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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
Città: Milano
1559 Messaggi |
Inserito il - 17/02/2014 : 11:13:29
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Ho lavorato in un cantiere per circa due anni al restauro della mia barca Aqualis. Ho osservato ed imparato come si vernicia professionalmente.
Se vuoi una superficie liscia come fondo per una verniciatura professionale devi: 1 Fare uno stucco come ti ha detto Jacopo ma senza microfibre e piuttosto aggiungendo un po' di addensante tixotropico per non far colare. Lo trovi da Spraystore. 2 lo stucco va preparato in porzioni. Io riempivo un piatto di plastica tenendo presente che deve poter dissipare il calore della catalizzazione in atto. 3 le spatole devono essere due: una dentata ed una liscia. Prima si passa quella dentata per cui otterremo delle superfici che sembreranno dei campi arati. Lasciamo catalizzare. Io mi sono preparato da solo la spatola dentata, perchè trovavo solo spatole con denti alti. Questi devono essere di un paio di millimetri. Ho preso un compensato da 2 mm ( ma va bene anche un foglio di plastica dura) ed ho fatto dei denti con la lima a sez. triangolare. 4 l'indomani levighiamo i solchi semplicemente eliminandone la parte accuminata. In pratica dobbiamo moderatamente smussarne le punte in modo da ottenere , in sezione, da dei triangoli a dei trapezi. Il motivo di tutto questo è che avrai usato meno stucco, fatto meno polvere, perso meno tempo. 5 a questo punto prepari di nuovo lo stucco ed usi la spatola liscia riempiendo i solchi. Gli stessi solchi giá livellati ti faranno da guida. Vedrai due colori diversi tra gli stucchi di diverso gradi di catalizzazione. 6 a catalizzazione avvenuta levighi tutto con grana 80 e quindi 120 e 180. 7 per la perfezione va passato a spruzzo o rullo del fondo poliuretanico 8 asciugato quest'ultimo con una bomboletta spray di un colore vivace spruzzi in maniera sommaria e leggerissima le superfici. 9 levighi con la 180 leggermente e dove vedi che è rimasto colore stucchi. In questo caso , se vuoi, basta lo stucco da carrozziere 10 spruzzi o usi il rullo per la bicomponente.
Ricorda che per avere un bel risultato vale al 90% la preparazione della superficie e non la verniciatura vera e propria. |
Modificato da - Mario Falci in data 17/02/2014 11:15:26 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 17/02/2014 : 15:23:37
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Grazie infinite anche a te Mario. Concordo sul fatto che per ottenere una bella verniciatura, il lavoro fondamentale (e più impegnativo) è la preparazione del fondo.
Quello che descrivi mi sembra l’intervento da manuale che ho visto fare su carene (affette da osmosi diffusa) e bulbi (molto arrugginiti) dopo la sabbiatura. Credevo però che non fosse rivolto alla sola verniciatura finale, ma avesse anche una funzione protettiva, creando un rivestimento ulteriore di qualche millimetro.
Comunque prendo nota, ringraziandoti ulteriormente.
Vedremo dopo il carteggiamento generale di quale stuccatura (leggera o pesante) avrà bisogno il Gorillino. Vorrei comunque evitare (anche a costo di qualche inestetismo) ulteriore aumento di peso, visto che le modifiche apportate riguardano, per lo più, lavori doppi, cioè eseguiti sopra la pelle esterna che si sarebbe potuta evitare se previsti fin dall’inizio (almeno + 1,5 kg a scafo). Sicuramente il guadagno in robustezza è stato notevole, ma è importante anche la leggerezza. Al momento gli scafi pesano intorno ai 17 Kg ciascuno.
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Modificato da - luca10ft in data 17/02/2014 15:28:17 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 18/02/2014 : 08:03:43
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Ciao Luca, ciao a tutti. Da un pezzo non intervengo nelle discussioni, ma sappiate che vi seguo sempre con affetto. Complimenti per le modifiche fatte al Goryllino e buona carteggiatura.  |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 18/02/2014 : 18:09:26
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Ciao Phil, ben ritrovato. Ti confesso che un po’ mi mancano le tue motivate critiche, e avevo anche interpretato il tuo silenzio come una rassegnata sconsolazione nel cercare di convincere questo romagnolo testa dura.
Comunque credo che la disputa principale fosse rimasta quella sulle derive (si o no). A torto o a ragione, ormai ho fatto la mia scelta definitiva (poi sull’eventuale prossimo catamarano si vedrà), incoraggiato anche dai risultati dell'estate scorsa.
Si tratterà ora di vedere cosa succederà dopo le modifiche, che non sono certo trascurabili.
Credo che, come piano antiscarroccio, non dovrebbero emergere apprezzabili variazioni (in meglio o in peggio). La vecchia chiglia (ad angolo costante) era a spigolo con fondo piatto, creando quindi una lama di deriva lunga quanto tutto lo scafo (come le vecchie barche a chiglia lunga). Il fondo di quella nuova è invece rotondeggiato alle estremità, oltre a formare un angolo variabile (quindi riduzione dell’immersione a prua e a poppa). Queste modifiche dovrebbero penalizzare l’efficacia del piano antiscarroccio, ma dovrebbero però essere compensate dai due piccoli skeg e da una maggiore profondità dell’immersione nel punto dove (più o meno) cade il CD (e dove il fondo ritorna piatto e spigoloso rispetto alla murata).
Attendo invece dubbioso (ma fiducioso) di provare le evoluzioni in virata, grazie proprio all’uscita poppiera più rialzata (quindi con meno pescaggio e meno opposizione alla rotazione dello scafo) e all’arrotandamento delle sezioni estreme di prua e poppa (quindi con meno resistenza sempre negli spostamenti laterali). La lontananza tra timoni e skeg (circa 30 cm) dovrebbe poi creare un piccolo braccio di leva (prima inesistente poiché lo specchio di poppa era quasi sempre completamente immerso) che dovrebbe aumentare la spinta laterale generata dalla timoneria.
Vedremo.
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Modificato da - luca10ft in data 18/02/2014 18:12:49 |
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Luigi
Utente Senior
   
Prov.: Milano
Città: Bussero
447 Messaggi |
Inserito il - 18/02/2014 : 21:12:25
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Ciao Luca, Jacopo è minimalista, Mario è fin troppo perfezionista, puoi stare nel mezzo...concordo che le microfibre rendono ruvido il risultato, io addenso con talco industriale (spraystore), costa poco, aumenta molto il volume dell'impasto. Non usare spatole metalliche, difficili da pulire dopo, meglio materiale sintetico, ritagli di plastica di durezza adeguata ne trovi ovunque. Fai circa 100 gr. di resina per volta, lavorerai senza il patema di non finire prima che catalizzi. Fai strisce longitudinali alte circa 20cm., incrociando le spatolate fino a riempire bene le asperità sottostanti, non premere la spatola, stai leggero, faticherai meno e lascerai più materiale sullo scafo. Quando hai finito la triscia, tiri per il lungo cona sola passata con una spatola più sottile e flessibile, che assecondi la curvatura dello scafo. Dopo di questo, a pennello o spruzzo, dai il fondo poliuretanico bicomponente, si carteggia benissimo come fosse gesso, con carta grana 240, quella gialla non si intasa. Se serve dai una seconda passata di fondo. Bene la poliuretanica bicomponente anche per la finitura, con 1,5 kg. farai entrambi gli scafi senza problemi. Non diventare matto a cercare la perfezione, alla prima raspata su sabbia o altro non dovrai piangere. Jacopo ha scafi levigati come una megattera, sono pesanti, lui è pesante e... spesso è davanti a noi, segno che la levigatezza conta fino ad un certo punto. Mettila in acqua aapena puoi e metti a punto l'armo, ci vuole molto tempo ad ottimizzare la barca, una volta a punto, se vincente le regalerai uno scafo tirato a lucido, se non vuol saperne di andare ci farai delle fioriere, avendo risparmiato molto tempo in manodopera. Ma ti vedo determinato, di sicuro andrà bene. Dai che alla Velalonga ti vogliamo nel gruppo. Buon proseguimento, Luigi. |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 19/02/2014 : 07:53:38
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Grazie Luigi anche per i tuoi suggerimenti. Ne prendo certamente nota. Del resto spesso la verità sta proprio nel mezzo  Vedremo il da farsi dopo la carteggiatura. Comunque il peel-ply mi ha agevolato parecchio.
Scusa solo una domanda. Cosa intendi per fondo poliuretanico bicomponente (che si carteggia benissimo come fosse gesso)?
Normalmente avrei usato, come fondo, un primer epossidico bicomponente (es. quello dell’Attiva Marine), ma per evitare aumenti eccessivi di peso, mi sarei limitato a 2 o 3 mani di smalto poliuretanico direttamente sullo scafo, ovviamente dopo averlo tirato a stucco.
Grazie ancora
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
Città: Milano
1559 Messaggi |
Inserito il - 19/02/2014 : 10:15:23
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| Ciao, tra la mia e la descrizione di Luigi noterai che c'é poca differenza. Anche io parlo di fondo poliuretanico.... un motivo ci sará . |
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capelizzari
Segretario classe 10'
   

Prov.: Milano
Città: burago
942 Messaggi |
Inserito il - 19/02/2014 : 10:47:03
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| luca10ft ha scritto:
ma per evitare aumenti eccessivi di peso, mi sarei limitato a 2 o 3 mani di smalto poliuretanico direttamente sullo scafo, ovviamente dopo averlo tirato a stucco.
Grazie ancora
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Non farlo! lo stucco, specie se con microsfere, ma anche con talco, è una microspugna, e senza fondo non te la cavi più!. Quale fondo? Quella suggerito da Luigi è ottimo, quello epossidico è anche migliore per quanto riguarda la impermeabilità, ma più brigoso a trattare. Devi aspettare alcuni giorni prima di carteggiare, è più duro, e facilmente tende ad impastare la carta, meglio uasare quella all'acqua. Assolutamente consiglio quello poliuretanico, ma attenzione qui stiamo parlando di resina di base; quello che conta molto è la formulazione complessiva, e questa cambia da marca a marca, e qui è questione di esperienza (o di c---o). Potresti consultare un carrozziere, ma attenzione: loro usano materiali molto raffinati, ottimi, ma costosissimi (2, 3 x)e non ne vale la pena. Buona fortuna, divertiti! |
Carlo |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 19/02/2014 : 13:19:25
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La questione deriva mi pareva risolta: a te serve una deriva adatta al particolare fondale antistante la battigia di Riccione e così hai fatto.
Per quanto riguarda i volumi di carena: si potevano determinare anche a priori, tramite adeguato studio. Ma hai preferito far lavorare i muscoli, e anche questo va bene. Un po' di sana attività fisica fa sempre bene.
Del resto costruirsi una barca è un piacere, e giustamente uno se la costruisce come gli piace. Altrimenti che piacere è?
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Mario Falci
Moderatore
    

Prov.: Milano
Città: Milano
1559 Messaggi |
Inserito il - 19/02/2014 : 16:28:24
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| capelizzari ha scritto:
| luca10ft ha scritto:
ma per evitare aumenti eccessivi di peso, mi sarei limitato a 2 o 3 mani di smalto poliuretanico direttamente sullo scafo, ovviamente dopo averlo tirato a stucco.
Grazie ancora
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Non farlo! lo stucco, specie se con microsfere, ma anche con talco, è una microspugna, e senza fondo non te la cavi più!. Quale fondo? Quella suggerito da Luigi è ottimo, quello epossidico è anche migliore per quanto riguarda la impermeabilità, ma più brigoso a trattare. Devi aspettare alcuni giorni prima di carteggiare, è più duro, e facilmente tende ad impastare la carta, meglio uasare quella all'acqua. Assolutamente consiglio quello poliuretanico, ma attenzione qui stiamo parlando di resina di base; quello che conta molto è la formulazione complessiva, e questa cambia da marca a marca, e qui è questione di esperienza (o di c---o). Potresti consultare un carrozziere, ma attenzione: loro usano materiali molto raffinati, ottimi, ma costosissimi (2, 3 x)e non ne vale la pena. Buona fortuna, divertiti!
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Giusto, non tutti i fondi poliuretanici sono uguali: io ne ho usato uno di ottima qualitá consigliato da un carrozziere. Peró vorrei spiegare che oltre ad impermeabilizzare il fondo serve a far fare migliore presa alla bicomponente poliuretanica. Infatti quando non ne l'ho fatto mi sono ritrovato con la vernice che faceva le bolle a causa del calore. Inoltre c'è un motivo pratico che conoscono tutti gli operatori professionali che trattano l'uso di vernici e colori. Avete mai fatto caso al metodo che usano quando dipingono una parete di cartongesso appena costruita? Sembra assurdo ma stuccano dopo aver messo il fondo che di solito è di colore bianco, perché? Quando stucchi una superficie visivamente non omogenea, anche se al tatto sembra perfetta, in realtá questa è piena di imperfezioni che l'occhio non coglie, ma che vedrai dopo a verniciatura avvenuta. Diverso se invece la parete o la fiancata è giá cromaticamente omogenea.
Inoltre lla tecnica della bomboletta del colore per marcare e scovare le imperfezioni, di cui ho parlato precedentemente, credimi è indispensabile e ti mette in evidenza, con poca spesa, tutti gli ultimi particolari da stuccare. È un trucco da usare. Basta poco per ottenere la perfezione che poi è quella che vedrai tu e gli altri ed a cui si dedica sempre troppo poco tempo.
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Modificato da - Mario Falci in data 19/02/2014 16:34:46 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 19/02/2014 : 19:07:09
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Grazie infinite per gli ulteriori consigli.
Sono perfettamente d’accordo con Mario quando dice che una delle funzioni principali della vernice di fondo è quella di omogeneizzare il colore della superficie e di mettere così in evidenza le relative imperfezioni, per procedere poi alla stuccatura (localizzata) definitiva.
Per quanto concerne la funzione evidenziata da Capelizzari (cioè una specie di tourapori), tenete presente che farò lo stucco con l’addensante Microlight 410 della West System, che nulla ha a che vedere con microsfere e microfibre. Forse potrebbe avere lontanissimi rapporti di parentela con il talco industriale, ma basta notare la differenza di prezzo per capire che non si paga soltanto il marchio. Oltre a quadruplicare (circa) il volume della resina, fornisce uno stucco tipo cioccolata di Nutella che, una volta indurita e carteggiata, risulta liscia come il vetro.
Comunque mi è rimasto un barattolo (appena iniziato l’anno scorso per lavoretti eseguiti sull’altra barca) di primer epossidico bicomponente (quello universale dell’Attiva Marine) che altrimenti non saprei come impiegare. Per una mano su entrambi gli scafi dovrebbe bastarmi, per cui, al limite, userò quello.
Se però mi fornite marca e tipologia di un buon fondo poliuretanico ne prenderò comunque nota.
@ Phil Non mi è molto chiaro il senso del tuo ultimo intervento. Gli scafi senza derive sono certamente più compatibili con i fondali antistanti la spiaggia di Riccione, ma non è mai stata questa la mia esigenza principale (v. interventi precedenti)
Idem per i volumi di carena. Ho spiegato, più volte, che il catamarano è stato un ripiego sfruttando gli Hamas (già costruiti) di un trimarano. Chiaro che se fossi partito subito con un progetto diverso (e più mirato sul bipede), avrei impiegato più cervello e meno muscoli. Sicuramente costruirsi una barca è un piacere, ma fare i lavori due volte non lo è assolutamente, almeno per me. Quindi nessuna preferenza per il lavoro manuale rispetto a quello intellettuale. Solo una rimeditazione in corso d’opera, per passare da un progetto poco convincente (trimarano) a un progetto più convincente (catamarano), minimizzando costi e impegni 
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Modificato da - luca10ft in data 19/02/2014 19:11:34 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 19/02/2014 : 23:10:44
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| luca10ft ha scritto:
@ Phil Non mi è molto chiaro il senso del tuo ultimo intervento. Gli scafi senza derive sono certamente più compatibili con i fondali antistanti la spiaggia di Riccione, ma non è mai stata questa la mia esigenza principale (v. interventi precedenti)
Idem per i volumi di carena. Ho spiegato, più volte, che il catamarano è stato un ripiego sfruttando gli Hamas (già costruiti) di un trimarano. Chiaro che se fossi partito subito con un progetto diverso (e più mirato sul bipede), avrei impiegato più cervello e meno muscoli. Sicuramente costruirsi una barca è un piacere, ma fare i lavori due volte non lo è assolutamente, almeno per me. Quindi nessuna preferenza per il lavoro manuale rispetto a quello intellettuale. Solo una rimeditazione in corso d’opera, per passare da un progetto poco convincente (trimarano) a un progetto più convincente (catamarano), minimizzando costi e impegni 
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Il senso dell'intervento: non ho più ribattuto sull'argomento derive perché mi ero convinto che l'esigenza prioritaria tua fosse quella di non arare il basso ed esteso fondale di Riccione. Ho capito male, scusa.
Per quanto riguarda i volumi di carena: eri partito da amas di un tri. OK. Ma che non erano, se non ricordo male, stati progettati con un minimo di studio idrodinamico. Anche solo il calcolo del coefficiente prismatico e la curva delle aree. Ho fatto anch'io lo stesso errore tanto tempo fa, ecco perché lo consiglio.
Poi, non avendo fatto gli studi di cui sopra, hai dovuto modificare i volumi immersi. Ma anche in questo caso non mi sembra di ricordare tu abbia fatto calcoli, se non quello relativo al dislocamento. Questo modus operandi comporta dei rischi in termini di sudore. Tutto qui. 
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Modificato da - Phil Masnagh in data 19/02/2014 23:27:38 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 20/02/2014 : 07:40:53
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| Phil Masnagh ha scritto:
Poi, non avendo fatto gli studi di cui sopra, hai dovuto modificare i volumi immersi.
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In realtà, purtroppo, le cose sono andate diversamente.
Il ritocco ai volumi di carena non è dipeso da omissioni o errori nel progetto degli amas (ad uso tri), ma è stato necessario perché, come scafi di catamarano, si sono dimostrati un pó sottodimensionati per un peso massimo come me.
Se pesassi 30 o 40 kg di meno avrei, molto probabilmente, lasciato tutto come stava e mi sarei goduto il bipede per qualche stagione in attesa che mi tornasse la voglia di costruire anche lo scafo centrale e concludere così il progetto originale del tripede di cui avevamo parlato a lungo in questa discussione.
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=258
Dopo le prove dell'estate scorsa ho dovuto allora prendere una decisione su dove orientare l'ulteriore fatica (ottimizzare i due amas per il solo uso catamarano oppure iniziare la costruzione del terzo scafo del tri?).
Ho scelto quindi in funzione dello sforzo minore, ma anche spinto dal desiderio di poter forse proporre qualcosa di nuovo in una classe dove i cat hanno riscontrato meno interesse di mono e tri.
Se tra qualche anno mi tornasse la voglia del trimarano ripartirei certamente dal progetto originario, apportandovi le modifiche che l'esperienza e il senno di poi mi suggeriranno (es. ridurre un pó il volume degli amas poichè non credo che un tri 10 piedi possa trovarsi nelle condizioni di navigare su uno scafo laterale solo).
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 20/02/2014 : 09:20:48
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| luca10ft ha scritto:
In realtà, purtroppo, le cose sono andate diversamente.
Il ritocco ai volumi di carena non è dipeso da omissioni o errori nel progetto degli amas (ad uso tri), ma è stato necessario perché, come scafi di catamarano, si sono dimostrati un pó sottodimensionati per un peso massimo come me.
Se pesassi 30 o 40 kg di meno avrei, molto probabilmente, lasciato tutto come stava e mi sarei goduto il bipede per qualche stagione in attesa che mi tornasse la voglia di costruire anche lo scafo centrale e concludere così il progetto originale del tripede di cui avevamo parlato a lungo in questa discussione.
http://www.diecipiedi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=258
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In tutta onestà: la curva delle aree esibita dagli amas non mi convince molto. L'ingresso in acqua molto brusco e la poppa immersa mi inducono a pensare che il coefficiente prismatico sia davvero molto elevato, troppo per una barca a vela.
Naturalmente questa è una mia opinione. Suffragata però dal fatto che anche il mio cat aveva originariamente le poppe immerse e un coefficiente prismatico di circa 0.75. Andava bene solo con molta potenza a disposizione, vento forte e probabilmente a motore (quest'ultimo però non l'ho mai provato).
Tutto qua. Le modifiche che hai apportato vanno nella direzione giusta. Se hai occasione di calcolare la nuova curva delle aree potremmo metterla a confronto con la precedente.  |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 21/02/2014 : 08:21:31
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Le curve di carena sono queste, ma nel sagomare il foam aggiunto (che, per circa 2/3 della lunghezza, ha una sezione di carena rotonda) sono stato leggermente più abbondante rispetto alle sezioni di progetto (quindi ci saranno un paio di litri in più). La riga verde continua che corre a metà scafo è il galleggiamento originario (amas ad uso cat), mentre quella verde tratteggiata è (o dovrebbe essere) il nuovo galleggiamemento (amas originario + volume aggiunto). Sono circa 3 cm di differenza (Per la verità la differenza sarebbe maggiore perché il gallegiam originario era stato calcolato per un peso complessivo di 126 Kg, mentre per quello nuovo il peso è stato elevato a 158, quindi più aderente alla realtà).
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Tuttavia ormai gli scafi sono finiti, per cui il vero confronto lo darà solo il mare.
Comunque piuttosto che di coefficiente prismatico credo si debba parlare di coefficienti di finezza.
http://it.wikipedia.org/wiki/Coefficiente_di_finezza
http://www.leganavale.it/portale/architetturanav_lez10.asp
http://wpage.unina.it/miranda/Corsi/Geometria/Corso_2006/lezionecoefficienti.pdf
http://ww2.unime.it/ingegneria/new/materiale/Cap_03.doc
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Modificato da - luca10ft in data 21/02/2014 08:37:13 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 22/02/2014 : 17:16:13
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 23/02/2014 : 10:20:54
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COEFFICIENTI DI FINEZZA LONGITUDINALI (O PRISMATICI)
1. VECCHIO SCAFO
Volume di carena 78.880 cm3 (al galleggiamento 1) Superficie sezione maestra (nr. 4) 364 cm2 Lunghezza galleggiamento 300 cm
Coefficiente = 0,722 ovvero (0,626 + 0.819)/2 (media dei coefficienti prodiero e poppiero)
2. NUOVO SCAFO
Volume di carena 79.160 cm3 (al galleggiamento 2) Superficie sezione maestra (nr. 4) 420 cm2 Lunghezza galleggiamento 300 cm
Coefficiente = 0,628 ovvero (0,466 + 0,790)/2 (media dei coefficienti prodiero e poppiero)
COEFFICIENTI DI FINEZZA PRISMATICI LONGITUDINALI CORPO PRODIERO
1. VECCHIO SCAFO
Volume corpo prodiero 34.180 cm3 (al galleggiamento 1) Superficie sezione maestra (nr. 4) 364 cm2 Superficie sezione media (tra n. 3 e 4) 350,8 cm2 1/2 lunghezza galleggiamento 150 cm
Coefficiente = 0,626 (rispetto alla sezione maestra) Coefficiente = 0,649 (rispetto alla sezione media)
2. NUOVO SCAFO
Volume corpo prodiero 29.360 cm3 (al galleggiamento 2) Superficie sezione maestra (nr. 4) 420 cm2 Superficie sezione media (tra n. 3 e 4) 364,8 cm2 1/2 lunghezza galleggiamento 150 cm
Coefficiente = 0,466 (rispetto alla sezione maestra) Coefficiente = 0,537 (rispetto alla sezione media)
COEFFICIENTI DI FINEZZA PRISMATICI LONGITUDINALI CORPO POPPIERO
1. VECCHIO SCAFO
Volume corpo poppiero 34.700 44.700 cm3 (al galleggiamento 1) Superficie sezione maestra (nr. 4) 364 cm2 Superficie sezione media (tra n. 3 e 4) 350,8 cm2 1/2 lunghezza galleggiamento 150 cm
Coefficiente = 0,636 0.819 (rispetto alla sezione maestra) Coefficiente = 0,659 0,850 (rispetto alla sezione media)
2. NUOVO SCAFO
Volume corpo poppiero 49.800 cm3 (al galleggiamento 2) Superficie sezione maestra (nr. 4) 420 cm2 Superficie sezione media (tra n. 3 e 4) 364,8 cm2 1/2 lunghezza galleggiamento 150 cm
Coefficiente = 0,79 (rispetto alla sezione maestra) Coefficiente = 0,91 (rispetto alla sezione media)
********************************
ALTRE CURIOSITÀ (con lo stesso carico di 158 Kg dato da barca + equipaggio + accessori vari)
- il centro di carena (CC) arretra di 8,11 cm - la linea di galleggiamento si abbassa di 6,5 cm
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Modificato da - luca10ft in data 02/03/2014 19:35:20 |
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Phil Masnagh
Utente Master
    

Prov.: Novara
Città: Novara
1117 Messaggi |
Inserito il - 24/02/2014 : 16:23:01
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| luca10ft ha scritto:
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COEFFICIENTI DI FINEZZA LONGITUDINALI (O PRISMATICI)
1. VECCHIO SCAFO Coefficiente = 0,722
2. NUOVO SCAFO Coefficiente = 0,628
COEFFICIENTI DI FINEZZA PRISMATICI LONGITUDINALI CORPO PRODIERO
1. VECCHIO SCAFO Coefficiente = 0,626 (rispetto alla sezione maestra)
2. NUOVO SCAFO Coefficiente = 0,466 (rispetto alla sezione maestra)
COEFFICIENTI DI FINEZZA PRISMATICI LONGITUDINALI CORPO POPPIERO
1. VECCHIO SCAFO Coefficiente = 0,636 (rispetto alla sezione maestra)
2. NUOVO SCAFO Coefficiente = 0,79 (rispetto alla sezione maestra)
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Davvero non avevo mai considerato di suddividere il coefficiente prismatico in poppiero e prodiero. Ammetto che questi dati in più potrebbero migliorare la progettazione. Da un punto di vista filologico tenderei a considerare solo i semi coefficienti riferiti alla sezione maestra, e non quelli alla metà del galleggiamento.
Comunque, per quanto poco ne sappia di progettazione di barche a vela, credo di poter dire che un Cp di 0.628 sia migliore rispetto al precedente 0.722.
Per quanto riguarda la curva delle aree: m'incuriosisce il fatto che tu non abbia seguito l'itinere corrente che porta a suddividere il galleggiamento in N parti uguali. Tra Step 1 e 2 la curva probabilmente non è una retta.
Quanto all'andamento della curva: l'ingresso in acqua non parrebbe così fine come sarebbe lecito aspettarsi, mentre per quanto riguarda la poppa immersa credo sarebbe meglio evitarla, almeno con venti deboli.
Il discorso delle pinnette-skeg non voglio affrontarlo e aspetto le risultanze antiscarroccio e manovriere derivanti dalle prove in acqua.
Complessivamente un OK al rifacimento dei volumi immersi. E un OK anche per il notevole tuo impegno tecnico teorico-pratico.  |
Modificato da - Phil Masnagh in data 24/02/2014 16:25:32 |
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luca10ft
Utente Senior
   

Città: riccione
767 Messaggi |
Inserito il - 24/02/2014 : 17:56:13
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| Phil Masnagh ha scritto:
Davvero non avevo mai considerato di suddividere il coefficiente prismatico in poppiero e prodiero. Ammetto che questi dati in più potrebbero migliorare la progettazione. Da un punto di vista filologico tenderei a considerare solo i semi coefficienti riferiti alla sezione maestra, e non quelli alla metà del galleggiamento.
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Li trovi nella dispensa del Prof. Miranda che avevo linkato in precedenza (Ingegneria Navale dell’Università di Napoli), il quale indica il doppio sistema di calcolo (sezione maestra e media). Non so però quale sia la differenza. Forse servono per valutazioni tecniche un po’ più raffinate di quelle ad uso dei diportisti che vogliono costruirsi la loro barchetta.
| Phil Masnagh ha scritto:
Comunque, per quanto poco ne sappia di progettazione di barche a vela, credo di poter dire che un Cp di 0.628 sia migliore rispetto al precedente 0.722.
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Il Cp 0,628 è meglio del Cp 0.722 per certi aspetti ma non per altri. Molto probabilmente è meglio se guardiamo solo alla velocità.
| Phil Masnagh ha scritto:
Per quanto riguarda la curva delle aree: m'incuriosisce il fatto che tu non abbia seguito l'itinere corrente che porta a suddividere il galleggiamento in N parti uguali. Tra Step 1 e 2 la curva probabilmente non è una retta.
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La suddivisione dello scafo in sezioni a distanza variabile è il frutto di una semplificazione progettuale che parte dal disegno del piano di galleggiamento che, tra una sezione e l’altra, è dritto. Sicuramente la curva delle aree di carena non è una spezzata, ma io l’ho disegnata così per semplificarmi la vita visto che uso AutoCAD e non un programma specifico per progettazioni navali. In verità, essendo tipo assai pignolo, mi ero preso anche la briga fare una prova aumentando il numero delle sezioni, raccordandole poi con una curvilinea (spline), ma ho notato che la differenza (in litri) era minima e il baricentro si spostava solo di pochi millimetri.
| Phil Masnagh ha scritto:
Quanto all'andamento della curva: l'ingresso in acqua non parrebbe così fine come sarebbe lecito aspettarsi, mentre per quanto riguarda la poppa immersa credo sarebbe meglio evitarla, almeno con venti deboli.
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Sono d’accordo, ma quando su un 10 piedi devi caricarci quasi 100 kg di equipaggio, da qualche parte il volume di carena devi per forza aumentarlo. Se avessi avuto a disposizione i 5,51 mt di lunghezza del Classe A, ti posso garantire che avrei avuto entrate e uscite molto più affinate (quindi Cp ben inferiore a 0,628) e la poppa sarebbe stata certamente fuori dall’acqua 
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Modificato da - luca10ft in data 24/02/2014 18:01:03 |
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FABIOS
Utente Senior
   

Città: LUGANO
359 Messaggi |
Inserito il - 24/02/2014 : 21:18:33
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@ Phil bentornato fra i beati  @ Luca ammirevole il tuo sforzo di raddrizzare un progetto difficile da correggere ti devo dire in verità che col mio xcat con carene simili al tuo primitivo ma con 105 Kg a Malerba con 0.5-1 nodo quasi non mi muovevo se le regate sono in media con questo vento meglio rimanere a casa comunque io invece di insistere con un progetto sbagliato ho deciso di aggiungere uno scafo e cambiare vela. |
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