luca10ft
Utente Senior


Città: riccione


767 Messaggi

Inserito il - 11/06/2014 : 06:22:33  Mostra Profilo Invia a luca10ft un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
lquaggi ha scritto:

Ho pensato di fissare le traverse più o meno come ha fatto luca10ft nel Baby Gorilla, tramite dei tubi nei quali infilarle.

Che dite?



Visto che hai scelto quel progetto anche per la semplicità costruttiva, io lascerei perdere il sistema di collegamento su tubo femmina e seguirei quello delle selle adottato su Bipée (peraltro non male anche sotto il profilo estetico).

Invece ti inviterei a riflettere meglio sull’opportunità della doppia traversa prodiera, che credo sarebbe uno dei pochi esempi al mondo (e forse un motivo ci sarà ).

Se temessi difficoltà di centraggio tra CD e CV, allora utilizzerei quel tempo-lavoro per concentrarmi sulla progettazione di un piano velico definitivo (albero e forma della vela), dopodiché posizionerei traversa e cassa di deriva di conseguenza.
Gli eventuali errori potranno benissimo essere compensati attraverso il Rake (cioè la regolazione dell’inclinazione dell’albero).

Peraltro ti accorgerai che spostando il tuo peso (non certo irrilevante rispetto a quello della barca) anche solo di pochi centimetri verso prua o verso poppa, l’assetto cambierà sensibilmente, quindi anche il centraggio (che diventerà più orziero con il peso sbilanciato verso prua, e più poggero con il peso sbilanciato verso poppa).
Analoghi effetti li otterrai spostando il peso di traverso, ottenendo un assetto più orziero con la barca sbandata sottovento, e più poggero sbandando sopravvento.
Insomma, su barche così piccole, specie dove il peso dell’equipaggio è decisamente preponderante rispetto a quello della barca, i problemi teorici lasciano più margine di errore, perché poi le correzioni si fanno in acqua.

Nel frattempo utilizzerei la vela della canoa per il meglio che può offrire, anche qui cercando di ottenere la miglior centratura attraverso il Rake.
Dalla prima uscita sarà infatti evidente il suo deciso sottodimensionamento, per cui maturerò subito la convinzione che mi ci vorrà al più presto una vela nuova fatta come si deve.

Modificato da - luca10ft in data 11/06/2014 06:24:24
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lquaggi
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Inserito il - 11/06/2014 : 08:18:57  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
luca10ft ha scritto:
Invece ti inviterei a riflettere meglio sull’opportunità della doppia traversa prodiera, che credo sarebbe uno dei pochi esempi al mondo (e forse un motivo ci sarà )......


Un altro esempio di 3 traverse è il catamarano descritto nel libro "Un piccolo catamarano fatto in casa", anche se lì serve per la deriva centrale.

Le due traverse anteriori mi consentono di utilizzare l'albero senza sartie della canoa, come si può fare su un trimarano o su un monoscafo (fra l'altro sono meno di 3 kg, non è un carico eccessivo).

Per quanto riguarda l'efficienza di una vela così piccola e di tipo latino, sono daccordo che è poca, ma per il momento sono poche anche le finanze, quindi più posso utilizzare quello che ho già, meglio è.

Ho intenzione prima o poi di costruire un nuovo albero con randa e fiocco, che fra l'altro, con la doppia traversa, posso anche fissare su di una slitta. Intanto mi accontento della 500, per la Ferrari c'è sempre tempo.

Per Fabio:
- Ho appena guardato la Qui Quo Qua e letto delle difficoltà sulle traverse. Penso che per un catamarano sia più semplice posizionarle, e poi se le faccio, non meno di 2mm di lasco fra tubo esterno e interno! So benissimo quanto infingardo sia l'alluminio quandi si incastrano due tubi uno dentro l'altro!
Però, visto le osservazioni di Jacopo, probabilmente farò come sul Bipée...

Leonardo - IaioXL - 153

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Modificato da - lquaggi in data 11/06/2014 08:39:03
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lquaggi
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Inserito il - 22/06/2014 : 21:37:25  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho iniziato la costruzione!

Sono partito dal timone e dalle derive, soprattutto per il lavoraccio che sarà necessario a dargli il profilo Naca.

Qui due foto del meccanismo di incernieramento che ho ideato ed anche quello di sollevamento con rotazione di 180°





Le due barrette in alluminio che spuntano saranno molto più lunghe, entrambe doppie e annegate nella poppa. Il tondino di acciaio sarà accorciato a misura e filettato da entrambe le parti.

Questa settimana compro il compensato per iniziare la costruzione degli scafi.

Leonardo - IaioXL - 153

Finalmente una barca che naviga bene!

Modificato da - lquaggi in data 16/11/2014 16:48:51
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lquaggi
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683 Messaggi

Inserito il - 02/07/2014 : 13:51:51  Mostra Profilo Invia a lquaggi un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Una domanda per gli esperti.

Mi sto accingendo a costruire gli scafi, e ho un quesito sulle derive:
La scassa dove infilarle.... quanto lasco posso dargli?
Tenendo conto lo spessore della vernice sui due lati della deriva e sulle pareti interne della scassa, penso che già lì mi servano un paio di millimetri almeno.
Poiché l'inserimento e l'estrazione devono essere ovviamente agevoli (devo pensare anche ad un eventuale rigonfiamento del legno per l'umidità?), aggiungo altri 3-4 millimetri?
E' ininfluente se la deriva balla un pò perché leggermente lasca?

Attendo risposta con ansia per iniziare il taglio del legno.

Leonardo - IaioXL - 153

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